COME I SALMONI

COME I SALMONI

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Parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a prazzi problematico… il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa

 La necessità di acque molto ossigenate spinge i salmoni a risalire i fiumi e ad addentrarsi nei torrenti fino a raggiungere la sorgente. 

Dove trovano la strada ostruita da un qualche ostacolo, quali cascate o rapide, questi non si arrestano; piuttosto, si slanciano impetuosamente, dimenandosi e guizzando animosamente fino a che l’ostacolo non viene superato. 

Giunti finalmente alla meta (in acque fredde e tanto basse da ricoprirli appena), su un punto del torrente a fondo ghiaioso le femmine depongono le uova che il maschio feconda; poi riprendono entrambi la via del mare. 

Prima di tornare nelle acque dei torrenti montani, i salmoni dovranno trascorrere due anni in mare nutrendosi abbondantemente, in modo da riacquistare le forze per ripercorrere la strada. 

I salmoni: i pesci che vanno controcorrente; ecco che, molto similmente, il cristiano “nato di nuovo” procede controcorrente. 

Il cristiano non fa quello che fanno tutti, non si lascia “trasportare dalla corrente” ma dalla Parola di Dio, fonte di ogni indicazione e perfetta guida etico-morale.

 LIBERTÀ E LIBERTINAGGIO

Nonostante oggigiorno tanti cosiddetti “tabù” siano caduti, parlare di sessualità continua a risultare impegnativo, a sprazzi problematico. Ma è parlare di “unione sessuale dopo il matrimonio” ciò che realmente desta ilarità. Sembra che siano essenzialmente due i pensieri imperanti nella società di oggi. 

Il primo afferma che il sesso è un appetito, come ad esempio la fame: se hai fame mangi e, dopo aver mangiato, prosegui la tua vita. Il desiderio sessuale viene dunque posto al pari degli altri desideri, e la miglior cosa diventa non reprimere tale desiderio ma soddisfare la voglia quando questa arriva. 

Il secondo pensiero attesta, invece, che il sesso è una cosa pericolosa, sporca, impura e perciò va evitato ed è valido solo per fini procreativi. 

A rigor del vero, tale ideologia è stata associata per secoli al Cristianesimo, nonostante essa non fosse altro che il prodotto di una filosofia alternativa: il Neoplatonismo. Questa filosofia condannava il corpo e ogni tipo di piacere, ponendo invece l’accento su una tendenza ascetica e contemplativa al fine di tornare a Dio. 

Nei primi secoli dopo Cristo, la chiesa si è lasciata influenzare da tali correnti all’epoca diffuse e predominanti, e con il tempo ha continuato a considerare il corpo e il sesso come elementi da eludere perentoriamente.

Ma la Bibbia presenta un’idea completamente dissimile rispetto alle due precedenti, insegando come il peccato abbia invece distorto l’ideale originale di Dio. 

La sessualità oggi non è altro che un mero strumento: è usata come un espediente commerciale, per annunciare e vendere prodotti, è adoperata per imporre un nuovo ideale di bellezza e culto del corpo, è la turpe realtà commerciale che ha dato vita a piaghe come quella della prostituzione. 

La Bibbia, invece, riconosce la nostra sessualità come un dono, se vissuta in modo sano e benefico tra un uomo e una donna. 

La Bibbia ci dice di astenerci del sesso fuori dal matrimonio non perché lo valorizza poco ma, al contrario, perché non tollera che una realtà così profondamente intima e sublime diventi distruttiva, degradante, meccanica, disumanizzante, schiavizzante. 

Sì, perché il sesso, invece di una forza che unisce, può diventare una forza che separa, che schiavizza e isola, in un mondo dove, ormai, amiamo gli oggetti e usiamo le persone anziché fare il contrario, correndo così il rischio di “oggettificare” gli altri o essere usati per primi. 

 UN DONO DI DIO

Dio non vieta il piacere sessuale, anzi, si tratta di un dono che Lui fa alle persone sposate. Egli creò gli esseri umani«maschio e femmina» e definì quello che aveva fatto «molto buono» (Libro della Genesi 1:27,31). Unendo il primo uomo e la prima donna in matrimonio, disse: «Diventeranno una sola carne» (Genesi 2:24). Con queste parole si riferiva sia al piacere dell’intimità sessuale che al forte legame emotivo che si sarebbe instaurato. 

Il sesso è un dono che Dio ha dato alle persone sposate per il loro mutuo piacere: «Rallegrati con la moglie della tua giovinezza […].Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo. Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?» (Libro di Proverbi 5:18-20). Ma questo dono deve essere vissuto nell’ambito coniugale, come mostra Ebrei 13:4: «Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri». 

Dio ha ideato il sesso come parte dell’unica relazione del matrimonio: «Non privatevi l’uno dell’altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza» (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 7:5). 

I desideri sessuali devono però essere sottoposti al controllo del Cristo: «Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, senza abbandonarsi a passioni disordinate come fanno gli stranieri che non conoscono Dio» (Prima lettera ai Tessalonicesi 4:3-5). Il peccato sessuale è distruttivo, anche quando gli effetti non sono immediatamente evidenti. È scritto nella Bibbia: «Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo» (Prima lettera ai Corinzi 6:18).

 COME I SALMONI

Il sesso prima del matrimonio è diventato così comune per così tante ragioni. Fin troppo spesso ci concentriamo sull’aspetto “ricreativo” del sesso senza riconoscere quello “creativo”. Certo, il sesso è piacevole. Dio l’ha voluto così ed Egli non vieta il sesso prima del matrimonio per privarci del piacere, ma per proteggerci dalle conseguenze, come gravidanze inaspettate e premature, profondi sensi di colpa ecc. Immagina quanto sarebbe migliore il nostro mondo se fosse seguito il piano di Dio per noi: meno malattie trasmesse sessualmente, meno ragazze madri, meno gravidanze indesiderate e soprattutto meno aborti. Per tanti, tutto questo può sembrare anacronistico, giurassico, ma colui che è nato di nuovo può dire: «Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore» (Salmo 40:8). 

Come i salmoni, i credenti vanno controcorrente senza lasciarsi trasportare dalla corrente, dando il valore appropriato alle relazioni sessuali e, quel che è più importante, onorando Dio: «Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano» (Matteo 7:13,14). by Domenico Modugno.  Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

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DIO DI OGNI CONSOLAZIONE

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“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” (Seconda Lettera ai Corinzi 1:3-4)

Nel vocabolario leggiamo che la consolazione è l’attenuazione del dolore, l’alleviamento della pena che ne consegue. Nella Parola di Dio scopriamo da Chi è proviene la vera consolazione: solo da Cristo Gesù, il Figlio del Dio vivente! Come donne e uomini, creature di Dio, dobbiamo ricordare che l’Eterno è Dio, è l’Altissimo e i Suoi pensieri, i Suoi disegni per la nostra vita e per quella di quanti ci circondano, sono più elevati dei nostri, spesso al di là della nostra comprensione.“Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore” (Libro di Isaia 55:8). Ma quanti credono in Dio e si affidano a Lui “in ogni cosa” Lo possono conoscere sotto un a-spetto nuovo, sperimentando la Sua vicinanza nelle proprie esperienze di vita, anche nei momenti difficili “perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così noi possiamo dire con piena fiducia: «Il Signore è il mio aiuto; non temerò” (Lettera agli Ebrei 13:5-6). 

Dio è il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Colui che “ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Vangelo di Giovanni 3:16); Colui che, se Lo riceviamo nel nostro cuore quale personale Salvatore, ci dà il diritto di essere chiamati figli di Dio (Vangelo di Giovanni 1:12) e di poterci rivolgere a Lui chiamandoLo “Padre nostro”. È Colui che desidera farsi conoscere da chi è nel dolore e nella difficoltà quale “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione”, il cui cuore è ripieno di compassione per i sofferenti, che non si stanca di manifestare soccorrendo, liberando, sostenendo con il Suo conforto. Sì, l’Eterno è pronto a spargere nel cuore dei Suoi figli un mare di consolazioni in modo che non vi possa essere cielo così cupo nel quale non possa risplendere l’arcobaleno del conforto divino.

Questa è l’esperienza che Paolo ha fatto nella propria vita! Ecco che la forza che gli pro-viene da Dio “il quale ci consola in ogni nostra afflizione” manifesta la grazia e lo scopo di Dio perché “mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione”. Lo Spirito Santo, per mezzo dell’Apostolo Paolo, ci ha fatto pervenire il messaggio esplicativo del modo di agire di Dio: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Lettera ai Romani 8:28). Come Paolo nella difficoltà, guardiamo in alto incoraggiati dalla Scrittura, ben sapendo da Chi ci verrà l’aiuto: “Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:2), guardiamo perciò oltre i monti, riconoscendo che è parte del piano di Dio permettere prove e difficoltà, perché i Suoi disegni sono elevati, perché i Suoi piani sono sempre per il bene di quanti Lo amano: Così, anche quando non siamo in grado di comprenderlo, restiamo fiduciosi in Lui sapendo che “Sì, Padre, perché così ti è piaciuto” (Vangelo di Matteo 11:26). Nella sofferenza sperimentiamo la personale debolezza che umanamente è comprensibile, ma possiamo anche trovare l’opportunità di toccare con mano la profondità delle compassioni di Dio e l’efficacia delle consolazioni dello Spirito Santo, provando come proprio la sofferenza agisce modellando il cuore del credente, lo plasma rendendolo maggiormente sensibile verso i bisogni e i pesi degli altri. Chi ha sofferto ed ha trovato questa consolazione in Dio è ora in grado di offrire vera consolazione, poiché parla di un conforto che ha personalmente sperimentato. 

Signore, mi affido nelle Tue mani, anche se posso non comprendere le motivazioni e non trovare una ragione per il momento che sto attraversando, fra le Tue braccia trovo rifugio e conforto, e per questo invoco il tuo tocco nella mia situazione come fece anche Iabes. “Iabes invocò il Dio d’Israele, dicendo: «Benedicimi, ti prego… sia la tua mano con me” (Primo libro delle Cronache 4:10). Dalla Parola di Dio sarò incoraggiato, sostenuto, confortato! 

“Il Signore è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio” (Salmo 18:2). E questo può avvenire perché “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1).

Davide racconta la propria esperienza nel Salmo 62: “Solo in Dio trova riposo l’anima mia; da lui proviene la mia salvezza. Lui solo è la mia ròcca e la mia salvezza, il mio alto rifugio; io non potrò vacillare”. Infatti ecco che, consolato da Dio, diventa lui stesso fonte di incoraggiamento: “Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio” (v.8).  “Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue” (Salmo 73:28). “Io dico al Signore «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!»” (Salmo 91:2). 

Nella tristezza, nel dolore, nell’angoscia si ha spesso l’impressione, umanamente parlando, di essere rimasti soli. Ma anche in questi casi è Dio stesso che per mezzo dello Spirito Santo, l’autore della Scrittura, incoraggia ricordandoci che“il Signore è buono; è un rifugio nel giorno dell’angoscia e conosce quelli che confidano in lui” (Libro di Naum 1:7).Anche nel tuo momento di tristezza, di angoscia, di depressione, di dolore, nell’ombra della tua difficoltà sappi che non sei rimasto solo, non sei stato abbandonato, ma c’è Qualcuno che è accanto a te: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché Tu (o Dio) sei con me” (Salmo 23:4), “perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò»” (Lettera agli Ebrei 13:6).  

Ecco che, quando accettiamo l’invito di rivolgerci a Gesù, la grandezza della misericordia di Dio colmerà la nostra limitatezza e lo Spirito Santo risponderà al nostro bisogno di consolazione. Leggi la Bibbia, scopri l’abbondanza delle consolazioni che Dio elargisce senza sosta dall’antichità ad oggi, secondo la  promessa appena letta, già fatta a Giosuè,“Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Libro di Giosuè 1:5), mantenendo la parola data per mezzo di Isaia: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio… il tuo Salvatore… Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo” (Libro di Isaia 43:2-4). by Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

DIO NON È ARRABBIATO CON TE

DIO NON È ARRABBIATO CON TE

Hai vissuto come un servo fedele, hai pregato diligentemente e conosci la voce di Dio. Hai ottenuto vittorie in passato e ami profondamente il Signore. Ora però sei profondamente spezzato, ferito come mai prima e non riesci nemmeno a pregare.

Amato, questo cammino cristiano è una guerra. È fatto di battaglie, stanchezza, ferite, e un nemico feroce determinato a distruggerti e questo accade quando sei più vulnerabile a pensieri di condanna. La coscienza ti dice, “Non preghi più come prima. Non studi la Parola abbastanza. Sei arido e tiepido, il tuo fuoco si sta spegnendo e non sei proprio di buona testimonianza. Ora hai consentito a Satana di derubarti della pace che Dio ti ha donato. Non hai quello che serve”.

E pensiamo, “Ho deluso il mio Signore. Non ho obbedito alla Sua Parola”. La tua fede vacillante è un tizzone che si sta spegnendo e il diavolo è pronto a vederlo spegnersi.

Come il profeta Elia, sei esaurito e scoraggiato; vorresti solo restare a dormire. La Scrittura ci dice che è proprio quello che fece quest’uomo di Dio: “Poi si coricò e si addormentò” (1 Re 19:5). Non riusciva proprio più a sopportare quel peso.

Il Signore però non sgridò Elia per questo. Dio sapeva che il Suo servo doveva arrivare a un punto di rottura. Immagino il nostro Padre prezioso dire di lui, “Guarda quest’uomo fedele, spezzato e sofferente. È arrivato alla fine delle sue forze, incapace di spiegare il proprio dolore a qualcuno. Io gli ho promesso che non arei spezzato una canna rotta”.

Così, cosa accadde? “L’angelo del Signore tornò…lo toccò, e disse, ’Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te’” (1 Re 19:7).

Ecco una parola incredibile per ogni canna rotta che sta leggendo questo messaggio. Non importa quanto tu sia spezzato, quanto tu sia piegato da questa inondazione di prove, Dio ti ha fatto una promessa: “Non sarai distrutto. Non permetterò che la tua fiamma si spenga. La tua fede non si spegnerà”.

Caro santo, questo messaggio è per te dal cielo. In questo momento, sii toccato da una parola che si rivolge proprio a te: “Alzati, adesso. Dio non è arrabbiato con te. E Lui non ti deluderà. Egli sa che questa situazione è troppo per te da sopportare. Egli provvederà per te una forza soprannaturale. Ti donerà ciò di cui hai bisogno per andare avanti” by David Wilkerson

 

UN PO’ DI LIEVITO

UN PO’ DI LIEVITO

Paolo chiese alla chiesa di Galati, “Voi correvate bene; chi vi ha ostacolato impedendovi di ubbidire alla verità? Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta” (Galati 5:7-9).

Paolo qui si riferisce a una mentalità, a una credenza dottrinale o un punto teologico. Sta chiedendo, “Cosa c’è nella vostra vita che vi trattiene dal proseguire nella piena benedizione di Cristo? Andavate così bene un tempo. Vi conosco come persone di preghiera e operate diligentemente per compiere buone opere, però c’è qualcosa che non va. Non vi vedo più crescere. Piuttosto, siete tornati ad affidarvi alla carne. Non sento il dolce profumo di Cristo che una volta avevate. La vostra certezza, chiarezza, la vostra visione, sono sparite. Qualcosa vi sta ostacolando.

“Cosa può avervi persuaso ad adagiarvi in questa condizione? Qualsiasi cosa sia, vi dico che non è da parte di Dio. Infatti, avverto che c’è del lievito in voi, una qualche sorta di compromesso. Qualcosa vi sta offuscando, qualcosa alla quale, forse, vi state aggrappando. E sta facendo in modo che il Signore non sia contento di voi. Ditemi, di cosa si tratta?”

Conosco così tanti cristiani oggi che una volta erano potentemente usati da Dio. Queste persone erano santi devoti, credenti, di preghiera. Ma poi è successo loro qualcosa che, in qualche modo, ha impedito loro di sperimentare la pienezza della benedizione di Cristo.

Ciò riguarda anche molti ministri che conosco. Questi uomini hanno visto vittoria dopo vittoria nel loro cammino col Signore, ma qualcosa si è insinuato nella loro vita, qualche compromesso e, col tempo, vi si sono rassegnati. Spesso quel lievito ostacolante era un solo peccato schiacciante.

A tutte queste persone, Paolo chiede, “Cos’è successo? Cosa sta impedendo il fluire della benedizione di Cristo nella tua vita? Quale lievito si è insinuato?”

Paolo termina questo passo avvertendo i galati, “Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta” (Galati 5:9). by David Wilkerson

DOVE STIAMO ANDANDO?

DOVE STIAMO ANDANDO?

Fu per fede che Abraamo obbedì alla chiamata di Dio e camminò verso un paese che avrebbe ricevuto come promessa ed eredità. Lasciò il suo paese e camminò per fede, non sapendo dove stesse andando (leggi Genesi 12:1).

Riesci ad immaginare la conversazione che sarà intercorsa fra Abraamo e la sua amata moglie Sarah, quando questa selvaggia avventura cominciò? Abraamo era un uomo di successo, prosperoso e ben radicato nella sua comunità. Lui e Sarah avevano lavorato duro e stavano godendo il frutto dei loro sforzi. Dopo tutto se lo meritavano, no?

Una sera, quando Sarah guardò suo marito, notò che era pensieroso e particolarmente emotivo. Lui non disse nulla finché non arrivò a casa.

“Tesoro, qual è il problema? Sai che puoi dirmi tutto”, sussurrò Sarah.

Abraamo le raccontò subito tutto: “sono stato in preghiera per molti mesi in merito a questo ed ho questa profonda convinzione, questa impressione che non riesco a togliermi dalla mente che noi dobbiamo andare via, uscire dalla casa di mio padre, lasciare tutto ciò che conosciamo. E sento che facendo questo ed obbedendo a Dio, saremo benedetti”.

Se sei sposato, puoi immaginare la scena e riuscire quasi a sentire la conversazione che seguì! “Cosa vuoi dire, stiamo partendo? Siamo felici qui! È sicuro! Mi piace stare qui! Tu ed io sappiamo gli orrori che si stanno verificando nelle città intorno a noi!”

Abraamo rispose nel miglior modo possibile: “Dio ci sta guidando, Sarah. Io lo so. Ho costruito un altare a Lui e sono serio. Dobbiamo andare!”

Mentre Abraamo continuava a ripetere: “dobbiamo andare, dobbiamo andare”, all’improvviso Sarah chiese: “dove stiamo andando?” Silenzio. Ma dopo Abraamo rispose con aria imbarazzata: “Beh, questa è la parte più eccitante! Dio non mi ha ancora detto dove!”

Il padre della fede camminò, non sapendo dove stava andando!

Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo. by Claude Houde

RICEVERE INSEGNAMENTO DA GESU’

RICEVERE INSEGNAMENTO DA GESU’

Hai ricevuto insegnamento da Gesù nella tua cameretta? L’hai cercato per ricevere qualcosa che non puoi ottenere da libri o insegnanti? Sei rimasto silenziosamente alla Sua presenza, aspettando di sentire la Sua voce? La Bibbia dice che ogni verità risiede in Cristo e solo Lui te la può impartire, mediante il Suo benedetto Spirito Santo.

Potrebbe sorgerti una domanda: “Non è pericoloso aprire la mia mente a una voce dolce e sottile? Non è per questo che molti cristiani si cacciano nei guai? Il nemico subentra per imitare la voce di Dio, dicendo loro di credere o fare cose ridicole – e finiscono per essere ingannati. La Bibbia non è forse l’unica voce che dovremmo seguire? Lo Spirito Santo non è il nostro unico insegnante?”

Ecco cosa credo in materia:
1. Come il Padre e il Figlio, lo Spirito Santo è una persona divina distinta, vivente, potente, intelligente. Egli non è una persona in carne ed ossa, ma è spirito, una personalità unica. Ed Egli governa la Chiesa. Porta ordine divino, consola i sofferenti, rafforza i deboli e ci insegna le ricchezze di Cristo.
2. La Scrittura definisce lo Spirito Santo “lo Spirito del Figlio”: “Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori” (Galati 4:6). Egli è anche noto come lo Spirito di Cristo: “…che erano indicate dallo Spirito di Cristo che era in loro” (1 Pietro 1:11). “Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui” (Romani 8:9). È chiaro che lo Spirito di Dio e lo Spirito di Cristo siano la stessa cosa. Cristo è Dio e lo stesso Spirito viene emanato da entrambi. Lo Spirito Santo è sia l’essenza del Padre che del Figlio e viene mandato da entrambi.
3. C’è un modo in cui possiamo essere protetti dall’inganno durante una preghiera profonda e di ricerca. La nostra protezione sta nell’attesa. La voce della carne è sempre frettolosa. Vuole gratificazione istantanea, quindi non ha pazienza. È sempre concentrata sull’io che sul Signore, cerca sempre di farci sbrigare ad andare via dalla presenza di Dio. by David Wilkerson

PICCOLE COSE

PICCOLE COSE

Salomone scrisse, “Prendete le volpi, le piccole volpi che danneggiano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore” (Cantico dei cantici 2:15). Salomone avverte che spesso sono le cose piccole e assillanti a trattenerci dal camminare pienamente nella chiamata di Dio e nella vita abbondante in Lui.

Ricordi quando hai donato la tua vita a Gesù? Come altri neo-cristiani, il tuo cuore forse era pieno di propositi. Sperimentavi l’amore guaritore di Dio e desideravi condividerlo con altri, evangelizzando, riconciliando e servendo. Andando avanti in questa nuova vita, hai iniziato a discernere meglio il tuo ruolo nel regno di Dio e i tuoi doni per servirlo. Forse hai anche avvertito una qualche chiamata al ministero.

Ma poi hai notato accadere qualcosa di peculiare. Quasi ogni giorno, la tua concentrazione su Gesù veniva invasa da altre esigenze. Saltavano fuori piccole cose, che catturavano la tua attenzione e ti distraevano in modo che, lentamente, distogliessi lo sguardo da Gesù.

Mio padre, David Wilkerson, era molto familiare con questo aspetto della vita cristiana. Era determinato ad avere una vita d’intimità con Dio attraverso la preghiera e niente poteva interrompere questo. Papà pregava tra le due e le quattro ore al giorno, a volte prendendosi un intero giorno per pregare e ci chiedeva di non interromperlo.

Il bisogno di una concentrazione intensa ci viene illustrata dalla famosa famiglia Wallenda. Si tratta di una famiglia di funamboli da oltre sette generazioni. Proprio l’anno scorso, Nik Wallenda si è aggiunto alla leggenda famigliare camminando su un filo altissimo sopra un burrone del Grand Canyon. Il vento soffiava forte quel giorno e Nik era incerto di farcela, ma una volta deciso, acquisì una concentrazione pari alla precisione di un laser. Uscì dai suoi alloggi con un’espressione che ispirava stupore. Tutti i media si zittirono e le telecamere zoomarono sul viso di Nik. Ogni suo respiro era sincronizzato col suo compito e i forti venti quel giorno non potevano competere con la sua concentrazione. Bastone in mano, si diresse verso il filo – e camminò dritto sopra il burrone, non si distrasse nemmeno per un istante.

La concentrazione di Nik Wallenda era letteralmente una questione di vita o di morte, noi però nella Chiesa di Gesù Cristo abbiamo una chiamata più alta – ma abbiamo la sua concentrazione da raggio laser? Quante volte la nostra distrazione si è tramutata in giorni, mesi, persino anni di girovagare e mediocrità? Gary Wilkerson

AMBASCIATORI DELLA PREGHIERA

AMBASCIATORI DELLA PREGHIERA

Quando andiamo a Dio in preghiera dobbiamo sapere chi Egli è quale sia la Sua volontà per noi. Dobbiamo sapere che Egli è il nostro Padre, colui che provvede ad ogni nostro bisogno, il nostro liberatore; che siamo perdonati in modo tale da poter essere ambasciatori del perdono. Dobbiamo avere la certezza nel nostro cuore che Dio è fedele da proteggerci da ogni arma del male formata contro di noi.

“Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico, e va da lui a mezzanotte e gli dice: “Amico, prestami tre pani, perché mi è arrivato un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti” (Luca 11:5-6).

Una volta che siamo completamente certi su chi Dio Sia, fidandoci pienamente del Suo supporto e della sua protezione, deve avvenire un cambiamento nelle nostre preghiere. Le preghiere non dovrebbero più riguardare noi stessi ma dovrebbero focalizzarsi sugli altri. È questo il vero potere della preghiera.

Per favore, notate che al verso cinque ci viene detto che è mezzanotte. Sono sicuro che proprio ora stiamo vivendo nel pieno della mezzanotte. Tutto ciò che conosciamo si sta muovendo verso l’ultima e finale ribellione contro le vie del Dio santo. Anche quando Paolo e Sila si ritrovarono in prigione era mezzanotte, ma decisero comunque di pregare ed adorare (leggete Atti 16:25). Improvvisamente ci fu un terremoto che scosse le fondamenta della prigione. Tutte le porte della prigione si aprirono e le catene di tutti si spezzarono. Se solo tu ed io riuscissimo imparare a pregare così in questa ora oscura!

Possiamo essere certi che Paolo e Sila non stavano semplicemente pregando: “Perdonaci dai nostri peccati e dacci il nostro pane quotidiano”. No! Credo che stessero gridando: “Dio, è mezzanotte e qui c’è un bisogno che è molto più grande di noi per poterlo risolvere”. Ci sono stati messi davanti degli amici e anch’essi sono in prigione, incatenati e senza speranza. Adesso ci ritroviamo in questa prigione e ora Tu devi darci la forza per fare la differenza”.

Come rispose Dio alla loro preghiera? Egli mise un cantico dentro il loro cuore! E mentre cominciarono ad adorare Dio affinché rispondesse al grido del loro cuore, immediatamente tutto iniziò a tremare ed il miracolo cominciò a rivelarsi. Anche il carceriere di Filippi e la sua intera famiglia arresero le loro vite a Gesù! by Carter Conlon

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo