XXXIX INCONTRO NAZIONALE GIOVANILE ADI-IBI

XXXIX INCONTRO NAZIONALE GIOVANILE ADI-IBI

Adi-Ibi

Cristiani in un mondo virtuale – “Bisogna che nasciate di nuovo“ (Giov. 3:7)

TEMA

Il tema del XXXIX Incontro Nazionale Giovanile è: Cristiani in un mondo virtuale. “Bisogna che nasciate di nuovo” (Giovanni 3:7).

Viviamo in un mondo nel quale i nuovi strumenti tecnologici ci accompagnano tutto il giorno. La loro utilità è indiscussa, la loro necessità è acquisita. Questo non significa che quanto è utile automaticamente edifichi; dipende infatti dall’uso che se ne fa.

La scelta del tema del XXXIX Incontro Nazionale Giovanile non ha come scopo la demonizzazione di tali mezzi, ma vuole sottolineare la realtà, la necessità e la potenza della vita nuova in Cristo Gesù, realizzabile, disponibile e attuale anche in un mondo virtuale.

Gli studi biblici, saranno tenuti da pastori delle Assemblee di Dio in Italia, mentre il predicatore ufficiale ai culti sarà il Past. Daniel POTTIER, Presidente della Federazione delle Assemblee di Dio in Francia.

Predicatore: D. Pottier
Interprete: C. Infantino

Parola di Dio:

“Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto Colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.” (I Giovanni 2:14)

Giovanni ha un messaggio per i ragazzi, per i padri e per i giovani, affinché il popolo di Dio sia un popolo forte, dinamico e vittorioso.
Il nemico lo sa e conosce il grande potenziale che è in noi: per questo veniamo bersagliati e tentati.

Le strategie del nemico:

“Affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni.” (II Corinzi 2:11)

Essere tentati:

Bisogna stare attenti a non confondere la tentazione con il peccato: essa, infatti, è una proposta da parte del nemico, sta a noi accettarla o rifiutarla. Anche il nostro Signore Gesù fu tentato in ogni cosa, ma Lui è stato sempre Vittorioso.

Cadere nella tentazione:

Come si può mettere in azione il peccato?
“Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Matteo 5:28).
La prima cosa da fare quando si pecca è confessare il peccato, ravvedersi, perché se questo non avviene, le nostre colpe cresceranno e diventeranno catene che non potranno più essere spezzate, alberi impossibili da sradicare. E’ importante, perciò, ribadire che bisogna confessare ogni giorno il nostro peccato al Signore.

Commettere il peccato:

L’unico scopo del nemico è quello di condurci a peccare, perché peccare significa mancare il bersaglio. Il Signore ha grandi progetti per noi, farci diventare predicatori, missionari, uomini e donne di Dio: lo scopo della tentazione è farci uscire dalla volontà di Dio. Nessuno di noi deve uscire dal piano di Dio, così come sotto gli occhi di Davide accadde a Gionatan e Saul.

Favorire la tentazione:

I nostri punti deboli:

E’ importante trovare i nostri punti deboli e rinforzarli: bisogna vegliare su di loro.

Periodi di crisi:

Quando siamo stanchi, deboli, senza forza e soli, siamo una preda molto facile per il nemico: dobbiamo scaricare ogni peso al Signore, per non essere sconfitti.

Successi:

Davide veniva da un periodo di vittorie: in qualità di re di Gerusalemme aveva vinto i Filistei e l’arca del Patto era in Israele. Orgoglioso e all’apice del successo, non vegliò e commise adulterio con Bath-Sceba. Bisogna quindi stare attenti ai periodi di successi nella nostra vita, perché siamo in pericolo, in quanto i successi sono visibili sia agli uomini che al mondo delle tenebre: lo scopo di quest’ultimo è quello di abbattere un uomo, un ministerio, un servizio, perciò bisogna vegliare. In questo senso è più facile gestire un periodo di crisi che un periodo di successo.

Sottomissione a Dio:

“Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.” (Giacomo 4:7)
Se ci mettiamo sotto la volontà di Dio, sotto la Sua mano e in ginocchio, possiamo resistere al nemico e vincerlo.

Prendere posizione:

“ E Fineas, figliuolo di Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, lo vide, si alzò di mezzo alla radunanza e die’ di piglio ad una lancia; andò dietro a quell’uomo d’Israele nella sua tenda e li trafisse ambedue, l’uomo d’Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figliuoli d’Israele.” (Numeri 25:7-8).

Come Fineas, bisogna avere il coraggio di alzarsi, prendere posizione per Dio, mettersi in piedi contro il peccato e dire basta! by Giuseppe Marchetta

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XXXVIII INCONTRO NAZIONALE GIOVANILE ADI-IBI 2013 – Culto di Risveglio 31 Ottobre 2013 – Cosa Dio può fare in noi

XXXVIII INCONTRO NAZIONALE GIOVANILE ADI-IBI 2013 – Culto di Risveglio 31 Ottobre 2013 – Cosa Dio può fare in noi

Predicatore: Gilbert Rodríguez.

Parola di Dio: “Salmo 30:1-5″

“Io t’esalto, o Eterno, perché m’hai tratto in alto, e non hai permesso che i miei nemici si rallegrassero di me. O Eterno, Dio mio, io ho gridato a te, e tu m’hai sanato. O Eterno, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno de’ morti, tu m’hai ridato la vita perch’io non scendessi nella fossa. Salmeggiate all’Eterno, voi suoi fedeli, e celebrate la memoria della sua santità. Poiché l’ira sua è sol per un momento, ma la sua benevolenza è per tutta una vita. La sera alberga da noi il pianto; ma la mattina viene il giubilo.”

Sara – Gli anni passano per Abramo e Sara, erano invecchiati, ma il Signore aveva fatto una promessa ad Abramo: che in Isacco sarebbe stata la sua progenie, e il Signore mantiene sempre le Sue promesse. Sara guardava a se stessa, attorno, dubitava, rise: ma se vogliamo realizzare le promesse del Signore non dobbiamo dubitare di quello che Lui può realizzare nella nostra vita, confidiamo in Lui, con gioia, ed Egli porterà a compimento le Sue promesse.

Naomi – La famiglia di Naomi lasciò Gerusalemme per Moab, dove ella perse il marito e i due figli e si ritrovò sola e con due nuore, Rut e Orpa:  il futuro che lei intravedeva era difficoltoso, incerto, senza speranza, con dei pesi nella propria vita, ma non smise di credere e andò avanti, continuò ad avanzare. Come credenti non dobbiamo mai mollare, ma dobbiamo avanzare ogni giorno con il Signore, continuare a credere quel che Dio farà per ognuno di noi: Lui è all’opera! Non ci abbandonerà mai, fino alla fine. Fu infatti Naomi ad influenzare positivamente con la sua fede Rut, che sposò Boaz, il quale divenne il nonno di Davide, che è della discendenza del Signore Gesù. Lasciamo fare a Dio nella nostra vita.

Anna – Lei desiderava un figlio, non c’era aiuto per lei, non si aspettava nulla di buono, piangeva sempre. Il Signore vede il nostro cuore spezzato, il pianto, le ferite, quando non c’è nessuno che ci aiuta: le situazioni difficili ci possono allontanare o avvicinare a Dio. Quando cominciò a piangere e invocare Dio ci fu una risposta per Anna, Samuele, che divenne un grande e fedele uomo di Dio. Dobbiamo avere passione per Dio, fiducia, invocarLo, perché quando Dio è all’opera tutto cambia nella nostra vita.

Maria – Donna consacrata, sottomessa a Dio, tanto che il Signore le mandò l’angelo e lei credette. Dio può operare nella nostra vita se essa è sottomessa a Lui: il servizio che Dio ci affida a volte è facile, altre difficile. Per Maria la parte difficile arrivò quando Gesù era sulla croce. Ma Maria si sottomise alla volontà di Dio, tanto che la vediamo poi in Atti 1:13 ad aspettare la promessa della discesa dello Spirito Santo.

Dio rende possibili le strade impossibili, sottomettiamo la nostra vita e fiducia in Lui: perché ” vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per l’Eterno?” (Genesi 18:14) by Giuseppe Marchetta. by BLoGRIV

XXXVII Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI

XXXVII Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI

1° culto : tratto dalla lettura in:1re 18:41-46

Noi dobbiamo stare come Elia sul nostro monte Carmelo per attendere la pioggia di benedizioni di Dio.

Dio richiede da noi umiltà, noi dobbiamo umiliarci alla presenza di Dio. Davanti a Dio non conta la forza ma la sostanza. Possa il Signore aiutarci ad essere umili davanti a Lui. E’ importante avvicinarsi a Dio con umiltà e perseverare nelle nostre richieste, la perseveranza è importante perché stimola la nostra fiducia nel Signore ed è importante perché fa emergere i veri bisogni. Attendere con fede non rende impazienti ma fa crescere la fede e la fiducia in Dio. Davanti al Signore quando attendiamo dobbiamo essere certi di guardare nella direzione giusta. Dobbiamo accertarci che le nostre aspettative siano secondo la volontà di Dio, a volte le nostre aspettative sono sbagliate nei tempi, i tempi di Dio non sono i nostri, Dio non arriva in ritardo ne in anticipo, ma arriva al momento giusto. Bisogna imparare ad essere pazienti, la pazienza è un dono dello Spirito Santo, la pazienza è la vera caratteristica dell’amore, a volte noi impediamo la perfetta volontà di Dio per mancanza di pazienza. Aspettiamo con pazienza alla presenza di Dio. Impariamo ad apprezzare le piccole cose davanti al Signore, impariamo ad apprezzare e ringraziare il Signore per l’opera che ha iniziato in noi…

2° culto: Tratto dalla lettura in: Giosuè 5:13-15

Il punto di vista di Dio sulla nostra vita…

Dobbiamo alzare il nostro sguardo,(salmo 123), non dobbiamo focalizzarci sui nostri problemi, ma dobbiamo alzare lo sguardo verso Dio, se noi alziamo i nostri occhi spirituali vedremo il Signore e ci dimenticheremo di tutto il resto. Noi dobbiamo guardare avanti e vedremo Gesù, dobbiamo fissare lo sguardo su Gesù e allora la nostra vita cambierà. Davanti le difficoltà dobbiamo appoggiarci a Gesù e allora comprenderemo la volontà di Dio, non dobbiamo ricercare Dio solo per i nostri interessi, ma dobbiamo fidarci di Lui. Il Signore è con noi se noi siamo con Lui. Deponi la tua posizione, le tua idee e la tua idea di essere nel giusto e affidati a Gesù e fidati di Lui. Dobbiamo guardare avanti, a Gesù, e Lui ci farà capire quale è la posizione da prendere, abbondonando le nostre convinzioni. Dobbiamo adorare il Signore e prostrarci ai piedi del Signore abbandonando ogni nostra convinzione abbandonandoci con fiducia a Lui, una vera arresa davanti al Signore ci permetterà di capire qual è la volontà di Dio. Prima di agire dobbiamo adorare, conoscere ed essere ripieni di Spirito Santo, ” Attendi davanti al Signore in silenzio ed Egli ti risponderà”…

3° culto tratto dalla lettura in: Giosuè 2:1-20

La missione cristiana…

La missione cristiana nasce nella comunione intima con il Signore. Non importa se a volte per ingenuità commettiamo degli errori, l’importante è servire il Signore e Lui ci proteggerà. La “paura” “opprime”. Solo Gesù è la via, la verità e la vita. La missione cristiana è sempre preceduta dall’opera dello Spirito Santo. Possiamo fingere, e fingiamo su quello che c’è dentro di noi, ma il Signore e noi sappiamo bene cosa c’è dentro di noi, come Gerico possiamo apparire belli fuori, ma il Signore come Raab sa veramente chi siamo… Noi dobbiamo essere pronti a donare la nostra vita per l’evangelo. “Rosso scarlatto, richiama alla regalità, al sangue prezioso di Gesù”….

4° culto tratto dalla lettura in : Matteo 9:10-13

Sono i malati che hanno bisogno del medico.

A volta noi facciamo la differenza dei peccatori, ma Dio no, siamo tutti peccatori, Paolo trattava tutti allo stesso modo e anche noi dobbiamo imparare a trattare tutti allo stesso modo. Per tutti i peccatori c’è un’unica cura, il ravvedimento, non esiste il peccatore più grave o meno, ma tutti abbiamo bisogno di ravvederci. I peccatori devono stare sotto le cure del ravvedimento, possiamo andare in chiesa ma se non c’è vero ravvedimento moriremo schiacciati dal peso del peccato. Se ci sottomettiamo alle cure di Gesù potremo guarire e divenire persone nuove. Dobbiamo allontanare i pregiudizi perché ostacolano l’opera della grazia che Gesù vuole compiere. (1 corinzi 6:9-11) Non dobbiamo classificare i peccatori, ma dobbiamo considerare tutti come dei malati che hanno bisogno delle cure di Gesù, tutti siamo peccatori salvati per grazia. Non facciamo da giudici ma diciamo a tutti: “Siate riconciliati con Dio” … Il sangue di Cristo ci purifica da ogni peccato !!!

5° culto tratto dalla lettura in: Genesi 39: 7-15

Come potrei peccare contro Dio…

Ogni volta che il peccato si presenta a noi dovremmo dirci : “come potrei peccare contro Dio?” il peccato offende Dio, noi abbiamo l’autorità spirituale per poter dire di “no” al peccato. Dobbiamo far buon uso dei nostri occhi e della nostra bocca, noi siamo i figli di Dio, il suo popolo eletto. Siamo stati chiamati da Dio per vivere una vita Santa e il peccato va scartato immediatamente, “a parlare col peccato si finisce inevitabilmente col peccare”. L’eventualità del peccato va scartata immediatamente, “ci vuole poco a distruggere un cristiano” ma il sangue di Gesù per la sua grazia ci salva, il padre della bugia è il diavolo. Dobbiamo spendere più tempo per il servizio cristiano invece di perderci nel peccato e nelle cose futili. Dobbiamo imparare a lasciare che sia Dio a difenderci in ogni circostanza della vita. “Se apriamo gli occhi della fede scopriremo che la nostra croce è leggera”. Nelle difficoltà non dobbiamo considerarci sfortunati ma privilegiati perché siamo figli di Dio. Dobbiamo riscoprire la gratitudine, nelle verità dell’evangelo scopriamo le ricompense di Dio se resistiamo al peccato, arriverà il giorno che Dio ci onorerà e dimostrerà che noi siamo il suo popolo. A volte la veste della santità ci costa cara, ma non dimentichiamo che dopo la veste della difficoltà arriverà il premio di Dio. Una vita santa produce risultati di gloria. Essere ripieni di Spirito Santo vuol dire essere ripieni di santità, lo Spirito Santo ci aiuta a non peccare contro Dio e anche la bibbia ci aiuta a non peccare e fuggire il male.

6° culto tratto dalla lettura in : Daniele 9: 1-19

Noi abbiamo peccato contro Dio…

Tutti noi siamo peccatori e abbiamo peccato, l’avversario ci fa spesso lodare il passato a danno del presente, il presente va affrontato alla luce del vangelo, la parola di Dio è il nostro punto di riferimento. Non dobbiamo scaricare la colpa dei nostri sbagli , ma dobbiamo cercarla in noi, senza scaricare scaricare le nostre colpe su altri. ” La causa dei nostri fallimenti siamo noi stessi”. La causa nostri fallimenti va cercata in noi stessi. “Si diventa spirituali quando ubbidiamo alla parola di Dio”. La falsa spiritualità da la colpa a tutto e tutti, ma il problema va sempre ricercato in noi. Dobbiamo sempre custodire in” modo geloso” “pudore e purezza” in ogni cosa. Quando sbagliamo dobbiamo chiedere scusa e ammettere che abbiamo peccato, i rapporti devono essere “leali e sinceri” . Dio va alla radice del peccato e ha il potere di distruggere il peccato, ” il peccato risiede nell’intimo e nella mente” e poi si manifesta. “La causa del peccato va ricercata nel peccato”. C’è la necessità di curare la nostra superficialità. ” Il cielo non si apre se non c’è coscienza reale del peccato”, quando ammetteremo realmente il nostro peccato si aprirà la gloria di Dio. “Potremo diventare grandi strumenti di Dio quando ammetteremo il nostro reale peccato”… “Il grande risveglio potrà realizzarsi quando ci sarà un reale pentimento”… by Cristina Scicolone

COSI’ PARLA IL SIGNORE:
RICORDATI CHE HAI FATTO UNA PROMESSA AL SIGNORE
LA DEVI MANTENERE POICHE’ IO TI HO ESAUDITO.

“Se non sai dove stai andando, probabilmente finirai da qualche altra parte. La vita senza meta è vagabondaggio. C’è una differenza enorme tra una persona che ha una visione per qualcosa e un visionario.
La persona che ha una visione parla poco e realizza molto, mentre il visionario parla molto e non conclude nulla.La maggior parte di noi passa tantissimo tempo sognando il futuro, senza rendersi conto che ogni giorno ci presenta una parte di esso.
Le circostanze non formano mai il carattere ma, semplicemente, lo rivelano.

Quando i nostri sogni s’infrangono sugli scogli delle ingiustizie umane;
Quando i nostri sogni affrontano le forze dei venti contrari;
Quando i nostri sogni attraversano la valle delle circostanze;
Quando i nostri sogni passano per il crogiuolo dell’attesa..
FOCALIZZA LA TUA META! Viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato che è la storia; il presente del presente che è la visione; il presente del futuro che è l’attesa.Non arriverai mai da nessuna parte se pensi di essere già lì; gli ostacoli sono quelle cose terrificanti che vedi quando distogli lo sguardo dalla meta.. Il successo non viene misurato secondo le vette che si raggiungono, ma in base agli ostacoli che si superano!!! by Cristina Scicolone

TRE PAROLE CON ALTON GARRISON – raccolte in occasione del XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI

TRE PAROLE CON ALTON GARRISON – raccolte in occasione del XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI

Alton Garrison e’ Vice-Sovrintendente delle Assemblies of God, le Assemblee di Dio negli Stati Uniti d’America, e’ stato il predicatore ai culti serali e in quello conclusivo al trentaseiesimo Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI di Fiuggi dal 29 ottobre all’1 novembre 2011.
 UN INCORAGGIAMENTO AI GIOVANI
Sono tempi di sfida per i giovani d’oggi. La situazione economica puo’ spaventare, il problema della mancanza di lavoro e’ molto sentito dai giovani che faticano a trovare un impiego. Ma bisogna imparare a guardare la vita da due prospettive diverse: cio’ che vediamo con l’occhio naturale e’ quello che accade nel mondo, ma se guardiamo per mezzo degli occhi dello Spirito, comprenderemo meglio quanto che dobbiamo affrontare.
Nell’Antico Testamento Mose’ invio’ dodici esploratori per avere un resoconto sulla terra di Caanan. Quando ritornarono dieci di loro lamentarono condizioni difficili, citta’ con mura fortificate, una terra troppo difficile da conquistare con la presenza di giganti in confronto ai quali il popolo di Israele era come cavallette.
Solamente due di questi esploratori dimostrarono di avere una prospettiva diversa. Giosue’ e Caleb portarono un frutto che avevano trovato li’ e dissero: «Saliamo pure e conquistiamo il paese, perche’ possiamo riuscirci benissimo» (Num.13:30).
Sicuramente, ascoltando i resoconti, Mose’ avra’ chiesto a questi due: “Voi siete andati nello stesso posto dove sono andati gli altri dieci, avete visto anche voi i giganti?” ma quelli sicuramente risposero: “Noi abbiamo visto la bellezza di questi grappoli d’uva”. Questi si erano concentrati sul frutto abbondante che quella terra offriva, mentre i dieci avevano focalizzato la loro attenzione solo alle difficolta’, ai problemi, ai giganti. I dieci avevano guardato solo all’impossibile, mentre i due avevano visto quello che era possibile e disponibile. Caleb e Giosue’ erano la minoranza, ma la loro testimonianza cambio’ il loro futuro: i dieci non entrarono nella terra promessa, ma loro due si’! Allo stesso modo il mio messaggio per i giovani d’Italia e’ che anche se spesso e’ possibile sentirsi in minoranza nei confronti degli altri, anche se forse puo’ accadere che gli altri ti contrastano, non sottovalutare la tua posizione se ti metti dalla parte di Dio: tu hai valore agli occhi Suoi, Dio ha un piano per la tua vita. Se Lo riconosci tu puoi mantenere ben saldo l’obiettivo di piacere al Signore e, li’ dove sei, fare la differenza. Le nostre preghiere sono per te!
 UN INCORAGGIAMENTO ALLA FAMIGLIA
I credenti che frequentano la Chiesa con la loro famiglia devono scegliere se essere coloro che influenzano positivamente la societa’, oppure coloro che sono influenzati da quello che offre la societa’. Forse alcune famiglie potrebbero affermare: “Noi non possiamo fare nulla per cambiare questa cultura”. Questo e’ vero se guardiamo con occhi naturali. Ma la famiglia cristiana ha qualcosa in piu’, rispetto alle altre famiglie, qualcosa che queste non hanno, la potenza dello Spirito Santo. Crediamo che la presenza dello Spirito Santo da’ alla famiglia la forza di resistere e non rimanere influenzati dal mondo, ma di essere li’ dove Dio ci ha messi, per fare la differenza. Siate dunque ripieni di Spirito Santo!
È molto importante non lasciare il processo di formazione dei nostri figli agli altri. Il pastore, il responsabile dei giovani, il monitore o la monitrice della Scuola Domenicale sono tutte figure valide per l’ammaestramento spirituale dei piu’ piccoli, ma i genitori sono ancora i piu’ importanti in questo processo del “fare discepoli di Gesu’”. I piccoli cresceranno imparando a servire il Signore per come i genitori staranno servendo il Signore. Impareranno a pregare come sentiranno i genitori pregare. Impareranno a reagire di fronte alle difficolta’ e ai pesi improvvisi come vedranno fare ai loro genitori.
Impareranno a testimoniare come vedono i genitori fare alle persone che incontrano. Caro papa’, cara mamma, comincia fin che i tuoi figli sono piccoli a trasmettere loro il desiderio di essere e di fare discepoli per Gesu’, e’ il piu’ grande investimento che potrete fare, avrete il piu’ grande ritorno che potreste mai avere: “Getta il tuo pane sulle acque, perche’ dopo molto tempo lo ritroverai” (Eccl.11:1).
UN INCORAGGIAMENTO A QUANTI SERVONO IL SIGNORE
Efesini capitolo 4 da 11 a 13 “É lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unita’ della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo”. Il pastore ha un compito specifico nella Chiesa e la sua responsabilita’ e quella di quanti sono impegnati a diverso titolo nel servizio al Signore e’ di incoraggiare adeguatamente i credenti per l’avanzamento del regno di Dio. Questo processo coinvolge tutti nella crescita. Quando saranno allenati sara’ necessaria una speciale unzione di Spirito Santo per compiere efficacemente il compito affidato. Vi sono diversi livelli di responsabilita’ nel servizio, ai quali con il crescere del coinvolgimento nell’opera del Signore necessita’ una sempre maggiore unzione di Spirito Santo. Chi comincia a servire il Signore facendo le pulizie nella Chiesa per amore del Signore e per servire la fratellanza avra’ bisogno dell’unzione e della forza del Signore. Chi avra’ la responsabilita’ di trasmettere insegnamenti nella Suola Domenicale la ricerchera’ ancora maggiormente.
Chi viene nella comunita’ e conosce il Signore crescera’ progressivamente nella conoscenza del Signore e, da non credente, diventera’ un credente, sentira’ il desiderio di impegnarsi per il Signore, di essere praticamente un Suo discepolo, si disporra’ nel servizio… e’ un processo di crescita. Cambieranno di conseguenza i modi di porsi rispetto agli altri, perche’ il Signore chiama tutti a un sacerdozio santo, un servizio sempre crescente. Il livello di impegno crescera’ progressivamente, il discepolo di Gesu’ imparera’ da Lui che e’ stato in mezzo a noi come Colui che serve e ha insegnato praticamente come, per essere grandi nel regno di Dio, e’ necessario prima imparare a servire gli altri.
Chi ha un impegno nella comunita’ non sta solo servendo la fratellanza, ma prima sta servendo Dio. Cosi’ l’impegno comune, dal pastore, al monitore, al musicista, a chiunque fa qualsiasi servizio alla gloria del Signore sara’ di trasmettere anche agli altri il desiderio di servire il Signore in ogni tempo, insegnando a fare discepoli del Signore affinche’ il regno di Dio avanzi. Discepoli che facciano altri discepoli, nel processo di crescita servendo il Signore, disposti a rinunciare progressivamente sempre di piu’ ai propri diritti per amore del Signore, per servirLo meglio, in un crescendo piramidale sempre di piu’ nell’arrendimento a Dio, tutto per l’avanzamento dell’opera Sua, consapevoli che, crescendo la responsabilita’, sara’ necessario impegnarsi a ricercare sempre di piu’ la presenza del Signore e l’unzione dello Spirito Santo. Lo scopo di servirsi gli uni gli altri e’ quello di servire meglio il Signore insieme, perche’ insieme potremo fare molto di piu’ alla gloria di Dio di una sola persona! © – 1988 Assemblee di Dio in Italia