PENSIERI CRISTIANI

PENSIERI CRISTIANI

Qualunque sia la cosa alla quale ti stai dedicando in questo momento, se non hai comunione con Dio, stai fallendo lo scopo principale della tua vita!!!

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Accertati che sia sempre il tuo spirito a guidare il tuo corpo e non viceversa!

♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥ by la fidanzata di Max XD ♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

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ECCO LA MIA STORIA

ECCO LA MIA STORIA

E l’eunuco disse: ecco dell’acqua, che cosa impedisce che io sia battezzato?

Mi chiamo Jessica e ho accettato Gesù nel mio cuore! Come l’eunuco descritto in Atti degli
Apostoli, anche io ho semplicemente creduto e ubbidito alla Parola del Signore, in cui sta scritto
che chiunque crede in Gesù sarà battezzato nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo.
Sono nata nell’ambito di una famiglia evangelica pentecostale, da piccola i miei genitori mi
educavano seguendo i principi della Bibbia e mi portavano a tutte le riunioni di scuola domenicale.
La mia adolescenza non è stata facile: all’età di dodici anni e per i tre anni della scuola media, i
miei compagni di classe erano dei bulli e mi prendevano in giro, perché si sa che tutti credono Gesù
non sia per i giovani, è una cosa da vecchi! Ebbi un calo drastico a scuola: la cosa peggiore è stata
quando i professori si rendevano conto della situazione e non facevano nulla per rimediare!
Non raccontavo nulla ai miei, trascorrevo giornate a piangere e chiedevo a Dio il perché succedesse
questo. Capì che ogni cosa viene permessa da Lui per la Sua gloria e come un vero padre, si è preso
cura di me sostenendomi e amandomi di un amore unico che nessuna persona può dare.
In particolare un giorno aprì la Bibbia e Dio mi parlò attraverso un verso in Ezechiele 2.6:
E tu
figliuol d’uomo, non aver paura di loro, né delle loro parole… Non aver paura delle loro parole, non
ti sgomentare davanti a loro…
Ringranzio il Signore perché fin da piccola i miei genitori mi abbiano
avvicinata a Lui e perché in quei momenti di tristezza e dolore soltanto nella Bibbia e nella
preghiera trovai consolazione e sollievo. Terminati i tre anni scolastici, questa sofferenza cessò e
cominciai a vivere più serenamente. Al compimento del mio quattordicesimo compleanno, i miei
genitori mi regalarono una Bibbia che gradì poco… ma adesso la reputo il regalo più prezioso!
Mi lamentavo del fatto che fossi sempre sola, di non aver amici, ma il Signore aveva un piano per
me, che non potevo ancora comprendere il quel periodo.
Egli si servì della mia passione musicale per avvicinarmi a Lui. Il pastore della mia comunità
cominciò un corso di studio musicale. Per un anno studiai il flauto traverso con gioia e con la guida
di Dio. Una sera cominciai a suonare in chiesa e tutt’ora suono per la gloria di Dio e per edificare la
chiesa.
All’età di sedici anni chiesi il battesimo in acqua, perché credevo in Dio e volevo continuare questa
strada servendolo e amandolo.
Anche se da giovane avevo passato momenti difficili da superare, il Signore era con me!
La situazione più difficile che dovetti affrontare fu la malattia di mia madre: un calcinoma al colon
molto brutto! Quando fu operata i medici affermarono che le restava ormai l’ultimo mese di vita!
Ma Dio non ci abbandonò! Tutto andò per il meglio! Soltanto Lui mi diede la forza di andare avanti
per tutto quel periodo. Io e la mia famiglia passammo situazioni difficili e dolorose, ma la grazia e
la mano del Signore furono sempre sopra di noi!
Tu non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti
soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia (Isaia 41.10).
In questo periodo abbiamo avuto la grazia di vedere mio fratello
scendere nelle acque battesimali.
Dopo anni di solitudine il Signore mi ha donato un suo figliuolo e fratello in Cristo come fidanzato, anche lui nella fede! Egli ci sta
benedicendo grandemente insieme! Dio sa ogni cosa, il tempo e la tua vita sono nelle Sue mani,
sappi che è un padre amorevole e vuole soltanto la tua felicità! Accetta Cristo nella tua vita e
vedrai le meraviglie che Egli è disposto a fare per te e per la tua famiglia!
Riporto un verso biblico:
Io sto alla porta e picchio, se uno ode la mia voce ed apre la porta; io
entrerò da lui e cenerò con lui, ed egli meco (Apocalisse 3.20).
Il Signore bussa alla porta del tuo cuore, accettalo! Non sottovalutare questo invito, perché tutti
abbiamo bisogno di Lui e se non lo accettiamo non potremo accedere alla vita eterna con Lui!
Gesù ti dice:
Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al padre se non per mezzo di me!
(Giovanni 14.6). Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unico figlio, affinché
chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna (Giovanni 3.16).
La grazia del Signore Gesù sia con tutti!
Dio vi benedica! by Jessica

di God bless you " Non deviare dal Mio sentiero " Inviato su Testimonianze

L’ANSIA:COME UNA SEDIA A DONDOLO

    • L’ANSIA: COME SU UNA SEDIA A DONDOLO
      Qualcuno ha affermato che “l’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo”.
      Ogni anno nei soli Stati Uniti i disturbi d’ansia colpiscono circa 40 milioni di adulti di età superiore ai 18 anni (circa il 18% della popolazione), facendoli sprofondare nella paura e nell’incertezza. 
      Diversamente dall’ansia breve causata da un singolo evento stressante (come il dover parlare in pubblico o il primo appuntamento con una persona), i disturbi d’ansia nella persona affetta si protraggono nel tempo e possono peggiorare. 
      L’ansia come sintomo o come vero e proprio disturbo rappresenta il principale motivo di sofferenza psicologica nella popolazione in generale. Si caratterizza con sensazioni di tensione, minaccia, preoccupazioni e modificazioni fisiche, come aumento della pressione sanguigna, palpitazioni, aumento della sudorazione, tremori, dispnea o sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento. 
      È un’esperienza esclusivamente umana. Agli animali appartengono la paura, ma non gli stati d’ansia. 
      Anche se è comune, l’ansia è difficile da descrivere concretamente perché ha tante cause potenziali e gradi di intensità diversi. 
      I medici a volte categorizzano l’ansia come un’emozione o un effetto a seconda di come viene descritto dalla persona che la vive o da un osservatore esterno. 
      Gli antichi greci la chiamavano “melanconia” e pensavano derivasse da un eccesso di bile nera presente nell’organismo. Tale idea, sostenuta da Ippocrate e accettata da Aristotele, era curiosamente curata con il vino, rimedio naturali ai sintomi fisiologici manifestati. 
      Solo dal Medioevo in poi l’ansia fu concepita come malattia mentale e dello spirito. Sebbene durante l’Illuminismo si sia sviluppata la ricerca medico-biologica, si continuavano a cercare rimedi empirici. 
      Solo dall’800 in poi l’ansia sarà progressivamente concepita come una malattia mentale da curare con i farmaci e tramite psicoterapia, da intendersi etimologicamente come “terapia dell’anima”.L’ANSIA NON MIGLIORA LA SALUTE

      Nulla consuma il corpo quanto l’ansia. Spesso il sonno fugge via per lasciar posto all’insonnia. Lo stomaco reagisce secernendo maggiore acido cloridrico ed ecco la gastrite e a volte l’ulcera da stress. 

      L’ansia è considerata responsabile di un numero considerevole di patologie: problemi cardiaci, ipertensione, disfunzioni tiroidee, emicranie, e una varietà di problemi intestinali. 
      L’ansia fa male alla salute e non stimola il buon umore. È il nemico numero uno dell’uomo moderno. C’è un rimedio?
      Gesù dirà: “Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (cfr. Vangelo di Matteo 6:34).
      Perché Pietro incarcerato a causa dell’E-vangelo, in procinto di essere giustiziato, legato con delle catene, affidato alla custodia di quattro picchetti di quattro soldati, dorme profondamente? 
      Perché Paolo e Sila, incarcerati a causa dell’Evangelo, messi nella cella più profonda della prigione, con la schiena che gronda sangue a causa delle battiture ricevute, cantano e pregano? 
      Qual è il segreto di questi uomini in carcere? Riposano sulle promesse di Dio, vero antidoto contro l’ansia. 
      Se ti trovi in una prigione di problemi, l’ansia non ti aprirà le porte della prigione, ma la fede in Dio sì! 

      L’ANSIA NON RISOLVE I PROBLEMI

      Allora perché sei ansioso? La tuaansia non risolve i problemi, ma Dio si! Il Signore è potente a provvedere per te giorno dopo giorno. L’ansia non risolve i problemi, piuttosto li precipita, li acuisce, li ingigantisce. 
      Tu non puoi ingannare l’ansia dicendo: “Non ci penso, non ci voglio pensare”. Non ci riuscirai mai! 
      Alcuni vogliono ingannare l’ansia, per poi essere ingannati da essa, che è forte come un leone, spaventosa come un orso. Quando l’ansia si presenta alla porta del tuo cuore e bussa, fai rispondere alla fede e quando la fede aprirà la porta, non troverà nessuno. Gesù è l’antidoto!

      L’ANSIA NON TI AVVICINA A DIO

      La tua ansia non piace a Dio, perché ti spinge verso l’incredulità, perché ti fa credere che il Signore non provvederà per te. 

      Il termine “ansia” deriva da una parola latina che significa “soffocare”, “stare stretti”, “strangolare” e queste sono proprio le emozioni e le sensazioni corporee che conosce chi conosce l’ansia.
      Michel de Montaigne disse: “La mia vita è stata colma di orribili disgrazie, la maggior parte delle quali non sono mai avvenute”. 
      Corrie ten Boom disse: “L’ansia non svuota il domani delle sue afflizioni; svuota l’oggi della sua forza”. 
      Devi liberarti dei pesi che sono sul tuo cuore e che ti fanno vivere nell’ansietà. 
      Ti giunge da parte del Signore un chiaro invito: “Getta sull’Eterno il tuo peso ed Egli ti sosterrà. Egli non permetterà mai che il giusto sia smosso” (cfr. Salmo 55:22).
      Se i pesi ti schiacciano o ti soffocano, ecco la soluzione: “Dio porta per noi il nostro peso giorno per giorno” (cfr. Salmo 68:19).
      E Pietro scriverà: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché Dio ha cura di voi” (cfr. prima lettera di Pietro 5:7).
      Siamo partiti da un aforisma: “L’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo”. Alla luce di quanto hai letto, scendi dalla sedia a dondolo e comincia a camminare con Gesù: nessuna ansia ti vincerà. by Mimmo Modugno. Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

COME I SALMONI

COME I SALMONI

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Parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a prazzi problematico… il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa

 La necessità di acque molto ossigenate spinge i salmoni a risalire i fiumi e ad addentrarsi nei torrenti fino a raggiungere la sorgente. 

Dove trovano la strada ostruita da un qualche ostacolo, quali cascate o rapide, questi non si arrestano; piuttosto, si slanciano impetuosamente, dimenandosi e guizzando animosamente fino a che l’ostacolo non viene superato. 

Giunti finalmente alla meta (in acque fredde e tanto basse da ricoprirli appena), su un punto del torrente a fondo ghiaioso le femmine depongono le uova che il maschio feconda; poi riprendono entrambi la via del mare. 

Prima di tornare nelle acque dei torrenti montani, i salmoni dovranno trascorrere due anni in mare nutrendosi abbondantemente, in modo da riacquistare le forze per ripercorrere la strada. 

I salmoni: i pesci che vanno controcorrente; ecco che, molto similmente, il cristiano “nato di nuovo” procede controcorrente. 

Il cristiano non fa quello che fanno tutti, non si lascia “trasportare dalla corrente” ma dalla Parola di Dio, fonte di ogni indicazione e perfetta guida etico-morale.

 LIBERTÀ E LIBERTINAGGIO

Nonostante oggigiorno tanti cosiddetti “tabù” siano caduti, parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a sprazzi problematico. Ma è parlare di “unione sessuale dopo il matrimonio” ciò che realmente desta ilarità. Sembra che siano essenzialmente due i pensieri imperanti nella società di oggi. 

Il primo afferma che il sesso è un appetito, come ad esempio la fame: se hai fame mangi e, dopo aver mangiato, prosegui la tua vita. Il desiderio sessuale viene dunque posto al pari degli altri desideri, e la miglior cosa diventa non reprimere tale desiderio ma soddisfare la voglia quando questa arriva. 

Il secondo pensiero attesta, invece, che il sesso è una cosa pericolosa, sporca, impura e perciò va evitato ed è valido solo per fini procreativi. 

A rigor del vero, tale ideologia è stata associata per secoli al Cristianesimo, nonostante essa non fosse altro che il prodotto di una filosofia alternativa: il Neoplatonismo. Questa filosofia condannava il corpo e ogni tipo di piacere, ponendo invece l’accento su una tendenza ascetica e contemplativa al fine di tornare a Dio. 

Nei primi secoli dopo Cristo, la chiesa si è lasciata influenzare da tali correnti all’epoca diffuse e predominanti, e con il tempo ha continuato a considerare il corpo e il sesso come elementi da eludere perentoriamente.

Ma la Bibbia presenta un’idea completamente dissimile rispetto alle due precedenti, insegando come il peccato abbia invece distorto l’ideale originale di Dio. 

La sessualità oggi non è altro che un mero strumento: è usata come un espediente commerciale, per annunciare e vendere prodotti, è adoperata per imporre un nuovo ideale di bellezza e culto del corpo, è la turpe realtà commerciale che ha dato vita a piaghe come quella della prostituzione. 

La Bibbia, invece, riconosce la nostra sessualità come un dono, se vissuta in modo sano e benefico tra un uomo e una donna. 

La Bibbia ci dice di astenerci del sesso fuori dal matrimonio non perché lo valorizza poco ma, al contrario, perché non tollera che una realtà così profondamente intima e sublime diventi distruttiva, degradante, meccanica, disumanizzante, schiavizzante. 

Sì, perché il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa, che schiavizza e isola, in un mondo dove, ormai, amiamo gli oggetti e usiamo le persone anziché fare il contrario, correndo così il rischio di “oggettificare” gli altri o essere usati per primi. 

 UN DONO DI DIO

Dio non vieta il piacere sessuale, anzi, si tratta di un dono che Lui fa alle persone sposate. Egli creò gli esseri umani«maschio e femmina» e definì quello che aveva fatto «molto buono» (Libro della Genesi 1:27,31). Unendo il primo uomo e la prima donna in matrimonio, disse: «Diventeranno una sola carne» (Genesi 2:24). Con queste parole si riferiva sia al piacere dell’intimità sessuale che al forte legame emotivo che si sarebbe instaurato. 

Il sesso è un dono che Dio ha dato alle persone sposate per il loro mutuo piacere: «Rallegrati con la moglie della tua giovinezza […].Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?» (Libro di Proverbi 5:18-20). Ma questo dono deve essere vissuto nell’ambito coniugale, come mostra Ebrei 13:4: «Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri». 

Dio ha ideato il sesso come parte dell’unica relazione del matrimonio: «Non privatevi l’uno dell’altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza» (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 7:5). 

I desideri sessuali devono però essere sottoposti al controllo del Cristo: «Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, senza abbandonarsi a passioni disordinate come fanno gli stranieri che non conoscono Dio» (Prima lettera ai Tessalonicesi 4:3-5). Il peccato sessuale è distruttivo, anche quando gli effetti non sono immediatamente evidenti. È scritto nella Bibbia: «Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo» (Prima lettera ai Corinzi 6:18).

 COME I SALMONI

Il sesso prima del matrimonio è diventato così comune per così tante ragioni. Fin troppo spesso ci concentriamo sull’aspetto “ricreativo” del sesso senza riconoscere quello “creativo”. Certo, il sesso è piacevole. Dio l’ha voluto così ed Egli non vieta il sesso prima del matrimonio per privarci del piacere, ma per proteggerci dalle conseguenze, come gravidanze inaspettate e premature, profondi sensi di colpa ecc. Immagina quanto sarebbe migliore il nostro mondo se fosse seguito il piano di Dio per noi: meno malattie trasmesse sessualmente, meno ragazze madri, meno gravidanze indesiderate e soprattutto meno aborti. Per tanti, tutto questo può sembrare anacronistico, giurassico, ma colui che è nato di nuovo può dire: «Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore» (Salmo 40:8). 

Come i salmoni, i credenti vanno controcorrente senza lasciarsi trasportare dalla corrente, dando il valore appropriato alle relazioni sessuali e, quel che è più importante, onorando Dio: «Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano» (Matteo 7:13,14). by Domenico Modugno.  Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

DIO DI OGNI CONSOLAZIONE

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“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” (Seconda Lettera ai Corinzi 1:3-4)

Nel vocabolario leggiamo che la consolazione è l’attenuazione del dolore, l’alleviamento della pena che ne consegue. Nella Parola di Dio scopriamo da Chi è proviene la vera consolazione: solo da Cristo Gesù, il Figlio del Dio vivente! Come donne e uomini, creature di Dio, dobbiamo ricordare che l’Eterno è Dio, è l’Altissimo e i Suoi pensieri, i Suoi disegni per la nostra vita e per quella di quanti ci circondano, sono più elevati dei nostri, spesso al di là della nostra comprensione.“Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore” (Libro di Isaia 55:8). Ma quanti credono in Dio e si affidano a Lui “in ogni cosa” Lo possono conoscere sotto un a-spetto nuovo, sperimentando la Sua vicinanza nelle proprie esperienze di vita, anche nei momenti difficili “perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così noi possiamo dire con piena fiducia: «Il Signore è il mio aiuto; non temerò” (Lettera agli Ebrei 13:5-6). 

Dio è il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Colui che “ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Vangelo di Giovanni 3:16); Colui che, se Lo riceviamo nel nostro cuore quale personale Salvatore, ci dà il diritto di essere chiamati figli di Dio (Vangelo di Giovanni 1:12) e di poterci rivolgere a Lui chiamandoLo “Padre nostro”. È Colui che desidera farsi conoscere da chi è nel dolore e nella difficoltà quale “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione”, il cui cuore è ripieno di compassione per i sofferenti, che non si stanca di manifestare soccorrendo, liberando, sostenendo con il Suo conforto. Sì, l’Eterno è pronto a spargere nel cuore dei Suoi figli un mare di consolazioni in modo che non vi possa essere cielo così cupo nel quale non possa risplendere l’arcobaleno del conforto divino.

Questa è l’esperienza che Paolo ha fatto nella propria vita! Ecco che la forza che gli pro-viene da Dio “il quale ci consola in ogni nostra afflizione” manifesta la grazia e lo scopo di Dio perché “mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione”. Lo Spirito Santo, per mezzo dell’Apostolo Paolo, ci ha fatto pervenire il messaggio esplicativo del modo di agire di Dio: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Lettera ai Romani 8:28). Come Paolo nella difficoltà, guardiamo in alto incoraggiati dalla Scrittura, ben sapendo da Chi ci verrà l’aiuto: “Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:2), guardiamo perciò oltre i monti, riconoscendo che è parte del piano di Dio permettere prove e difficoltà, perché i Suoi disegni sono elevati, perché i Suoi piani sono sempre per il bene di quanti Lo amano: Così, anche quando non siamo in grado di comprenderlo, restiamo fiduciosi in Lui sapendo che “Sì, Padre, perché così ti è piaciuto” (Vangelo di Matteo 11:26). Nella sofferenza sperimentiamo la personale debolezza che umanamente è comprensibile, ma possiamo anche trovare l’opportunità di toccare con mano la profondità delle compassioni di Dio e l’efficacia delle consolazioni dello Spirito Santo, provando come proprio la sofferenza agisce modellando il cuore del credente, lo plasma rendendolo maggiormente sensibile verso i bisogni e i pesi degli altri. Chi ha sofferto ed ha trovato questa consolazione in Dio è ora in grado di offrire vera consolazione, poiché parla di un conforto che ha personalmente sperimentato. 

Signore, mi affido nelle Tue mani, anche se posso non comprendere le motivazioni e non trovare una ragione per il momento che sto attraversando, fra le Tue braccia trovo rifugio e conforto, e per questo invoco il tuo tocco nella mia situazione come fece anche Iabes. “Iabes invocò il Dio d’Israele, dicendo: «Benedicimi, ti prego… sia la tua mano con me” (Primo libro delle Cronache 4:10). Dalla Parola di Dio sarò incoraggiato, sostenuto, confortato! 

“Il Signore è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio” (Salmo 18:2). E questo può avvenire perché “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1).

Davide racconta la propria esperienza nel Salmo 62: “Solo in Dio trova riposo l’anima mia; da lui proviene la mia salvezza. Lui solo è la mia ròcca e la mia salvezza, il mio alto rifugio; io non potrò vacillare”. Infatti ecco che, consolato da Dio, diventa lui stesso fonte di incoraggiamento: “Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio” (v.8).  “Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue” (Salmo 73:28). “Io dico al Signore «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!»” (Salmo 91:2). 

Nella tristezza, nel dolore, nell’angoscia si ha spesso l’impressione, umanamente parlando, di essere rimasti soli. Ma anche in questi casi è Dio stesso che per mezzo dello Spirito Santo, l’autore della Scrittura, incoraggia ricordandoci che“il Signore è buono; è un rifugio nel giorno dell’angoscia e conosce quelli che confidano in lui” (Libro di Naum 1:7).Anche nel tuo momento di tristezza, di angoscia, di depressione, di dolore, nell’ombra della tua difficoltà sappi che non sei rimasto solo, non sei stato abbandonato, ma c’è Qualcuno che è accanto a te: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché Tu (o Dio) sei con me” (Salmo 23:4), “perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò»” (Lettera agli Ebrei 13:6).  

Ecco che, quando accettiamo l’invito di rivolgerci a Gesù, la grandezza della misericordia di Dio colmerà la nostra limitatezza e lo Spirito Santo risponderà al nostro bisogno di consolazione. Leggi la Bibbia, scopri l’abbondanza delle consolazioni che Dio elargisce senza sosta dall’antichità ad oggi, secondo la  promessa appena letta, già fatta a Giosuè,“Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Libro di Giosuè 1:5), mantenendo la parola data per mezzo di Isaia: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio… il tuo Salvatore… Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo” (Libro di Isaia 43:2-4). by Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

DIO NON È ARRABBIATO CON TE

DIO NON È ARRABBIATO CON TE

Hai vissuto come un servo fedele, hai pregato diligentemente e conosci la voce di Dio. Hai ottenuto vittorie in passato e ami profondamente il Signore. Ora però sei profondamente spezzato, ferito come mai prima e non riesci nemmeno a pregare.

Amato, questo cammino cristiano è una guerra. È fatto di battaglie, stanchezza, ferite, e un nemico feroce determinato a distruggerti e questo accade quando sei più vulnerabile a pensieri di condanna. La coscienza ti dice, “Non preghi più come prima. Non studi la Parola abbastanza. Sei arido e tiepido, il tuo fuoco si sta spegnendo e non sei proprio di buona testimonianza. Ora hai consentito a Satana di derubarti della pace che Dio ti ha donato. Non hai quello che serve”.

E pensiamo, “Ho deluso il mio Signore. Non ho obbedito alla Sua Parola”. La tua fede vacillante è un tizzone che si sta spegnendo e il diavolo è pronto a vederlo spegnersi.

Come il profeta Elia, sei esaurito e scoraggiato; vorresti solo restare a dormire. La Scrittura ci dice che è proprio quello che fece quest’uomo di Dio: “Poi si coricò e si addormentò” (1 Re 19:5). Non riusciva proprio più a sopportare quel peso.

Il Signore però non sgridò Elia per questo. Dio sapeva che il Suo servo doveva arrivare a un punto di rottura. Immagino il nostro Padre prezioso dire di lui, “Guarda quest’uomo fedele, spezzato e sofferente. È arrivato alla fine delle sue forze, incapace di spiegare il proprio dolore a qualcuno. Io gli ho promesso che non arei spezzato una canna rotta”.

Così, cosa accadde? “L’angelo del Signore tornò…lo toccò, e disse, ’Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te’” (1 Re 19:7).

Ecco una parola incredibile per ogni canna rotta che sta leggendo questo messaggio. Non importa quanto tu sia spezzato, quanto tu sia piegato da questa inondazione di prove, Dio ti ha fatto una promessa: “Non sarai distrutto. Non permetterò che la tua fiamma si spenga. La tua fede non si spegnerà”.

Caro santo, questo messaggio è per te dal cielo. In questo momento, sii toccato da una parola che si rivolge proprio a te: “Alzati, adesso. Dio non è arrabbiato con te. E Lui non ti deluderà. Egli sa che questa situazione è troppo per te da sopportare. Egli provvederà per te una forza soprannaturale. Ti donerà ciò di cui hai bisogno per andare avanti” by David Wilkerson

 

FEDE FORTE IN TEMPI DIFFICILI

FEDE FORTE IN TEMPI DIFFICILI

La Bibbia dipinge chiaramente un’immagine, infinitamente tenera e personale, ricordandoci che Dio “ascolta il nostro pianto” sempre (Salmo 6:8). Alcune traduzioni dal testo Ebraico dicono: “Egli conta o riceverà o conosce ogni nostra singola lacrima”.

Questo altare di fede che siamo chiamati a costruire, mentre venti di incertezza, rabbia, paura, angoscia e dubbio ruggiscono minacciosamente su di noi da ogni lato, è spesso uno degli altari più difficili da costruire. Come ad esempio una madre single che oggi si prende cura di suo figlio, spaventato, distante ed arrabbiato, mentre solo ieri sembrava essere così affezionato ed amorevole. Lei se ne sta a letto chiedendosi: “chi è questo mostro, così arrogante e ostile che indossa i panni di mio figlio? Perché? Come posso crescere un figlio senza un padre nella nostra casa?”

Come tu ed io, atterrati dalla malattia, mentre ascoltiamo il dottore che ci dice parole atroci come il cancro e che si tramutano in un turbine in paura e panico. Come una persona single, circondata dai suoi amici sposati ed i loro bambini, che annega nella solitudine e si chiede: “Quando, Signore? E perché?” Come un uomo d’affari che dopo aver dato tutto ciò che aveva negli anni, il suo meglio, adesso deve affrontare la bancarotta. Si sente perso, inutile, impotente ed un totale fallimento.

Questa fede che cammina nella valle dell’ombra di morte persevera nel calcare sentieri nei i quali “i turisti della croce” non osano camminare. No, in questo luogo, troverai veri cristiani. Un pastore appassionato che muore mille volte nel vedere la sua chiesa arenarsi in una orrenda divisione. Un uomo o una donna di fede abbandonati e traditi, ridotti all’osso dal divorzio che non potrà essere riparato. La frattura dell’anima è così violenta che questa persona sente davvero come se dovesse sempre zoppicare per il resto della sua vita.

C’è una fede che può e verrà ricostruita, ristorata e risuscitata. Abraamo perse il suo altare (leggi Genesi 12). C’era una carestia in quella terra e le parole della Scrittura innalzano un vero, seppur doloroso, velo che cela ciò che davvero accadde ad Abraamo.

Caro lettore, la Bibbia è un’implacabile specchio di verità ed il Suo scopo e visione è quello di salvare la tua vita (leggi Giacomo 1:23-25). by Claude Houde

SVILUPPARE UNA FIDUCIA ASSOLUTA

SVILUPPARE UNA FIDUCIA ASSOLUTA

Quando ci troviamo in mezzo a una prova, dobbiamo distogliere lo sguardo dai nostri problemi. In momenti del genere, dobbiamo esortare noi stessi dicendo, “Il mio Dio può tutto – e Lui non mi ha dimenticato. I Suoi occhi sono su me proprio in questo momento in cui sto sopportando questa prova tremenda. E io so, non importa quanto tutto sembri andare storto, che Egli ha tutto sotto controllo. Nessuno, e nessuna potenza, può cambiare i piani che Lui ha per me”.

Forse ora sei scoraggiato e ti chiedi, “Non riesco a vedere una via d’uscita dai miei guai. Riuscirò mai a uscire da questa prova assurda? Le mie sofferenze continueranno finché Gesù non tornerà? Signore, riuscirò a rallegrarmi ancora?”

Ecco la risposta di Dio per te: “Avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione” (Giacomo 5:11). “Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nel precedente stato; così l’Eterno rese a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva posseduto” (Giobbe 42:10).

Forse non raddoppierai ciò che hai perduto, come accadde per Giobbe, ma possiederai qualcosa di decisamente maggiore. Avrai una vera consapevolezza interiore del fatto che Dio ha il controllo della tua vita. Il Suo amore per te non sarà più soltanto un concetto teologico; piuttosto, conoscerai profondamente le Sue liberazioni, in maniera personale e non temerai mai più nessun avversario e nessuna avversità. Perché? Perché uscirai dalla tua prova come più che vincitore, seduto nei luoghi celesti con Cristo Gesù.

Proprio ora, come Giobbe all’inizio delle sue prove, forse conosci Dio solo per sentito parlare, attraverso prediche e studi biblici. Va bene, perché la Scrittura ci dice che è proprio da qui che deriva la fede: udire la Parola di Dio. Tuttavia, ora Dio vuole che tu guardi a Lui. Vuole che sviluppi una fiducia assoluta nel fatto che abbia un piano divino, progettato proprio per la tua vita. E il Suo proposito eterno non può essere ostacolato da alcun demone infernale, né da alcun mostro si presenti sul tuo cammino.

Così, in mezzo alla tua più grande prova, potrai testimoniare della bontà di Dio, come fece Giobbe. E citerai con fiducia questa grande affermazione di fede: “Mi uccida pure, non me ne dolgo” (Giobbe 13:15). by David Wilkerson

IL PERICOLO DELL’INCREDULITA’

IL PERICOLO DELL’INCREDULITA’

Nel messaggio di Mosè a Israele, nel Deuteronomio, Mosè ci ha mostrato il pericolo dell’incredulità e ci ha avvertito che, a meno che non prestiamo attenzione, soffriremo le stesse, terribili conseguenze di coloro che sono caduti prima di noi: “Affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebrei 4:11). Sta in pratica dicendo, “Non importa quali impossibilità stiate affrontando o quanto disperata appaia la vostra situazione. Non dovete cadere nello stesso peccato d’incredulità, altrimenti, finirete in un deserto terribile, come loro, e vi vagherete per il resto della vostra vita.

“Dio è fedele a condurvi, come ha condotto i nostri padri nelle loro crisi per un motivo. Voleva insegnare loro a confidare in Lui. Voleva un popolo incrollabile nella loro fede. Avrebbero dovuto uscire dal deserto con una fede provata, pura come l’oro. Li voleva come una testimonianza al mondo della Sua bontà per il Suo popolo”.

Credo che la nostra generazione abbia preso troppo alla leggera il peccato d’incredulità e proprio ora ne stiamo vedendo i tragici risultati. Vedo molti credenti oggi pieni di depressione e agitazione. Certo, alcuni ne soffrono per motivi fisici, ma molti altri ne soffrono a causa della propria condizione spirituale. Credo che la loro depressione sia il risultato della disapprovazione di Dio per la loro continua incredulità.

Il Signore usa sempre un linguaggio forte quando parla dell’incredulità fra il Suo popolo, parole come ira, rabbia, aborrimento, tentare Lui. Mosè sentì il dovere di ricordare questo ai giovani israeliti: “Dove hai visto come l’Eterno, il tuo Dio, ti ha portato come un uomo porta il proprio figlio, per tutto il cammino che avete percorso…Così l’Eterno udì le vostre parole, si adirò e giurò dicendo: ‘Certo, nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon paese che ho giurato di dare ai vostri padri’” (Deuteronomio 1:31. 34-35). by David Wilkerson

UN PO’ DI LIEVITO

UN PO’ DI LIEVITO

Paolo chiese alla chiesa di Galati, “Voi correvate bene; chi vi ha ostacolato impedendovi di ubbidire alla verità? Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta” (Galati 5:7-9).

Paolo qui si riferisce a una mentalità, a una credenza dottrinale o un punto teologico. Sta chiedendo, “Cosa c’è nella vostra vita che vi trattiene dal proseguire nella piena benedizione di Cristo? Andavate così bene un tempo. Vi conosco come persone di preghiera e operate diligentemente per compiere buone opere, però c’è qualcosa che non va. Non vi vedo più crescere. Piuttosto, siete tornati ad affidarvi alla carne. Non sento il dolce profumo di Cristo che una volta avevate. La vostra certezza, chiarezza, la vostra visione, sono sparite. Qualcosa vi sta ostacolando.

“Cosa può avervi persuaso ad adagiarvi in questa condizione? Qualsiasi cosa sia, vi dico che non è da parte di Dio. Infatti, avverto che c’è del lievito in voi, una qualche sorta di compromesso. Qualcosa vi sta offuscando, qualcosa alla quale, forse, vi state aggrappando. E sta facendo in modo che il Signore non sia contento di voi. Ditemi, di cosa si tratta?”

Conosco così tanti cristiani oggi che una volta erano potentemente usati da Dio. Queste persone erano santi devoti, credenti, di preghiera. Ma poi è successo loro qualcosa che, in qualche modo, ha impedito loro di sperimentare la pienezza della benedizione di Cristo.

Ciò riguarda anche molti ministri che conosco. Questi uomini hanno visto vittoria dopo vittoria nel loro cammino col Signore, ma qualcosa si è insinuato nella loro vita, qualche compromesso e, col tempo, vi si sono rassegnati. Spesso quel lievito ostacolante era un solo peccato schiacciante.

A tutte queste persone, Paolo chiede, “Cos’è successo? Cosa sta impedendo il fluire della benedizione di Cristo nella tua vita? Quale lievito si è insinuato?”

Paolo termina questo passo avvertendo i galati, “Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta” (Galati 5:9). by David Wilkerson