SVILUPPARE UNA FIDUCIA ASSOLUTA

SVILUPPARE UNA FIDUCIA ASSOLUTA

Quando ci troviamo in mezzo a una prova, dobbiamo distogliere lo sguardo dai nostri problemi. In momenti del genere, dobbiamo esortare noi stessi dicendo, “Il mio Dio può tutto – e Lui non mi ha dimenticato. I Suoi occhi sono su me proprio in questo momento in cui sto sopportando questa prova tremenda. E io so, non importa quanto tutto sembri andare storto, che Egli ha tutto sotto controllo. Nessuno, e nessuna potenza, può cambiare i piani che Lui ha per me”.

Forse ora sei scoraggiato e ti chiedi, “Non riesco a vedere una via d’uscita dai miei guai. Riuscirò mai a uscire da questa prova assurda? Le mie sofferenze continueranno finché Gesù non tornerà? Signore, riuscirò a rallegrarmi ancora?”

Ecco la risposta di Dio per te: “Avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione” (Giacomo 5:11). “Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nel precedente stato; così l’Eterno rese a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva posseduto” (Giobbe 42:10).

Forse non raddoppierai ciò che hai perduto, come accadde per Giobbe, ma possiederai qualcosa di decisamente maggiore. Avrai una vera consapevolezza interiore del fatto che Dio ha il controllo della tua vita. Il Suo amore per te non sarà più soltanto un concetto teologico; piuttosto, conoscerai profondamente le Sue liberazioni, in maniera personale e non temerai mai più nessun avversario e nessuna avversità. Perché? Perché uscirai dalla tua prova come più che vincitore, seduto nei luoghi celesti con Cristo Gesù.

Proprio ora, come Giobbe all’inizio delle sue prove, forse conosci Dio solo per sentito parlare, attraverso prediche e studi biblici. Va bene, perché la Scrittura ci dice che è proprio da qui che deriva la fede: udire la Parola di Dio. Tuttavia, ora Dio vuole che tu guardi a Lui. Vuole che sviluppi una fiducia assoluta nel fatto che abbia un piano divino, progettato proprio per la tua vita. E il Suo proposito eterno non può essere ostacolato da alcun demone infernale, né da alcun mostro si presenti sul tuo cammino.

Così, in mezzo alla tua più grande prova, potrai testimoniare della bontà di Dio, come fece Giobbe. E citerai con fiducia questa grande affermazione di fede: “Mi uccida pure, non me ne dolgo” (Giobbe 13:15). by David Wilkerson

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DIRETTA VERSO UNA COLLISIONE

DIRETTA VERSO UNA COLLISIONE

Gesù ordinò ai Suoi discepoli di salire su una barca diretta verso una collisione. La Bibbia dice che Egli li “costrinse a salire sulla barca” (Matteo 14:22). La barca era diretta verso acque agitate; sarebbe stata sballottata come un pezzo di sughero; i discepoli sarebbero stati scaraventato in un’esperienza da mini-Titanic – e Gesù lo sapeva sin dall’inizio.

Dov’era Gesù? Egli era sul monte, osservando il mare, guardando i discepoli e pregando per loro che non fallissero la prova che Lui sapeva dovevano attraversare. Il viaggio in barca, la tempesta, le onde burrascose, i venti, tutto faceva parte di una prova progettata dal Padre. Stavano per imparare la più grande lezione di sempre – la lezione su come riconoscere Gesù nella tempesta!

A questo punto, i discepoli Lo riconoscevano come operatore di prodigi, l’Uomo che aveva trasformato dei pesci in cibo miracoloso. Lo riconoscevano come amico dei peccatori, Colui che aveva portato salvezza ad ogni sorta d’umanità. Lo conoscevano come Colui che provvedeva a ogni loro bisogno, persino pagando le loro tasse coi soldi tratti dalla bocca di un pesce.

Riconoscevano Gesù come “il Cristo, il Figlio di Dio”. Lo conoscevano come un insegnante, che insegnava loro come pregare, perdonare, legare e sciogliere. Sapevano che avesse parole di vita eterna. Sapevano che avesse potenza sopra ogni opera del diavolo. Non avevano però mai imparato a riconoscere Gesù nella tempesta.

Questa è la radice di molti dei nostri guai oggi. Confidiamo in Gesù affinché compia miracoli e guarigioni. Crediamo in Lui per ottenere salvezza e perdono dei peccati. Guardiamo a Lui come Colui che provvede a ogni nostro bisogno. Confidiamo in Lui affinché un giorno ci porti nella gloria. Quando però una tempesta improvvisa si abbatte su di noi e tutto sembra crollare, troviamo difficile vedere Gesù vicino a noi. Non riusciamo a credere che possa permettere delle tempeste per insegnarci come avere fiducia. Non siamo mai abbastanza certi che Egli sia vicino quando le cose si agitano davvero.

C’era una sola lezione che i discepoli dovevano imparare in questa tempesta – una sola! Una lezione semplice – non una profonda, mistica, da far tremare la terra. Gesù voleva semplicemente che confidassero in Lui come loro Signore in ogni tempesta della vita. Voleva semplicemente che i discepoli mantenessero la loro fiducia e allegrezza persino nei momento più neri della prova. Tutto qua! by David Wilkerson

SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

“Se camminiamo in mezzo alle difficoltà, tu mi ridai la vita; tu stendi la mano contro l’ira dei miei nemici e la tua destra mi salva” (Salmo 138:7)

Nei suoi ultimi anni di vita, una timorata donna di Dio, ricordata sopratutto per l’impegno profuso per salvare la vita di molti ebrei dai nazisti, spesso iniziava la propria testimonianza presentando all’uditorio un pezzo di stoffa ricamato.
Mostrava prima la bellezza della parte finemente lavorata, con fili variopinti che formavano un bellissimo disegno; la paragonava al piano di Dio per la nostra vita.
Poi girava la stoffa, e ne esibiva la parte aggrovigliata e confusa, spiegando come, molto spesso, noi consideriamo la vita e le cose che ci accadono da un punto di vista puramente umano.

Infine recitava la poesia del tessitore: “La mia vita non è altro che un tessuto che si stende fra me e il mio Dio. Non sono io che scelgo, ma Lui, che le lavora per rendermi stabile. Spesso Egli tesse il colore, e io, con ridicolo orgoglio, dimentico che Dio vede la parte superiore ed io quella inferiore. Soltanto quando il telaio si fermerà e la spola cesserà di librarsi tra i fili, allora il Signore capovolgerà la stoffa e mi illustrerà il Suo disegno. I fili scuri sono necessari, nelle mani di chi ricama, quanto i fili d’oro e d’argento nel disegno che Egli ha preparato”.

La sfida del cristiano è avere fiducia quando tutto ciò che lo circonda somiglia a un caotico groviglio. L’apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi dalla prigione, riprende lo stesso concetto: “E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”(1:6).
Da che parte del ricamo ci troviamo oggi? Le parole di un inno, riprendendo questo salmo dicono: ” Quando non possiamo vedere il Suo piano, quando non comprendiamo e tutto è buio davanti a noi, possiamo fidarci dell’amore del Suo cuore. Dio è saggio e non sbaglia mai. Egli compirà e completerà il Suo piano in noi”. by George O. Wood – Tratto da: ” Un Salmo per Oggi”.

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

Per entrare nel riposo di Dio, dobbiamo rinunciare ai nostri sforzi e al nostro sudore. Soltanto la fede ci da accesso a questo riposo perfetto: “Noi infatti, che abbiamo creduto, entriamo nel riposo” (Ebrei 4:3). Con parole semplici, dobbiamo disporre i nostri cuori a credere che Dio sia fedele a liberarci in ogni circostanza, a prescindere da quanto sembri impossibile.

“Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch’egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue” (Ebrei 4:10). Quando siamo nel riposo di Cristo, non cerchiamo più di indossare una maschera coraggiosa in tempi di avversità. Non ostentiamo una falsa accettazione della nostra crisi e non ci preoccupiamo di poter cedere alla paura e iniziare a mettere in discussione l’amore di Dio. In breve, la nostra “mentalità da opere” ha cessato di motivarci. Ora abbiamo imparato a confidare semplicemente nel Signore.

In che modo sviluppiamo tale fiducia? Cerchiamo il Signore in preghiera, meditiamo la Sua Parola e camminiamo in obbedienza. Obietterai, “Ma queste cose sono opere”. Non sono d’accordo. Sono atti di fede. Se osserveremo tali discipline, confidiamo che lo Spirito Santo sia all’opera in noi, edificando una riserva di forza per il momento del bisogno. Forse non avvertiamo il potenziamo di Dio all’opera dentro di noi, o la Sua potenza che viene edificato in noi, ma quando arriverà la prossima prova, queste risorse celestiali si manifesteranno in noi.

Questo è il motivo primario per cui cerco il Signore diligentemente – digiunando, pregando, studiando, cercando di obbedire ai Suoi comandamenti per la potenza dello Spirito Santo. Non è perché sono un ministro che vuole dare il buon esempio. Faccio queste cose perché so di avere ancora molte prove davanti a me. Finché servirò il Signore, il diavolo non mi darà mai tregua. Affronterò guerre intense, attacchi a sorpresa e, nonostante tutte le vittorie e la pace già sperimentate, avrò sempre bisogno delle risorse del cielo che mi aiutino a resistere. by David Wilkerson

DUBITARE DELLA FEDELTA’ DI DIO

DUBITARE DELLA FEDELTA’ DI DIO

Di tutti i peccati che possiamo commettere, il dubbio è uno dei più odiati da Dio. Secondo sia l’Antico che il Nuovo Testamento, il nostro dubitare rattrista il Signore, Lo provoca, Gli causa molto dolore. Ne vediamo un primo esempio nell’antica Israele, dopo che Dio aveva liberato il Suo popolo dalle mani di Faraone.

Il salmista si lamenta, “Noi e i nostri padri abbiamo peccato, abbiamo commesso iniquità e abbiamo fatto il male. I nostri padri in Egitto non compresero le tue meraviglie, non si ricordarono del gran numero dei tuoi benefici e si ribellarono presso il mare, il Mar Rosso” (Salmo 106:6-7).

Lo scrittore qui sta facendo una confessione. Qual era il terribile peccato commesso da Israele? Era il dubitare che Dio li avrebbe liberati, persino dopo aver compiuto un miracolo incredibile per loro al Mar Rosso.

Il salmista ci sta chiedendo di immaginare il popolo di Dio mentre si rallegra dal lato vittorioso del mare. Il Signore aveva appena compiuto uno dei miracoli più grandi nella storia dell’umanità, liberando Israele dai potenti egiziani. Tuttavia, in che modo queste stesse persone reagirono nell’affrontare le successive avversità? Dubitando della fedeltà di Dio.

Lo scrittore in pratica sta dicendo, “Riesci a crederlo? Il nostro Signore aveva agito in nostro favore in maniera soprannaturale, liberandoci dal nemico. Eppure, persino dopo quest’incredibile miracolo, non abbiamo avuto fiducia in Lui. Come abbiamo fatto a provocare Dio in questo modo?”

Fu tutt’un’altra storia quando Israele si trovò dal lato vittorioso del mare. Cantarono e danzarono, mentre vedevano il potente esercito egiziano annegare ed essere distrutto: “Sgridò il Mar Rosso e si seccò, e li guidò attraverso gli abissi come attraverso un deserto. Li salvò dalla mano di chi li odiava e li riscattò dalla mano del nemico. E le acque ricopersero i loro nemici, e non sopravvisse di loro neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode” (Salmo 106:9-12).

Gli israeliti cantarono il giusto canto – un canto di lode al Dio onnipotente – ma lo cantarono dal lato sbagliato del mare. Chiunque può cantare e rallegrarsi dopo una vittoria, ma Israele aveva fallito miseramente dal lato della prove del Mar Rosso. Fu lì che non confidarono affatto in Dio. by David Wilkerson

I SUOI OCCHI SONO SUL PASSERO

I SUOI OCCHI SONO SUL PASSERO

Mentre passeggiavo per una strada di campagna nel New Jersey, feci una bella chiacchierata col mio Signore. “Signore, non posso vivere con timori e preoccupazioni di ogni sorta. Voglio affrontare qualsiasi cosa il futuro mi riservi con tranquillità, gioia e semplice fiducia!”

Lo Spirito Santo mi ha detto prontamente: “Una delle chiavi per essere liberi da ogni timore e preoccupazione si trova nella parola passeri. Ricorda che ti ho detto, ‘Eppure neanche uno di loro [passeri] cade a terra senza il volere del Padre vostro. Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (Matteo 10:29-30). Suona così elementare, così semplice – ma ciò che Gesù ci sta dicendo qui è molto profondo.

Nell’Antico Testamento, il Re Davide poteva vantarsi, “Egli mi ha liberato da ogni mio timore” (Salmo 34:4). In che modo Davide trovò una tale libertà dalla paura? Ricevendo la visione della grandezza di “Colui che ha fatto il cielo e la terra”. Quando Davide teneva lo sguardo sul Creatore di tutte le cose, scopriva quanto grande Dio fosse!

Voglio essere come Davide – l’esempio di un pastore che ha imparato come essere libero dal timore e dalle preoccupazioni, capace di condurre un popolo nella stessa libertà.

Ho fatto una ricerca sui passeri e ho iniziato a ricevere una rivelazione dell’immenso Dio Creatore di Davide, che s’interessa ad ogni minuscolo dettaglio della Sua creazione!

Passeri! Come tutti gli uccelli, i passeri sono stati fatti in modo meraviglioso. Le loro minuscole ossa sono forti ed equipaggiate in modo speciale per volare. La scienza moderna ancora non riesce a copiare l’intricato sistema alare che consente loro di migrare per una distanza di tre, quattromila chilometri. Ogni passero ha dalle 1.300 alle 2.600 piume. Quanto complesse e dettagliate sono! Il nostro Dio Creatore le ha disegnate perfettamente. Egli ha progettato ogni ossicino, ogni piuma – e conta ognuna di esse.

La maggior parte dei passeri costruisce il nido a terra e, ai tempi di Cristo, venivano intrappolati in delle reti nelle quali cadevano mentre preparavano il nido. A Gerusalemme, Gesù vide i passeri venduti allo spiedo, due per un soldo. Erano stati tutti presi con la rete, perché i giudei non potevano mangiare quelli che morivano spontaneamente.

Di questi uccelli, Gesù disse, “Nessuno di loro è stato intrappolato senza che Mio Padre lo sapesse”. Sapeva dove si trovasse ognuno di loro fino al momento in cui i loro piccoli polmoni emettevano l’ultimo respiro. Egli li nutriva. Conosceva ogni passero – persino quelli venduti per un soldo. by David Wilkerson 

UN CUORE FIDUCIOSO

 UN CUORE FIDUCIOSO

Dio recente Dio mi ha mostrato qualcosa sulla fiducia in Lui che non avevo mai capito prima! Il salmista scrisse, “I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi” (Salmo 22:4-5).Davide testimoniava continuamente, “ Io mi rifugio nell’Eterno” (Salmo 11:1); “O Dio mio, in te confido” (Salmo 25:2). L’etimologia ebraica del termine confido suggerisce “lanciarsi da un precipizio”, ossia, essere come un bambino che sente il padre dire, “Salta!” e obbedire con fiducia, gettandosi dal ciglio fra le braccia del padre.Questo è un aspetto della fiducia. Alcuni di voi si trovano proprio li ora, sul ciglio, vacillanti, e non avete altra scelta se non quella di lanciarvi fra le braccia di Gesù! Alcuni si sono semplicemente arresi alla loro situazione – che in realtà non è niente più che fatalismo. La chiamano fiducia – ma non è fiducia, è torpore. Fiducia è molto più di passiva rassegnazione! È fede attiva!Alcuni di voi fanno sembrare il nostro Signore tipo una squadra antincendio. È come se Satana ti mandasse a fuoco casa e tu sei bloccato sul tetto a gridare, “Signore, aiuto! Salvami!” Così arriva il Signore, con gli angeli che tengono una grande rete, e dice, “Salta!” Tu salti, la casa fa a fuoco e tu dici, “Grazie, Signore, per avermi tratto in salvo!”Molti di noi limitano la propria fiducia a queste operazioni di salvataggio, come a dire al Signore, “Confido che Tu venga a spegnere tutti i miei incendi, salvarmi da ogni guaio e liberarmi da ogni prova. So che ci sarai, Signore, quando avrò bisogno di Te”.Un cuore fiducioso dice, “Ogni mio passo è ordinato dall’Eterno! Egli è il mio Padre amorevole. Egli ha formato ogni parte di me quand’ero ancora nel grembo di mia madre e conta ogni capello del mio capo. Sono la pupilla del Suo occhio ed Egli ha un piano eterno per me”. Dio ha ogni cosa sotto controllo! by David Wilkerson

QUANDO SEMBRA CHE LE PREGHIERE NON OTTENGANO RISPOSTA

QUANDO SEMBRA CHE LE PREGHIERE NON OTTENGANO RISPOSTA

Guardiamo alla profonda agonia di un uomo davvero santo nella Bibbia e vediamo se riesci a capire chi sta parlando: “Io sono l’uomo che ha visto l’afflizione sotto la verga del suo furore. Egli mi ha guidato e mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce…Mi ha costruito attorno un muro, perché non esca; ha reso pesante la mia catena. Anche quando grido e chiedo aiuto a gran voce, egli rifiuta di ascoltare la mia preghiera…Ho detto: «È scomparsa la mia fiducia e la mia speranza nell’Eterno»” (Lamentazioni 3:1-2, 7-8, 18).

Chi era quest’uomo che aveva abbandonato la speranza, che diceva che Dio avesse rifiutato la sua preghiera? Niente di meno che il profeta Geremia. “Ti sei avvolto in una nuvola, perché nessuna preghiera potesse passare” (Lamentazioni 3:44). Ma questo potresti anche essere tu o io nelle crisi della nostra vita, quando sembra che Dio abbia chiuso i cieli. Gridi con Geremia, “Io sono la persona che ha visto tanti problemi. Sono in una situazione dalla quale sembra che non riesca ad uscire”?

Non pensare che Geremia abbia continuato a disperarsi! Come Davide, giunse in un luogo di speranza e vittoria. Ricordò che il suo Dio era pieno di compassioni e tenere misericordie: “Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. «L’Eterno è la mia parte», dice l’anima mia, «perciò spererò in lui». L’Eterno è buono con quelli che sperano in lui, con l’anima che lo cerca. Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell’Eterno…Poiché il Signore non rigetta per sempre; ma, se affligge, avrà compassione, secondo la moltitudine delle sue misericordie” (Lamentazioni 3:21-26, 31-32).

Il salmista Davide disse, “l’Eterno ha dato ascolto alla voce del mio pianto. L’Eterno ha dato ascolto alla mia supplica; l’Eterno accoglie la mia preghiera” (Salmo 6:8-9). Egli ha raccolto ogni lacrima, ascoltato ogni grido e ogni preghiera con attenzione. Puoi star certo che se dovrai attraversare la fornace ardente dell’afflizione, Egli sarà proprio lì per te. Dio ha uno scopo per tutto ciò che permette e per ogni prova difficile, Egli offre una grazia speciale. by David Wilkerson