L’IDOLATRIA

L’IDOLATRIA

Nella società odierna, parlando di idoli o di idolatria si è portati subito a pensare a quelle statuette d’oro, d’argento, di legno o di altro materiale, che gli antichi popoli della terra si fabbricavano per rendere loro il culto, adorandole e attribuendo ad esse doti divine o molto spesso identificandole con delle presunte divinità.

Leggendo i libri dei profeti Isaia e Geremia, possiamo trovare la descrizione della loro fabbricazione; statuette che raggiungevano dimensioni umane rappresentanti “dei domestici”, i cosiddetti terafim. Altre statue raggiungevano dimensioni colossali come quella eretta nella Pianura di Dura dal re Nebucadnetsar (v. Daniele 3:1).
Si può pensare a quei riti misticheggianti che i popoli primitivi compivano in onore di divinità sconosciute effettuando sacrifici umani per ottenere la protezione degli dei, la fecondità della terra, la vittoria nelle battaglie e nelle guerre, ecc.
Volendo adeguarci ai nostri tempi, se effettuassimo un sondaggio d’opinione tra la gente comune, chiedendo cosa sia l’idolatria e se tutt’oggi esiste, la maggioranza di esse risponderebbe esprimendo i concetti sopra citati ed affermerebbero che l’idolatria oggi esiste soltanto tra i popoli meno civilizzati. Se l’uomo d’oggi fosse accusato di essere un idolatra, certamente resterebbe turbato, scandalizzato se non addirittura offeso da tale affermazione.

Quindi la civilizzazione dell’uomo avrebbe sconfitto l’idolatria, a noi tanto lontana; invece non è così. Tutt’oggi l’idolatria è presente anche tra le persone cosiddette «civilizzate». Il vero senso dell’idolatria può essere sintetizzato in questa affermazione:

L’idolo può essere una persona o una cosa che nel nostro cuore prende il posto di Dio: anche le cose che a noi possono sembrare banali, se occupano nel nostro cuore lo spazio che spetta a Dio, sono idoli.

Inoltre, l’amore del denaro, la concupiscenza, l’avarizia, la ghiottoneria sono tutte forme di idolatria. Lo sport, il potere, il sesso, l’io dell’uomo, anche l’amore per una persona possono diventare idoli. Se si mette al posto del Creatore la creatura si entra nell’idolatria.

“Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria” (Colossesi 3:5).

“Poiché voi sapete molto bene che nessun fornicatore o impuro, o avaro (che è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio” (Efesini 5:5).

Pensiamo per esempio alle grandi manifestazioni sportive e alla grande attenzione che suscitano; durante i periodi dei mondiali di calcio (dove viene celebrato il “dio pallone”), i giornali, la televisione, i mass-media in genere concentrano l’attenzione dell’intero globo, facendo passare in secondo piano notizie magari ben più importanti. Non c’è nulla di male nello sport o in altre cose, quando queste non invadono la vita dell’uomo al punto di diventare la cosa più importante della vita, prendendo il posto che spetta a Dio solamente. Questo esempio vale naturalmente anche per la musica, la televisione, il denaro, il cibo, e ogni altra cosa. Queste cose non contengono un male in sé ma è il valore che gli dà a volte l’uomo che le rende idoli. Anche l’amore per la propria fidanzata o moglie se ha la priorità nella propria vita al punto di causare una trascuratezza verso Dio, nel servirLo, adorarLo ed amarLo, diventa idolatria (vedi le parole di Gesù in Matteo 10:37).

Quindi stiamo attenti a non cadere nell’idolatria, non pensando che essa sia necessariamente il genuflettersi davanti a una statua o il rivolgersi a pratiche occulte o esoteriche, ma dando il giusto valore ad ogni cosa e soprattutto mettendo al primo posto nelle priorità del nostro cuore e della nostra vita di tutti i giorni Gesù Cristo, il nostro Signore e Salvatore.

Studio biblico: Idolatria o adorazione di Dio?

Prefazione
Sono riconoscente al Signore per avermi concesso la possibilità di realizzare queste poche pagine redatte con l’intento di rendere onore al suo santo nome.
Nella nostra cultura occidentale, l’idolatria viene spesso considerata lontana nel tempo e nello spazio; invece sotto molte forme manifeste o velate, diffuse o ignorate, accettate o camuffate, è presente anche presso di noi o “in” noi.
Questo breve studio vuole invitare i lettori a considerare a quale dio affidano la loro vita presente e futura e, per chi non l’avesse ancora fatto, a scoprire l’Unico Vero Dio, Creatore e Signore.
Rossella Melodia (giugno 1994)

“Allora Gesù disse: va’ Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo e a Lui solo rendi il culto.” (Matteo 4:10)

1. DIO È L’UNICO DIO

1.1 DIO, IL CREATORE, SI RIVELA NELLA SUA PAROLA

La prima pagina della Bibbia, anzi già le prime parole, ci parlano di Dio, come creatore “dei cieli e della terra” (Genesi 1:1)

Viene messo subito in evidenza l’efficacia della Parola di Dio, il legame stretto tra la “Parola creatrice” e la creazione, che non si esaurisce nell’atto creatore (già potente e meraviglioso) ma che dura nel tempo, infatti: “sia la luce e la luce fu”. (Genesi 1:2-3) E la luce, così come tutto il creato, c’è ancora!

“In perpetuo o Eterno, la tua Parola è stabile nei cieli. La tua fedeltà dura di età in età, tu hai fondato la terra ed essa sussiste”. (Salmo 119:89-90)

Evidente è anche l’intenzione di Dio di rivelarsi ed entrare subito in stretto rapporto con la sua creatura più amata: l’uomo. Sia alla creazione, che nel corso di tutti i secoli della storia umana. Dio quindi vuole farsi conoscere, ma è lui che determina i modi, gli aspetti e i tempi della rivelazione.

1.2 DIO SI RIVELA COME UNICO DIO

I passaggi biblici in cui Dio rivela qualcosa di sé, dei suoi pensieri, progetti, azioni, sono numerosissimi, e la scelta fatta in questo breve studio, riguarda solo alcuni passaggi che ci rivelano Dio, come “unico Dio”, Creatore, Salvatore, Signore di tutto l’universo, escludendo, quindi, categoricamente, ogni falsa divinità.

“Ora vedete che io sono Dio e che non v’è altro Dio accanto a me.”

“L’Eterno, l’Iddio nostro, è l’unico Eterno”. (Deuteronomio 32:39 e 6:4)

Dio, l’Eterno, vuole che tutti coloro che lo temono, lo cercano e lo adorano, sappiano e riconoscano chi egli è e ciò che desidera rivelarci di sé e delle sue opere, e che, a loro volta, divengano suoi testimoni nel mondo.

“I miei testimoni siete voi dice l’Eterno, voi ed il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate e riconosciate che sono io. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non v’è Salvatore” (Isaia 43:10-11)

Leggendo queste parole, ci mettiamo, se così si può dire, nella “posizione di ascolto” ed a ciascuno di noi il Signore stesso dice:

“Sappi dunque oggi e ritieni in cuor tuo che l’Eterno è Dio: lassù nei cieli e quaggiù sulla Terra; e che non ve n’è alcun altro.” (Deuteronomio 4:39)

NON VE N’È ALCUN ALTRO!

Se vogliamo dunque adorare il vero Dio, facciamo attenzione a ciò che Lui stesso ci dice, ascoltiamo la sua Parola e lasciamo da parte i nostri personali (o tradizionali) modi di considerare le cose, se la Parola di Dio ci fa vedere altrimenti.

Questo breve capitolo, e la lettura di alcuni versetti ci hanno finora detto che Dio è l’unico Dio, Creatore, Eterno, Salvatore, Signore dei cieli e della terra.

2. DIO E LE IMMAGINI

2.1 PROIBIZIONE DI FARSI IMMAGINI DI DIO.

Per prima cosa dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: in Genesi sta scritto che “Dio formò l’uomo a SUA immagine…” (1:27)

e non siamo autorizzati a farci un dio a NOSTRA immagine, né materiale, né mentale, ma ci è richiesto di ascoltare la sua Parola, per sapere cosa Dio ci dice e vuole da noi.

Cosa dice Dio delle immagini che l’uomo fa per adorarlo?

Si può immaginare Dio?

Possiamo farci delle immagini, delle statue che ci “aiutino” a pensare a Lui?

“…non dobbiamo credere che la divinità sia simile ad oro, argento o a pietra scolpita dall’arte o dall’immaginazione umana (Atti 17:29)

Si può rappresentare Dio?

“A chi vorreste voi assomigliare Iddio?
E con quale immagine lo rappresentereste?
Un artista fonde l’idolo, l’orafo lo ricopre d’oro e vi salda delle catenelle d’argento… A chi dunque mi vorreste assomigliare, perché io gli sia pari?”
(Isaia 40:18-26 Cfr. 41:4-7 e 24; 44: 6-20)

Dio, quindi, non desidera che l’uomo, anche se per adorarlo, si serva di immagini: statue, pitture, e rappresentazioni. Per quanto possano essere belle e artistiche non sono gradite a Dio.

Dio non vuole essere rappresentato data l’impossibilità di immaginarlo o paragonarlo a qualcosa e VIETA, in maniera categorica, di farsi immagini di altre cose per farne oggetto di culto.

2.2 PROIBIZIONE DI ADORARE IMMAGINI.

L’Eterno è un Dio “geloso”: la nostra adorazione deve essere rivolta solo a Lui.

“Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli e nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso.”
(Esodo 20:2-5; Deuteronomio 4:15-19)

Immagini di cose celesti, immagini di cose terrestri; immagini umane: ogni tipo di statua e immagine è categoricamente proibita.

“Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite, nè statue e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa, poiché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro.” (Levitico 26:1)

Prostrarsi, inginocchiarsi, è indiscutibilmente segno di ADORAZIONE, infatti, quando i magi d’oriente cercano Gesù lo cercano non solo per fargli dei doni ma per adorarlo, le indicazioni dei Vangeli sono precise:

“i magi prostratisi adorarono Gesù” (Matteo 2:11)

ed ancora è Satana stesso a dichiararlo quando nel tentare Gesù, dice:

“Tutte queste cose io te le darò, se prostrandoti tu mi adori” (Matteo 4:9)

ed ancora, dopo la resurrezione, Gesù riceve l’adorazione di alcune donne:

“esse accostatesi gli strinsero i piedi e l’adorarono” (Matteo 28:9, Giovanni 9:38).

È chiaramente espressa, in tutta la Bibbia, la proibizione di farsi immagini di ogni genere: uomo, donna, altri esseri (Deuteronomio 4:16-17).

Così porle su altari e colonne, inginocchiarsi, baciarle, accendere candele, incenso, fare offerte varie, portarle in processione, rivolgere loro preghiere è un’abominazione per Dio. Le immagini o immaginette, statue, reliquie, sono IDOLI.

Anche il 2° comandamento proibisce l’uso di immagini:

“Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose, non servire loro, perché io l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso” (Esodo 20:4)

A questo punto ci possiamo domandare se le statue che riempiono le chiese di ogni paese e città, che ornano i crocicchi e le case, servono per “aiutare a ricordarci di Dio”, o se invece CONTRASTANO apertamente la volontà di Dio, ben chiaramente espressa.

Dio ha detto esplicitamente: NON vi fate immagini a scopo di culto.

Ricordiamo che la sua Parola non si può annullare e non muterà mai (Salmo 119:89). A meno che, a noi, non stiano più a cuore le nostre tradizioni umane (ma Gesù condanna severamente coloro che, in un modo o in un altro lasciano la verità della Parola di Dio, per la tradizione umana!), dobbiamo riconoscere i nostri errori ed allontanarcene.

2.3 GLI IDOLI SONO EFFICACI?

Una statua è una scultura di marmo, legno, gesso, metalli vari, a volte anche preziosi, ma sempre materiali inerti lavorati dallo mano dell’uomo.

“I loro idoli sono argento e oro, opera di mano d’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano la loro gola non rende alcun suono.” (Salmo 115:4-9; 135:15; Habacuc 2:18-20)

Sono “pezzi di legno”, dice Dio stesso, per bocca del profeta Isaia:

“I loro idoli più cari, non giovano a nulla…. Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l’idolo a colpi di martello… Il falegname stende la sua corda, disegna l’idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura con il compasso e ne fa una bella figura umana, una bella forma d’uomo, perché abiti una casa.

…..Nessuno rientra in sé stesso, ed ha conoscimento ed intelletto per dire: mi prostrerò io d’innanzi ad un pezzo di legno?” (Isaia. 44: 9-20)

Quale efficacia può avere un “pezzo di legno”?

Senza altri commenti, leggiamo cosa dice a proposito il profeta Geremia:

“I costumi dei popoli sono vanità……. si taglia un albero della foresta e le mani dell’operaio lo lavorano con l’ascia, lo si adorna d’argento e d’oro, lo si fissa con chiodi e martelli perché non si muova. Codesti dèi, sono come pali in un orto di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli perché non possono camminare. Non li temete! Perché non possono fare alcun male, e non è in loro potere di fare del bene” (Geremia 10:2-11).

E’ competenza dell’artigiano, saper scegliere il pezzo di legno adatto per trarne, secondo una ben precisa domanda commerciale, delle statue sacre o degli oggetti di uso profano. E i profeti come Geremia e Isaia, e apostoli come Paolo, cercano di aprire gli occhi ai loro contemporanei (ed anche a noi) sulla vacuità di farsi un idolo e poi pregarlo.

2.4 COSA NE PENSA DIO DI QUELLI CHE SI RIVOLGONO ALLE STATUE ?

“Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare.” (Isaia 45:20)

Pensiamo alle innumerevoli processioni, che quasi quotidianamente attraversano l’una o l’altra delle nostre città e villaggi; le statue sono portate a spalla a volte in estenuanti viaggi e corse, tra le grida della folla, come al tempo del profeta Isaia.

“Profondono l’oro dalla loro borsa, pesano l’argento nella bilancia, pagano un orefice, perché ne faccia un dio per prostrarglisi davanti, per adorarlo. Se lo caricano sulle spalle, lo portano, lo mettono al suo posto, ed esso sta in piedi e non si muove dal suo posto e benché uno gridi a lui, esso non risponde, né lo salva dalla sua distretta” (Isaia 46:6-7).

Anche nel Nuovo Testamento, l’apostolo Paolo esorta a “fuggire l’idolatria” arrivando a dire che il culto reso agli idoli, è in realtà “reso ai demoni e non a Dio” (1 Corinti 10:19-20).

2.5 È TOLLERABILE AGLI OCCHI DI DIO L’IDOLATRIA?

Per l’antico Israele la proibizione era totale, severa, incontestabile. L’appartenenza al popolo di Dio, lo doveva differenziare dagli altri popoli, e dai loro usi.

Nello stretto rapporto, tra Dio ed il suo popolo, non suoni strana l’espressione che segue, poiché l’Eterno si è spesso paragonato allo sposo della infedele Israele.

“Essi mi hanno mosso a gelosia con ciò che non è Dio, mi hanno irritato coi loro idoli vani” (Deuteronomio 32:21 cfr. Geremia 7:18).

Facciamo dunque nostra l’esortazione di Paolo:

“Perciò cari miei, fuggite l’idolatria!” (I Corinti 10:14)

e quella dell’apostolo Giovanni:

“Figlioletti, guardatevi dagli idoli.” (I Giovanni 5:21)

3. BISOGNA CERCARE DEI MEDIATORI ?

3.1 LA MEDIAZIONE DEI SANTI

Certe chiese, luoghi intenzionalmente destinati ad accogliere fedeli che rendono culto a Dio, sono molto spesso dedicate agli idoli. Portano infatti il nome di “santi”, cioè di persone ritenute pie, da tempo morte e che vengono onorate con statue, feste, processioni, insomma proprio con tutto ciò che Dio non vuole! Possiamo umilmente chiederci se siamo “fedeli” a Dio facendo ciò che egli ci domanda, o invece a lui “infedeli”?

La maggior parte delle statue collocate dentro e fuori le chiese cattoliche, non rappresentano neppure il nostro Signore Gesù (Dio non vuole nessun tipo di statua, ma sarebbe umanamente più logico) ma sono statue raffiguranti altre persone.

Di alcuni di questi cosiddetti “santi” esistono solo leggende, pie tradizioni e non documenti storici.

Recentemente il Papa stesso ha dichiarato che alcuni dei santi tra i più venerati, non erano neppure mai esistiti [nel nuovo calendario liturgico 1969 sono stati eliminati: santa Filomena, santa Veronica, san Gennaro (poi ristabilito), ecc].

La funzione mediatrice dei santi, è una pura invenzione umana.

Maria, la mamma di Gesù, e i santi raffigurati nelle immagini, sono dei morti non ancora risuscitati e la Bibbia vieta, con parole severe, qualunque contatto, o tentativo di contatto con l’aldilà.

“…un popolo non deve consultare il suo Dio? Si rivolgerà ai morti in favore dei vivi?” (Isaia 8:19-20).

Nel capitolo 11 della lettera agli Ebrei vengono citati i “testimoni della fede”, cioè credenti che ci sono di esempio, ma non una sola parola ci spinge alla loro “venerazione”. Sono infatti presentati solo per incoraggiare la nostra fede e perseveranza, affinché “non ci perdiamo d’animo” (II Corinti 4:1).

Il brano termina non con un incoraggiamento alla venerazione di martiri o santi defunti, ma con un imperativo categorico:

“….guardando Gesù, … perfetto esempio di fede.” (Ebrei 12:1-2).

Non solo qui non c’è nessuna indicazione alla “dulia” (culto di venerazione dei santi) ma c’è una raccomandazione ben ferma: prendete pure esempio dalla loro fede, ma “guardando a Gesù”.

Si può inoltre notare che, in questo capitolo, neppure un accenno viene fatto a Maria, madre di Gesù. Se veramente le appartenesse tutto ciò che oggi di lei si dice (Immacolata, Ausiliatrice, ecc.) non avrebbe avuto diritto ad almeno un po’ di posto nella lista ed un accenno di venerazione?

3.2 GESÙ UNICO MEDIATORE

È a Dio direttamente che ci si deve rivolgere, nel nome di Gesù Cristo (suo Figliolo), l’unico che ci garantisce di poter accedere al Padre. Infatti:

“Nel nostro Signore Cristo Gesù abbiamo la libertà d’accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui” (Efesini 3:12).

Gesù stesso, parlando con i suoi discepoli, dichiara di essere “l’unica via”, infatti nel vangelo di Giovanni leggiamo queste sue parole:

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me…” (Giovanni 14:6).

Gesù è l’unico Salvatore, l’unico nome “nel quale è la nostra salvezza” e l’apostolo Pietro, con coraggio testimonia che:

“..in nessun altro è la salvezza; poiché non vi è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi possiamo essere salvati.” (Atti 4:12)

Nostro unico Salvatore, mediatore ed intercessore è Gesù Cristo; non vi sono altri intermediari:

“…poiché v’è un solo Dio, ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù..” (I Timoteo 2:5).

Ed ancora:

“Gesù Cristo è quel che è morto; e più che questo è risuscitato ed è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi” (Romani 8:34; cfr. Ebrei 7:25).

3.3 GLI APOSTOLI NON VOGLIONO ESSERE ADORATI

Si può aggiungere che gli apostoli stessi, ancora in vita, RIFIUTAVANO categoricamente qualunque forma di venerazione a loro rivolta.

“E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gettò ai piedi e l’adorò. Ma Pietro lo rialzò dicendo: alzati, anch’io sono uomo” (Atti 10:25-26; 14:11-15).

Qualcuno può obiettare che Pietro, dopo la morte, è in uno stato differente rispetto a quando era sulla terra, quindi se ne dedurrebbe che si possa venerarlo, poiché è spirito vivente nel cospetto di Dio.

Vi sono numerosi esempi di “santi” morti prima della fine della stesura dei Vangeli:

(Giovanni Battista) e degli Atti (Santo Stefano primo martire, Giacomo, ecc.) che potrebbero, a ragione, ricevere la venerazione dei credenti rimasti. Invece in nessuno di questi libri, né nelle lettere, né in Apocalisse vediamo che i credenti viventi preghino o invochino questi santi e martiri, né incitino altri a farlo. Come mai?

L’apostolo Paolo, fa una affermazione estremamente interessante scrivendo ai Filippesi:

“Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’essere con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore, ma il mio rimanere nella carne, è più necessario per voi” (1:23-24).

Qui l’apostolo Paolo dice espressamente che sa di essere più utile, anzi “necessario” a loro, se rimane vivo, e non morto.

Se il “partire e l’essere con Cristo”, cioè morire ed essere nella gloria, fossero non solo una gioia per Paolo, ma la possibilità di intercessione per i Filippesi, un aiuto per loro, l’apostolo non si sarebbe espresso nei termini inequivocabili che abbiamo letto.

I “santi” sono utili agli uomini da vivi, non da morti.

Anche il più grande “santo”, cioè credente, da MORTO non può fare NULLA per i vivi e viceversa.

È un’abominazione terribile il crederlo; il culto dei morti è di origine satanica.

3.4 GLI ANGELI NON VOGLIONO ESSERE ADORATI

Il discorso della venerazione come idolatria, non cambia neppure in relazione agli angeli: infatti neppure gli angeli (spiriti viventi al cospetto di Dio) vanno venerati.

Vediamo infatti cosa dice la Parola di Dio a questo proposito.

“Ed io Giovanni… quando ebbi udite e vedute (queste cose) mi prostrai per adorare ai piedi dell’angelo, che mi aveva mostrato queste cose, ma egli mi disse: Guardati dal farlo! Io sono tuo conservo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di quelli che serbano le parole di questo libro. Adora Iddio!” (Apocalisse 22:9; cfr. 19:10)

ADORA IDDIO!

Questa esortazione fatta da un angelo all’apostolo Giovanni (che essendo uomo aveva le stesse caratteristiche nostre) deve essere presa alla lettera (e da subito) da coloro che vogliono veramente restare nell’obbedienza alla volontà di Dio.

Dobbiamo adorare Iddio direttamente, senza la mediazione di statue che dovrebbero aiutarci a ricordarlo, senza la mediazione di persone che ne prendono il posto…

Dobbiamo adorare Iddio senza l’intermediazione dei cosiddetti “santi”; adorare Dio in “spirito e verità” (Giovanni 4:23). Cristo Gesù è l’unico intermediario tra Dio e gli uomini, egli che è Dio rivelatosi in carne:

“Poiché v’è un solo Dio, ed anche UN SOLO MEDIATORE fra Dio e gli uomini: CRISTO GESÙ uomo, il quale diede se stesso quale prezzo di riscatto per tutti” (I Timoteo 2:5).

Gesù cristo è vivente, oggi e in eterno!

Ricordiamoci che dobbiamo dare a Dio il culto che lui desidera, e non quello che fa piacere a noi, e che ci viene tramandato dalla tradizione umana.

4. L’IDOLATRIA ESISTE ANCORA

4.1 IL CULTO IDOLATRA ESISTEVA SOLO NELL’ANTICHITÀ?

No! Ai tempi di Abramo (circa 1800 a.C.) l’idolatria era diffusa e praticata ovunque e ai tempi in cui Israele era un regno, minacciava il popolo di Dio, ma non si deve pensare che essa sia relegata al passato.

L’apostolo Paolo, soggiornando ad Atene, soffriva nel vedere “la città piena di idoli” (siamo nel 60 d.C. circa).

“…Or mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli si inacerbiva dentro a vedere la città piena di idoli.” (Atti 17:16)

Lo stesso Paolo scriveva invece, poco dopo, ai Tessalonicesi, questo elogio:

“…vi siete convertiti dagli idoli a Dio per servire l’Iddio vivente e vero…” (1:9)

Se 2.000 anni prima di Cristo, l’uomo era idolatra, se lo era anche ai tempi di Cristo, possiamo dire, che l’uomo non è cambiato neppure oggi 2.000 anni dopo Cristo.

Infatti il progresso scientifico e tecnologico non ha migliorato il cuore dell’uomo, che, se non si converte a Dio, resta insanabilmente maligno incline al male (Geremia 17:9).

“Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili, perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi la forma della pietà, ma avendone rinnegata la potenza” (I Timoteo 3:1-5).

Quanto Paolo prediceva, si sta realizzando sotto i nostri occhi: gli uomini cercano il dio denaro, il dio piacere, il dio egoismo, il dio ateismo, il dio IO.

E nel futuro, le cose, miglioreranno? La Bibbia ci dice di no.

Anche negli ultimi giorni, predetti dal libro dell’Apocalisse, si riparla di idolatria, di statue di idoli, malgrado i giudizi spaventosi cui sarà sottoposta l’umanità.

“…e il resto degli uomini non si ravvederà delle opere delle loro mani, sì da non adorare più demoni e gli idoli d’oro e d’argento e di rame e di pietra e di legno, i quali non possono né vedere, né udire, né camminare” (Apocalisse 9:20).

4.2 VARIE FORME DI IDOLATRIA

L’idolatria assume diversi aspetti, alcuni, forse, insospettati.

Se fino ad ora abbiamo visto come non sia richiesta da Dio, anzi sia energicamente vietata, la fabbricazione di immagini e statue per adorarle, non si può pensare che sia meno grave l’idolatria che certe persone manifestano per altre persone.

Basti pensare al “delirio” che suscitano gli “idoli” sportivi, o della canzone, o del cinema.

Anche alcuni oggetti di uso comune, hanno assunto la funzione di idoli. Fa parte del linguaggio corrente, dire: l’automobile è il suo idolo… come mi piace questa pelliccia, io adoro il visone… io non credo in niente altro che nella scienza …nella politica…. nell’uomo….nella pace…. (che poi è sempre credere nell’uomo), ecc.

Ci sono anche altre più nascoste e tenaci forme di idolatria, che potrebbero restare nei meandri bui del nostro cuore tortuoso, se la Parola di Dio non li svelasse.

Infatti, l’idolatria è anche nascosta nel cuore.

“Poiché la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinazione è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici” (I Samuele 15:23).

“…questi uomini hanno innalzato i loro idoli nel loro cuore” (Ezechiele.14:1-11; 16:17).

Se i precedenti versetti non ci riguardano, forse siamo tra quelli a cui sono rivolti quelli seguenti….

“Poiché voi sapete molto bene che nessun… avaro – che è un idolatra – ha eredità nel regno di Cristo e di Dio (Efesini 5:5-6)

…la cupidigia è idolatria…” (Colossesi 3:5)

L’avarizia, la cupidigia, la ribellione, l’orgoglio, sono tutte forme di idolatria.

Il peccato di idolatria riguarda MOLTI, è un peccato molto più diffuso di quanto non si pensi.

4.3 COSA FARE PER CHI SI SENTE COLPEVOLE DAVANTI A DIO.

La Parola di Dio, citata in questa ricerca sull’idolatria, parla chiaro: molti uomini sono idolatri, molti non conoscono il vero Dio, molti lo offendono addirittura con pratiche idolatre che Dio reputa abominevoli. Che fare?

“Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: fratelli, che dobbiamo fare? E Pietro a loro: ravvedetevi” (Atti.2:37-38).

Deve ravvedersi anche chi è stato idolatra senza rendersene conto, in buona fede, seguendo ciò che gli era stato insegnato?

“Iddio, dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi” (Atti.17:30).

Ed ancora…

“Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ve n’è alcun altro” (Isaia. 45:22).

Ravvedersi, pentirsi, rivolgersi a Dio, chiedere ed ottenere il perdono, credere alla Parola di Dio, tutto ciò è necessario per chi vuole adorare il vero Dio.

Gesù Cristo è venuto sulla terra proprio per salvarci dai nostri peccati, ha preso su di sé la condanna che sarebbe stata per ciascuno di noi.

Non c’è peccato che non possa essere perdonato e la Parola di Dio, quando ci fa vedere il nostro peccato, lo fa perché ci possiamo ravvedere, pentire e convertire, lasciando il peccato e scegliendo Dio e la sua Via.

Chi si sente colpevole davanti a Dio, ha una speranza, purché esprima il pentimento e richieda a Dio, il perdono:

“Prendete con voi delle parole e tornate all’Eterno! Ditegli: “perdona tutta la nostra iniquità”…”
(e Dio risponde…) “Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore…” (Osea 14:2-4).

“E se vi par mal fatto servire l’Eterno, scegliete oggi a chi volete servire: o agli dèi ai quali i vostri padri servirono…. di là dal fiume (Eufrate), o agli dei degli Amorei, nel paese dei quali abitate.

QUANTO A ME E ALLA CASA MIA, SERVIREMO ALL’ETERNO.” (Giosuè 24:15) by Il Cammino Cristiano

LE IMMAGINI VANNO ADORATE?

LE IMMAGINI VANNO ADORATE?

Satana ha introdotto numerose vie di salvezza “alternative” (forme di spiritualità e di devozione di ogni genere, culti di angeli, santi e madonne, pellegrinaggi, riti, ecc.) che persino molti credenti seguono convinti di arrivare a Dio attraverso di esse. “Gesù disse: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

Ciò che maggiormente distingue i cristiani evangelici è l’insistenza con cui si afferma che ognuno deve conoscere Dio in modo personale, e poi che deve avere un contatto continuo con Lui, personalmente, non attraverso immagini. Uno dei temi maggiori della Bibbia è il rifiuto da parte di Dio di far costruire delle immagini da adorare. Nel secondo comandamento Iddio ordina: “Non ti fare scultura alcuna né immagine… non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro” (Esodo 20:4-6).

Alcuni affermano che se si dovesse osservare letteralmente il secondo comandamento, non si potrebbe avere neppure le foto delle persone care. La Bibbia ci spiega al contrario, che le immagini proibite sono quelle cui offriamo un culto di venerazione: “Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono l’Eterno l’Iddio vostro (Levitico 26:1).

Altri dicono che questo comandamento ha valore solo per le immagini pagane, ma noi vediamo invece che:

a) Mosé spiegò agli Ebrei, il popolo di Dio di quel tempo, e non ai pagani, che Dio non si era mostrato quando parlava loro, appunto perché non facessero di lui alcuna immagine: “Vegliate diligentemente sulle anime vostre, affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita” (Deuteronomio 4:15-16; leggete anche i versetti 17-19).

b) Iddio lodò il re degli Ebrei per aver distrutto un serpente di rame innalzato precedentemente per suo chiaro ordine, ma non per venerarlo. Molti anni dopo averglielo fatto costruire, Dio ritenne opportuno distruggerlo perché si era cominciato a venerarlo. Altri ancora sostengono che le immagini erano proibite soltanto durante il periodo dell’Antico Testamento, e che siano accettabili ora che viviamo nel tempo del Nuovo Testamento.

A questi ultimi rispondiamo che anche il Nuovo Testamento parla molto delle immagini, e sempre contro di esse, proprio come nell’Antico Testamento. In uno degli ultimi brani del Nuovo Testamento leggiamo: “Figlioletti, guardatevi dagli idoli” (1 Giovanni 5:21). “Perciò cari miei fuggite l’idolatria” (1 Corinzi 10:14). Vedi anche 1 Corinzi 6:9; 10:7-14; Atti 7:39-42; 17:16-29; Romani 1:23; 1 Pietro 4:3; Apocalisse 2:14; 9:20; 21:8; 22:15.

La chiesa dei primi secoli non usava immagini. Queste entrarono nelle chiese per uso ornamentale alla fine del terzo secolo. Nel quinto secolo furono usate per istruire, e in seguito considerate come sacre. Vennero accettate dal Consiglio di Nicea nel 787 e da quello di Trento nel 1562 d.C. Il fatto che la Bibbia contenga non pochi, ma moltissimi passi cheproibiscono le immagini, rende chiaro che questo è un soggetto di grande importanza per Dio.

Chi vuole approfondire leggendo tutti i seguenti versetti si renderà conto da sé stesso quanto sia peccaminoso usare immagini: Salmo 115:4-9; Isaia 44:8-20: Geremia 10:3-16; Esodo 23:24; 32; 34:13; Levitico 19:4; 26:30; Numeri 33:52; Deuteronomio 5:8-9; 9:12-17; 16:21-22; 27:15; 2 Re 17:9-16; 2 Cronache 33:19,22; 34:3-4; Salmi 78:58; 97:7; 106:19-20; 135:15-18; Isaia 8:19; 10:10-11; 30:22; 31:6-7; 42:8-17; 45:20; 46:6-7; Ezechiele 16:17; 30:13; Daniele 3:1-18; Osea 11:2; 13:2-4: Michea 1:7; 5:12-13; Habacuc 2:18-20.

Dio ci ama e vuole avere la nostra amicizia,la nostra comunione, la lode, l’onore, la venerazione e l’adorazione. Egli dice di essere geloso dei nostri affetti. Come si sentirà quando li rivolgiamo invece ad un pezzo di pietra o legno, immagine di un qualsiasi santo?

In verità è Dio che ci ama e ci conosce, ed egli vuole che ci accostiamo direttamente a lui. La Bibbia afferma: “Perché non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno (Cristo) che in ogni cosa è stato tentato come noi, però senza peccare. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per esser soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:15-16; vedi anche Efesini 3:12).
Il Signore ci Benedica! by adipiossasco

IL BATTESIMO SECONDO LA BIBBIA

IL BATTESIMO SECONDO LA BIBBIA

COS’E’ IL BATTESIMO

 Il battesimo è un impegno solennemente e coscientemente preso dal credente che ha trovato in Gesù Cristo il proprio Salvatore. Con il battesimo il credente testimonia pubblicamente della salvezza, della purificazione e della rigenerazione operate in lui da Dio nel momento in cui, per fede, ha accettato l’opera compiuta da Gesù Cristo sul Calvario e si è arreso a Lui.

Il battesimo, quindi, è il patto che il credente fa con Dio, davanti a tutta la chiesa, impegnandosi a servire, obbedire ed onorare il Signore e Salvatore, tutti i giorni della sua vita.

QUAL E’ IL SIGNIFICATO DEL BATTESIMO

Il battesimo non salva. Il rito esteriore non ha il potere di lavare i peccati e dare la vita eterna. Il battesimo è una richiesta, un impegno, una promessa, un patto che si fa volontariamente con Gesù Cristo dopo che lo si è conosciuto come proprio Salvatore.

1) È una pubblica confessione di fede (1 Timoteo 6:12).
2) È una testimonianza esteriore della conversione interiore (Romani 6:7-11).
3) È una nuova vita in Cristo risorto (2 Corinzi 5:17, Colossesi 3:10).
4) È adesione ufficiale alla Chiesa Cristiana (Atti 2:41).

Il battesimo ha un significato simbolico. Come il seppellimento segue la morte, così il battesimo non è altro che il seppellimento (simboleggiato dall’immersione) del “vecchio io”, cioè della vecchia natura che è ormai morta sulla croce del Calvario. La rinascita dell’uomo nuovo per la fede in Cristo, è simboleggiata dalla emersione dalle acque del battesimo (cf. Romani 6:3-5).

COME VA AMMINISTRATO IL BATTESIMO

La parola battesimo proviene da “baptismos”, un termine greco (la lingua del Nuovo Testamento) che significa “immergere”.

Il battesimo, secondo gli esempi che ci dà la Bibbia, consiste in una sola immersione completa in acqua, del credente che si è ravveduto dei propri peccati ed ha accettato personalmente Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore, dichiarandosi disposto a camminare con Lui in “novità di vita”.

Il battesimo va amministrato secondo l’insegnamento di Cristo stesso: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservare tutte quante le cose che io v’ho comandato” (Matteo 28:19). I riferimenti che si trovano negli Atti degli Apostoli, riguardanti il “battesimo nel nome di Gesù Cristo”, non si riferiscono alla formula battesimale, ma unicamente all’accettazione del battesimo come è stato istituito da Gesù e amministrato in ubbidienza al Suo ordine.

CHI PUO’ ESSERE BATTEZZATO E QUANDO

Il battesimo va fatto non alla nascita, ma alla “nuova nascita”, cioè quando, volontariamente e personalmente, si è deciso di accettare Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore, ravvedendosi dei propri peccati, per seguirlo “in novità di vita”.

Il vero battesimo cristiano, istituito da Gesù Cristo, deve essere preceduto da alcune condizioni essenziali:

1. Aver ascoltato la Parola di Dio.

Gesù disse: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:15,16).

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:19-20).

2. Aver creduto con tutto il cuore ed accettato Gesù Cristo come personale Salvatore.

Gesù disse: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Mar. 16:16).

All’etiopo, che aveva chiesto di esser battezzato, Filippo disse: “Se tu credi con tutto il cuore, è possibile”. L’eunuco rispose: “Io credo che Gesú Cristo è il Figlio di Dio”. Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò (Atti 8:37,38).

Paolo e Sila, al carceriere di Filippi dissero: “Credi nel Signore Gesú, e sarai salvato tu e la tua famiglia”. Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte e subito fu battezzato lui con tutti i suoi (Atti 16:31-33).

3. Essersi ravveduti.

L’apostolo Pietro, rivolto alla folla che chiedeva cosa doveva fare per ricevere la salvezza, disse: “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesú Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà” (Atti 2:38,39).

“Quando ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne” (Atti 8:12).

4. Manifestare i frutti del ravvedimento.

“Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi piú come si comportano i pagani… Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile… Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo… Chi rubava non rubi piú… Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca… Via da voi ogni amarezza… né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti… perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore… Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre” (Efesini 4:17,19,25,28,29,31; 5:3,4,8,11).

5. Esprimere personalmente e volontariamente il desiderio di essere battezzati.

I primi convertiti chiesero: “Fratelli, che dobbiamo fare?” (Atti 2:37).

L’etiopo chiese a Filippo: “Ecco dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?” (Atti 8:36).

DOMANDE E RISPOSTE

La forma è importante?

La forma del battesimo (immersione) ha un preciso significato spirituale (Romani 6:3-5), pertanto non può essere cambiata senza cambiarne il significato. Inoltre, il Nuovo Testamento ci parla sempre di battesimo praticato per immersione.

Giovanni il Battista battezzava per immersione (Matteo 3:5,6), e infatti si spostò fino a Enon, perché “là c’era molta acqua, e la gente veniva a farsi battezzare” (Giovanni 3:23).

Gesù fu battezzato all’età di circa trenta anni, e quando fu battezzato da Giovanni nel fiume Giordano, fu immerso nell’acqua: “E Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall’acqua…” (Matteo 3:16, vedi anche Marco 1:9,10).

Filippo battezzò l’eunuco per immersione: “E discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furono saliti fuori dell’acqua…” (Atti 8:38,39).

Il battesimo cancella i peccati e ci rende figli di Dio?

I peccati non vengono cancellati mediante il battesimo, ma nel momento in cui si ha fede nell’opera di Cristo. “Chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43), e: “Chiunque crede è giustificato di tutte le cose” (Atti 13:39).

L’apostolo Pietro, parlando all’assemblea di Gerusalemme a proposito della purificazione dei Gentili che udirono da lui il Vangelo, disse che essi erano stati purificati dai loro peccati mediante la loro fede, che aveva preceduto il battesimo in acqua (Atti 15:9).
Pietro disse anche ai Giudei: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati…” (Atti 3:19). Notate che qui Pietro dice che per ottenere la cancellazione dei loro peccati si devono ravvedere e convertire; non parla del battesimo, perché il perdono si riceve mediante la fede.

Si diventa figli di Dio sempre mediante la fede, e non mediante il battesimo, secondo che è scritto: “A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome” (Giovanni 1:12). Si diventa figli di Dio “per la fede in Cristo Gesù” (Gal. 3:26).

Questo non vuol dire affatto che il battesimo non sia necessario, infatti esso è stato ordinato dal Signore (Matt. 28:19, Mar. 16:16), ma Gesù ha detto che “chi non avrà creduto sarà condannato” e non che colui che non sarà battezzato andrà all’inferno, come per esempio un uomo che crede in fin di vita senza avere punto il tempo di essere battezzato in acqua (come ad es. il ladrone sulla croce). Quindi con questo si vuole dire che non è l’acqua del battesimo che cancella i peccati ma il sangue di Cristo, e che non è il battesimo che fa diventare gli uomini figli di Dio ma la loro fede. Fermo restando che il battesimo ha valore, sia per ubbidienza al Signore che per testimonianza, e che dunque coloro che credono devono essere battezzati.

La Bibbia dice che il battesimo rigenera l’uomo?

Gesù quando disse che bisogna nascere d’acqua (Giov. 3:5) intese dire che bisogna essere rigenerati dalla Parola di Dio, perché l’acqua di cui parlava rappresenta la Parola di Dio (Efes. 5:26, Is. 55:10,11). Infatti è la Parola di Dio quella che rigenera il peccatore (1 Pietro 1:23).

Per quanto riguarda le parole di Paolo a Tito, per “lavacro della rigenerazione” (Tito 3:5) l’apostolo non si riferiva al battesimo. Egli per “lavacro” intendeva la purificazione compiuta in lui dalla Parola di Dio, infatti agli Efesini dice che “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola” (Efes. 5:25,26).

A conferma che Cristo ci ha lavati mediante la sua parola, e non mediante il battesimo, leggiamo le parole che Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete già mondi a motivo della parola che v’ho annunziata” (Giov. 15:3). Egli non disse loro che erano mondi a motivo del battesimo, ma a motivo della sua parola, cioè la Parola di Dio. Gesù disse: “La parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato” (Giov. 14:24).

A cosa serve il battesimo?

L’apostolo Pietro dice che il battesimo è “la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio” (1 Piet. 3:21). Ciascuno di noi che abbiamo creduto nel Vangelo abbiamo sentito la necessità del battesimo, per ubbidienza davanti a Dio. Quindi, secondo la Scrittura, il battesimo ci dà una buona coscienza davanti a Dio.

Oltre a questo noi, mediante il battesimo, siamo stati sepolti con Cristo secondo che è scritto: “O ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siamo dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:3,4).
Quando siamo nati di nuovo in Cristo, siamo morti al peccato; e mediante il battesimo il nostro vecchio uomo è stato seppellito con Cristo. Possiamo anche esprimere questo concetto così: noi siamo stati salvati dai nostri peccati mediante la fede in Cristo, e quindi ancora prima di essere battezzati in acqua eravamo salvati. Il battesimo è un atto di ubbidienza a Dio che ha suggellato la giustificazione da noi ottenuta per fede prima del battesimo. Un po’ come il segno della circoncisione che Abramo ricevette “come suggello della giustizia ottenuta per la fede che avea quand’era incirconciso” (Rom. 4:11). Perché anche Abramo era stato giustificato da Dio per fede prima di essere circonciso, e non fu quindi la circoncisione ad essergli messa in conto di giustizia ma la sua fede secondo che è scritto: “Noi diciamo che la fede fu ad Abramo messa in conto di giustizia” (Rom. 4:9). Nello stesso modo anche a noi non è stato il battesimo ad esserci messo in conto di giustizia, ma la nostra fede che abbiamo riposto in Cristo prima di essere battezzati in acqua.

Mediante il battesimo noi abbiamo anche testimoniato alle persone del mondo che erano presenti o che hanno udito del nostro battesimo, di essere diventati dei discepoli di Cristo Gesù, di non volere vivere più per noi stessi ma per Colui che è morto e risuscitato per noi, e perciò di avere rinunciato a noi stessi ed ai piaceri del peccato. Il battesimo è dunque un atto con il quale noi abbiamo dichiarato di essere morti al peccato e al mondo, e di voler seguire il Signore che ci ha salvati.

 Esiste il limbo?

Di quel luogo chiamato limbo, insegnato dalla chiesa cattolica, la Bibbia non ne parla affatto. Essa parla solo del “seno d’Abramo”, un luogo dove andavano i giusti che morivano prima della risurrezione di Cristo, e che adesso non esiste più perché i giusti che vi erano sono stati portati in cielo da Cristo (cfr. Efes. 4:8). È quindi inutile credere nell’esistenza del limbo.

Cosa sono il battesimo di sangue e quello di desiderio?

La chiesa cattolica insegna il battesimo di sangue e quello di desiderio, che non esistono nella Bibbia. Essi sono scaturiti dalla errata dottrina che il battesimo con acqua conferisce la giustificazione ed è quindi indispensabile per la salvezza. Infatti la chiesa cattolica insegna che entrambi donano la giustificazione a chi, per motivo di martirio e di altra causa, non ha potuto farsi battezzare con acqua.
Ribadiamo allora che è solo per la fede in Cristo che si viene giustificati e non per il battesimo; il battesimo con acqua quantunque sia importante non giustifica chi si fa battezzare perché chi ha creduto è già giustificato dai suoi peccati: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio…” (Rom. 5:1). Dato che il battesimo non giustifica, chi ha creduto e muore senza ricevere il battesimo in acqua (per morte improvvisa o martirio), muore giustificato da Dio e va in paradiso. Il ladrone pentitosi sulla croce prima di morire, ad esempio, fu giustificato e salvato perché si pentì e credette in Cristo. Non c’è bisogno di inventare un “battesimo di sangue” o quello “di desiderio” perché essi non esistono. by Il Cammino Cristiano

SATANA E GLI ANGELI DECADUTI: CHI SONO

SATANA E GLI ANGELI DECADUTI: CHI SONO

La parola “angelo” (dal greco angelos) significa messaggero. Gli angeli sono esseri spirituali creati da Dio, e come tali non hanno dei corpi di carne e ossa, sebbene possano apparire sotto sembianze umane (Gen. 19:1-22). I ruoli svolti dagli angeli sono molteplici: essi lodano Dio (Salmo 103:20), hanno fatto da messaggeri al mondo (Luca 1:11-20, 26-38; 2:9-14), vegliano sui credenti (Salmo 91:11-12), e Dio può servirsi di loro per eseguire i Suoi giudizi (Matteo 13:49-50). Essendo dei servitori, nella Bibbia si legge che gli angeli non vanno invocati (Colossesi 2:18) e che essi stessi hanno rifiutato ogni forma di adorazione (Apocalisse 22:8,9).

Gli angeli caduti sono quegli angeli che si ribellarono contro Dio seguendo Lucifero. La Bibbia spiega che Lucifero (il nome significa letteralmente, “portatore di luce”) in origine fu creato da Dio come il più glorioso degli angeli: era un cherubino protettore, e Dio lo circondò di beni e bellezza. Lucifero però orgogliosamente aspirava a divenire simile a Dio, e per il suo orgoglio e per la corruzione del suo cuore cadde. Egli divenne satana (termine ebraico che significa “l’avversario”). Altri nomi e titoli con cui è chiamato nella Bibbia sono: maligno, diavolo, apollion o abadon (distruttore), beelzebub (signore delle mosche), beliar (senza valore), il padre della menzogna, il gran dragone, il serpente antico, l’omicida, il tentatore, il dio di questo mondo.

La concezione di un diavolo con le corna, e unghie spartite, orrendo a guardarsi, proviene dalla mitologia pagana e non dalla Bibbia. Non è un insegnamento cristiano, ma una credenza popolare. Ecco cosa dice Dio nella Bibbia riguardo a Satana:

“Così parla il Signore, l’Eterno: … eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto d’ogni sorta di pietre preziose… tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato.
Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore.
Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco.
Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità.
Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco.
Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra, ti dò in spettacolo ai re…
Tutti quelli che ti conoscevano fra i popoli restano stupefatti al vederti; tu sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più.” (Ezec. 28:12-19)

Riguardo alla sua caduta, in un altro brano allegorico la Bibbia dice:

“Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell’aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: ‘Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo’.” (Isaia 14:12-14)

Molti studiosi della Bibbia concordano sul fatto che un terzo degli angeli cadde in peccato seguendo l’inganno di Satana (divennero angeli caduti, cioè demoni), secondo la simbologia dei seguenti versi biblici:

“Apparve ancora un altro segno nel cielo: ed ecco un gran dragone rosso, che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi. La sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra…” (Apocalisse 12:3-4)

Avendo perduto l’originaria posizione di grande autorità e sapendo di essere irrimediabilmente sconfitto, Satana odia e si oppone a Dio. Egli cerca di ostacolare, sfigurare e distruggere le opere di Dio, ed odia vedere Dio onorato e servito. L’essere umano è il coronamento della creazione di Dio. Per questo motivo Satana ha indotto il primo uomo e la prima donna a peccare ribellandosi anch’essi a Dio, e fino ad oggi continua a tenerlo schiavo del male, con l’obbiettivo di distruggerlo, rovinarlo, e impedirgli che volentieri ami e conosca Dio.

Per natura noi tutti serviamo il nostro “io”, che è volto verso il peccato e le cose del mondo. Così facendo gli uomini sono per natura servitori di Satana, perché lui è dominatore su queste cose. Egli sa che il salario del peccato è la morte; è avviato verso la morte eterna all’inferno e, con odio profondo, desidera trascinare con sè quante più creature umane possibile.

La Sacra Scrittura ci informa però che la potenza di Satana è limitata. Satana non è onnipotente, onnisciente, o onnipresente. Egli può solo agire nei limiti consentiti da Dio.
Satana è comunque molto potente e molto attivo. Sebbene egli non sia onnipresente, dal momento che regna su una vasta schiera di angeli caduti ha un’influenza di portata mondiale. Le Scritture ne parlano come “il principe delle potenze dell’aria” e “il dio di questo mondo”, che sa apparire come “angelo di luce” per ingannare e raggirare gli uomini affinché facciano la sua volontà.

Attraverso Gesù, Satana è un nemico vinto. Quando, mediante la crocifissione di Gesù, Satana e i suoi angeli pensarono di averLo sconfitto impedendo la salvezza dell’umanità, dovettero invece arrendersi all’evidenza che quella che appariva come una sconfitta, era in realtà proprio la vittoria definitiva su Satana e sulla caduta umana.
Mediante il proprio sacrificio sulla croce, infatti, Gesù “ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:14-15). Satana dunque sa quale sarà il suo destino finale e non può impedirne la realizzazione.

In futuro ci sarà il giudizio sull’umanità e anche sugli angeli caduti:

“Allora [il Signore] dirà anche a quelli della sua sinistra: ‘Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli'” (Matteo 25:41).

“…Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio” (2 Pietro 2:4).

“Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora” (Giuda 6).

“Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati anche i suoi angeli” (Apocalisse 12:9).

Satana e i suoi angeli operano oggi nel mondo, nei cuori degli esseri umani, guidandoli nella ribellione, nei divertimenti, nell’accumulare beni materiali, nelle molte forme di religiosità e spiritualità, ecc. impedendo loro di riconoscere il loro stato di peccatori perduti, e tenendoli lontani dalla salvezza che Dio offre a ognuno personalmente in Gesù Cristo, che morì per noi sulla croce e risuscitò.

“Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Giovanni 5:19).

“…per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo [Satana] ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio” (2 Corinzi 4:4).

“…seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell’aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; nel numero dei quali noi tutti pure, immersi nelle nostre concupiscenze carnali, siamo vissuti altra volta ubbidendo alle voglie della carne e dei pensieri, ed eravamo per natura figliuoli d’ira, come gli altri” (Efesini 2:2-3)

Satana ha anche introdotto numerose vie di salvezza “alternative” (forme di spiritualità e di devozione di ogni genere, culti di angeli, santi e madonne, pellegrinaggi, riti, ecc.) che persino molti credenti seguono convinti di arrivare a Dio attraverso di esse.

“Gesù disse: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

“In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).

“Ma lo Spirito [Santo] dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni” (1 Timoteo 4:1).

Il libro dell’Apocalisse spiega che negli ultimi tempi, dopo l’apostasia della cristianità professante, e dopo la venuta dell’Anticristo e la sua sconfitta, Satana inciterà le nazioni della terra a guerreggiare contro i credenti.

“Allora il dragone… andò a far guerra a quelli che… osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù” (Apocalisse 12:17).

“…Satana… uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra… per radunarle alla battaglia…” (Apocalisse 20:7-8).

Allora del fuoco cadrà dal cielo e le distruggerà; e Satana sarà precipitato nello stagno di fuoco (Apoc. 20:7-10). Allora avrà luogo il giudizio dei morti (Apoc. 20:11-15; Giov. 5:22-29).

“La morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Apocalisse 20:15).

Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Dietro le quinte del mondo

L’Avversario, colui che la Bibbia definisce “il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e satana, il seduttore di tutto il mondo” (Apocalisse 12:9), è votato ad un’unica missione: distogliere gli uomini dal credere e seguire Gesù Cristo, Colui che “…divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d’una salvezza eterna” (Ebrei 5:9,10). Non importa quanto gli uomini diventino religiosi, frequentatori di Chiese o di Culti cristiani. Non importa quanto essi s’impegnino in opere caritatevoli e umanitarie. Quel che importa, per lui, è che non invochino il nome di Gesù Cristo per chiederGli di perdonarli e salvarli; “poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato” (Romani 10:13).

A tanti può sembrare ridicolo, nel terzo millennio, parlare di potenze malefiche che influenzano gli uomini. L’apostolo Paolo non si creò affatto questo problema quando, scrivendo ai credenti di Efeso, si espresse in questi termini: “Il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:11,12).

Né credo che sia anacronistico usare questo linguaggio biblico. Il tempo in cui viviamo manifesta in maniera molto evidente il prodotto di ciò che il “nemico” ha seminato. Leggiamo, infatti, nel Vangelo di Matteo:

“Egli (Gesù) propose loro un’altra parabola, dicendo: “Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania? Egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. I servi gli dissero: Vuoi che andiamo a coglierla? Ma egli rispose: No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mèsse, dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.

Allora Gesú, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: “Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo”. Egli rispose loro: “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo; il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lí sarà il pianto e lo stridor dei denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi per udire oda.” (Matteo 13:24-30,36-43)

Chi ha una visione esclusivamente materialistica della vita, difficilmente accetterà le numerose affermazioni bibliche sull’esistenza di queste potenze soprannaturali che influiscono, in misura imperscrutabile, sulla vita degli uomini.

Evidentemente, queste possono essere di origine divina, cioè “presiedute” da Dio, il quale, nella Sua onniscienza e sapienza, interviene nella vita delle sue creature per salvare, liberare, guarire, secondo un disegno benevolo portato avanti a loro favore: “Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11). Tutte le circostanze concorrono al bene dei credenti, perché Dio è all’opera a favore di coloro che sono diventati suoi figli per la loro fede in Cristo (Galati 3:26). “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8:28).

Queste potenze possono essere anche di origine angelica, “presiedute” da Satana, il capo degli angeli decaduti. Anche lui, dal momento in cui si è ribellato al suo Creatore, sta portando avanti un suo progetto ben preciso: tenere gli uomini, con qualsiasi stratagemma, lontani da Gesù Cristo, l’unico in grado di salvare; infatti, “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Gesù stesso afferma: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

È necessario specificare, però, che ciò non vuol dire che l’avversario cerchi di impedire agli uomini di possedere una religione; tutt’altro! Perfino “negli ultimi giorni” (2 Timoteo 3:1), in tempi difficili, “perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio” (vv.2-4), essi non rinunceranno alla religione. Infatti, nel versetto successivo ci viene detto che le persone sopra menzionate avranno “l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza”. Possiederanno una loro religione fatta di riti e pratiche esteriori, sterile, priva di quella potenza che trasforma il cuore e ha disgusto per il peccato. Per cui è normale che si continui a vivere “seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli” (Efesini 2:2). by gemmedigrazia