DIRETTA VERSO UNA COLLISIONE

DIRETTA VERSO UNA COLLISIONE

Gesù ordinò ai Suoi discepoli di salire su una barca diretta verso una collisione. La Bibbia dice che Egli li “costrinse a salire sulla barca” (Matteo 14:22). La barca era diretta verso acque agitate; sarebbe stata sballottata come un pezzo di sughero; i discepoli sarebbero stati scaraventato in un’esperienza da mini-Titanic – e Gesù lo sapeva sin dall’inizio.

Dov’era Gesù? Egli era sul monte, osservando il mare, guardando i discepoli e pregando per loro che non fallissero la prova che Lui sapeva dovevano attraversare. Il viaggio in barca, la tempesta, le onde burrascose, i venti, tutto faceva parte di una prova progettata dal Padre. Stavano per imparare la più grande lezione di sempre – la lezione su come riconoscere Gesù nella tempesta!

A questo punto, i discepoli Lo riconoscevano come operatore di prodigi, l’Uomo che aveva trasformato dei pesci in cibo miracoloso. Lo riconoscevano come amico dei peccatori, Colui che aveva portato salvezza ad ogni sorta d’umanità. Lo conoscevano come Colui che provvedeva a ogni loro bisogno, persino pagando le loro tasse coi soldi tratti dalla bocca di un pesce.

Riconoscevano Gesù come “il Cristo, il Figlio di Dio”. Lo conoscevano come un insegnante, che insegnava loro come pregare, perdonare, legare e sciogliere. Sapevano che avesse parole di vita eterna. Sapevano che avesse potenza sopra ogni opera del diavolo. Non avevano però mai imparato a riconoscere Gesù nella tempesta.

Questa è la radice di molti dei nostri guai oggi. Confidiamo in Gesù affinché compia miracoli e guarigioni. Crediamo in Lui per ottenere salvezza e perdono dei peccati. Guardiamo a Lui come Colui che provvede a ogni nostro bisogno. Confidiamo in Lui affinché un giorno ci porti nella gloria. Quando però una tempesta improvvisa si abbatte su di noi e tutto sembra crollare, troviamo difficile vedere Gesù vicino a noi. Non riusciamo a credere che possa permettere delle tempeste per insegnarci come avere fiducia. Non siamo mai abbastanza certi che Egli sia vicino quando le cose si agitano davvero.

C’era una sola lezione che i discepoli dovevano imparare in questa tempesta – una sola! Una lezione semplice – non una profonda, mistica, da far tremare la terra. Gesù voleva semplicemente che confidassero in Lui come loro Signore in ogni tempesta della vita. Voleva semplicemente che i discepoli mantenessero la loro fiducia e allegrezza persino nei momento più neri della prova. Tutto qua! by David Wilkerson

IL SUO PIANO PERFETTO

IL SUO PIANO PERFETTO

Uno dei passi più incoraggianti della Bibbia si trova in 2 Corinzi 4:7: “Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l’eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi”. Poi Paolo prosegue descrivendo quei vasi di terra – uomini morenti, aggravati da ogni lato, perplessi, perseguitati, abbattuti. E sebbene mai abbandonati o disperati, quegli uomini usati da Dio soffrivano continuamente sotto il peso dei loro corpi, aspettando ansiosamente di essere rivestiti di corpi nuovi.

Dio si fa beffe della potenza umana. Egli ride dei nostri sforzi egoistici di essere buoni. Egli non usa mai i superiori e i potenti, piuttosto, Egli usa le cose deboli di questo mondo per confondere le sagge.

“Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza” (1 Corinzi 1:26-29).

Descrive proprio me! Una cosa debole, una cosa stolta, una cosa disprezzata, non proprio nobile, non proprio brillante. Tuttavia, nel Suo piano perfetto – il più grande mistero sulla terra – Dio ci chiama nella nostra debolezza. Egli ripone il Suo tesoro inestimabile in questi vasi di terra perché Si diletta nel fare l’impossibile dal nulla.

Ho visto Israel Narvaez, il capo della gang Mau Mau, inginocchiarsi e ricevere Cristo come Signore. Non fu solo un’esperienza emotiva, superficiale – fu reale. Israel però tornò alla sua gang e finì in prigione, complice di un omicidio. Dio lo aveva forse abbandonato? Neanche per un istante! Oggi Israel è un ministro dell’evangelo, avendo accettato l’amore e il perdono di un Salvatore benevolo.

Sei venuto meno? C’è un peccato che tanto facilmente ti schiaccia? Ti senti come un codardo indebolito, incapace di ottenere vittoria su un peccato segreto? Insieme a quella debolezza però c’è anche fame di Dio? Aneli Lui – Lo ami – vuoi stargli vicino? Quella fame e quella sete sono la chiave per la tua vittoria. Ciò ti separa da tutti gli altri colpevoli di essere venuti meno davanti a Dio. Devi tenere viva quella fame. Continua ad avere sete di giustizia. Non giustificare mai la tua debolezza, non cedere mai ad essa e non accettarla mai come parte della tua vita. by David Wilkerson

DOVE STIAMO ANDANDO?

DOVE STIAMO ANDANDO?

Fu per fede che Abraamo obbedì alla chiamata di Dio e camminò verso un paese che avrebbe ricevuto come promessa ed eredità. Lasciò il suo paese e camminò per fede, non sapendo dove stesse andando (leggi Genesi 12:1).

Riesci ad immaginare la conversazione che sarà intercorsa fra Abraamo e la sua amata moglie Sarah, quando questa selvaggia avventura cominciò? Abraamo era un uomo di successo, prosperoso e ben radicato nella sua comunità. Lui e Sarah avevano lavorato duro e stavano godendo il frutto dei loro sforzi. Dopo tutto se lo meritavano, no?

Una sera, quando Sarah guardò suo marito, notò che era pensieroso e particolarmente emotivo. Lui non disse nulla finché non arrivò a casa.

“Tesoro, qual è il problema? Sai che puoi dirmi tutto”, sussurrò Sarah.

Abraamo le raccontò subito tutto: “sono stato in preghiera per molti mesi in merito a questo ed ho questa profonda convinzione, questa impressione che non riesco a togliermi dalla mente che noi dobbiamo andare via, uscire dalla casa di mio padre, lasciare tutto ciò che conosciamo. E sento che facendo questo ed obbedendo a Dio, saremo benedetti”.

Se sei sposato, puoi immaginare la scena e riuscire quasi a sentire la conversazione che seguì! “Cosa vuoi dire, stiamo partendo? Siamo felici qui! È sicuro! Mi piace stare qui! Tu ed io sappiamo gli orrori che si stanno verificando nelle città intorno a noi!”

Abraamo rispose nel miglior modo possibile: “Dio ci sta guidando, Sarah. Io lo so. Ho costruito un altare a Lui e sono serio. Dobbiamo andare!”

Mentre Abraamo continuava a ripetere: “dobbiamo andare, dobbiamo andare”, all’improvviso Sarah chiese: “dove stiamo andando?” Silenzio. Ma dopo Abraamo rispose con aria imbarazzata: “Beh, questa è la parte più eccitante! Dio non mi ha ancora detto dove!”

Il padre della fede camminò, non sapendo dove stava andando!

Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo. by Claude Houde

RICEVERE INSEGNAMENTO DA GESU’

RICEVERE INSEGNAMENTO DA GESU’

Hai ricevuto insegnamento da Gesù nella tua cameretta? L’hai cercato per ricevere qualcosa che non puoi ottenere da libri o insegnanti? Sei rimasto silenziosamente alla Sua presenza, aspettando di sentire la Sua voce? La Bibbia dice che ogni verità risiede in Cristo e solo Lui te la può impartire, mediante il Suo benedetto Spirito Santo.

Potrebbe sorgerti una domanda: “Non è pericoloso aprire la mia mente a una voce dolce e sottile? Non è per questo che molti cristiani si cacciano nei guai? Il nemico subentra per imitare la voce di Dio, dicendo loro di credere o fare cose ridicole – e finiscono per essere ingannati. La Bibbia non è forse l’unica voce che dovremmo seguire? Lo Spirito Santo non è il nostro unico insegnante?”

Ecco cosa credo in materia:
1. Come il Padre e il Figlio, lo Spirito Santo è una persona divina distinta, vivente, potente, intelligente. Egli non è una persona in carne ed ossa, ma è spirito, una personalità unica. Ed Egli governa la Chiesa. Porta ordine divino, consola i sofferenti, rafforza i deboli e ci insegna le ricchezze di Cristo.
2. La Scrittura definisce lo Spirito Santo “lo Spirito del Figlio”: “Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori” (Galati 4:6). Egli è anche noto come lo Spirito di Cristo: “…che erano indicate dallo Spirito di Cristo che era in loro” (1 Pietro 1:11). “Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui” (Romani 8:9). È chiaro che lo Spirito di Dio e lo Spirito di Cristo siano la stessa cosa. Cristo è Dio e lo stesso Spirito viene emanato da entrambi. Lo Spirito Santo è sia l’essenza del Padre che del Figlio e viene mandato da entrambi.
3. C’è un modo in cui possiamo essere protetti dall’inganno durante una preghiera profonda e di ricerca. La nostra protezione sta nell’attesa. La voce della carne è sempre frettolosa. Vuole gratificazione istantanea, quindi non ha pazienza. È sempre concentrata sull’io che sul Signore, cerca sempre di farci sbrigare ad andare via dalla presenza di Dio. by David Wilkerson

PICCOLE COSE

PICCOLE COSE

Salomone scrisse, “Prendete le volpi, le piccole volpi che danneggiano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore” (Cantico dei cantici 2:15). Salomone avverte che spesso sono le cose piccole e assillanti a trattenerci dal camminare pienamente nella chiamata di Dio e nella vita abbondante in Lui.

Ricordi quando hai donato la tua vita a Gesù? Come altri neo-cristiani, il tuo cuore forse era pieno di propositi. Sperimentavi l’amore guaritore di Dio e desideravi condividerlo con altri, evangelizzando, riconciliando e servendo. Andando avanti in questa nuova vita, hai iniziato a discernere meglio il tuo ruolo nel regno di Dio e i tuoi doni per servirlo. Forse hai anche avvertito una qualche chiamata al ministero.

Ma poi hai notato accadere qualcosa di peculiare. Quasi ogni giorno, la tua concentrazione su Gesù veniva invasa da altre esigenze. Saltavano fuori piccole cose, che catturavano la tua attenzione e ti distraevano in modo che, lentamente, distogliessi lo sguardo da Gesù.

Mio padre, David Wilkerson, era molto familiare con questo aspetto della vita cristiana. Era determinato ad avere una vita d’intimità con Dio attraverso la preghiera e niente poteva interrompere questo. Papà pregava tra le due e le quattro ore al giorno, a volte prendendosi un intero giorno per pregare e ci chiedeva di non interromperlo.

Il bisogno di una concentrazione intensa ci viene illustrata dalla famosa famiglia Wallenda. Si tratta di una famiglia di funamboli da oltre sette generazioni. Proprio l’anno scorso, Nik Wallenda si è aggiunto alla leggenda famigliare camminando su un filo altissimo sopra un burrone del Grand Canyon. Il vento soffiava forte quel giorno e Nik era incerto di farcela, ma una volta deciso, acquisì una concentrazione pari alla precisione di un laser. Uscì dai suoi alloggi con un’espressione che ispirava stupore. Tutti i media si zittirono e le telecamere zoomarono sul viso di Nik. Ogni suo respiro era sincronizzato col suo compito e i forti venti quel giorno non potevano competere con la sua concentrazione. Bastone in mano, si diresse verso il filo – e camminò dritto sopra il burrone, non si distrasse nemmeno per un istante.

La concentrazione di Nik Wallenda era letteralmente una questione di vita o di morte, noi però nella Chiesa di Gesù Cristo abbiamo una chiamata più alta – ma abbiamo la sua concentrazione da raggio laser? Quante volte la nostra distrazione si è tramutata in giorni, mesi, persino anni di girovagare e mediocrità? Gary Wilkerson

AMBASCIATORI DELLA PREGHIERA

AMBASCIATORI DELLA PREGHIERA

Quando andiamo a Dio in preghiera dobbiamo sapere chi Egli è quale sia la Sua volontà per noi. Dobbiamo sapere che Egli è il nostro Padre, colui che provvede ad ogni nostro bisogno, il nostro liberatore; che siamo perdonati in modo tale da poter essere ambasciatori del perdono. Dobbiamo avere la certezza nel nostro cuore che Dio è fedele da proteggerci da ogni arma del male formata contro di noi.

“Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico, e va da lui a mezzanotte e gli dice: “Amico, prestami tre pani, perché mi è arrivato un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti” (Luca 11:5-6).

Una volta che siamo completamente certi su chi Dio Sia, fidandoci pienamente del Suo supporto e della sua protezione, deve avvenire un cambiamento nelle nostre preghiere. Le preghiere non dovrebbero più riguardare noi stessi ma dovrebbero focalizzarsi sugli altri. È questo il vero potere della preghiera.

Per favore, notate che al verso cinque ci viene detto che è mezzanotte. Sono sicuro che proprio ora stiamo vivendo nel pieno della mezzanotte. Tutto ciò che conosciamo si sta muovendo verso l’ultima e finale ribellione contro le vie del Dio santo. Anche quando Paolo e Sila si ritrovarono in prigione era mezzanotte, ma decisero comunque di pregare ed adorare (leggete Atti 16:25). Improvvisamente ci fu un terremoto che scosse le fondamenta della prigione. Tutte le porte della prigione si aprirono e le catene di tutti si spezzarono. Se solo tu ed io riuscissimo imparare a pregare così in questa ora oscura!

Possiamo essere certi che Paolo e Sila non stavano semplicemente pregando: “Perdonaci dai nostri peccati e dacci il nostro pane quotidiano”. No! Credo che stessero gridando: “Dio, è mezzanotte e qui c’è un bisogno che è molto più grande di noi per poterlo risolvere”. Ci sono stati messi davanti degli amici e anch’essi sono in prigione, incatenati e senza speranza. Adesso ci ritroviamo in questa prigione e ora Tu devi darci la forza per fare la differenza”.

Come rispose Dio alla loro preghiera? Egli mise un cantico dentro il loro cuore! E mentre cominciarono ad adorare Dio affinché rispondesse al grido del loro cuore, immediatamente tutto iniziò a tremare ed il miracolo cominciò a rivelarsi. Anche il carceriere di Filippi e la sua intera famiglia arresero le loro vite a Gesù! by Carter Conlon

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo

SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

“Se camminiamo in mezzo alle difficoltà, tu mi ridai la vita; tu stendi la mano contro l’ira dei miei nemici e la tua destra mi salva” (Salmo 138:7)

Nei suoi ultimi anni di vita, una timorata donna di Dio, ricordata sopratutto per l’impegno profuso per salvare la vita di molti ebrei dai nazisti, spesso iniziava la propria testimonianza presentando all’uditorio un pezzo di stoffa ricamato.
Mostrava prima la bellezza della parte finemente lavorata, con fili variopinti che formavano un bellissimo disegno; la paragonava al piano di Dio per la nostra vita.
Poi girava la stoffa, e ne esibiva la parte aggrovigliata e confusa, spiegando come, molto spesso, noi consideriamo la vita e le cose che ci accadono da un punto di vista puramente umano.

Infine recitava la poesia del tessitore: “La mia vita non è altro che un tessuto che si stende fra me e il mio Dio. Non sono io che scelgo, ma Lui, che le lavora per rendermi stabile. Spesso Egli tesse il colore, e io, con ridicolo orgoglio, dimentico che Dio vede la parte superiore ed io quella inferiore. Soltanto quando il telaio si fermerà e la spola cesserà di librarsi tra i fili, allora il Signore capovolgerà la stoffa e mi illustrerà il Suo disegno. I fili scuri sono necessari, nelle mani di chi ricama, quanto i fili d’oro e d’argento nel disegno che Egli ha preparato”.

La sfida del cristiano è avere fiducia quando tutto ciò che lo circonda somiglia a un caotico groviglio. L’apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi dalla prigione, riprende lo stesso concetto: “E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”(1:6).
Da che parte del ricamo ci troviamo oggi? Le parole di un inno, riprendendo questo salmo dicono: ” Quando non possiamo vedere il Suo piano, quando non comprendiamo e tutto è buio davanti a noi, possiamo fidarci dell’amore del Suo cuore. Dio è saggio e non sbaglia mai. Egli compirà e completerà il Suo piano in noi”. by George O. Wood – Tratto da: ” Un Salmo per Oggi”.

LA “TRAPPOLA D’AMORE” DI SATANA

LA “TRAPPOLA D’AMORE” DI SATANA

Quando la chiesa mondiale del diavolo infine proclamerà il proprio messaggio in tutta la terra, milioni di cristiani tiepidi saranno sedotti. Essi ragioneranno, “Questa unione di tutte le chiese dev’essere una cosa buona. I suoi capi parlano così tanto di Gesù. Chiunque parli così tanto di Gesù deve avere una fede cristiana legittima”.

Non potrebbero sbagliarsi di più. Il mantra stesso dell’unione diabolica voluta da Satana sarà, “Gesù, Gesù, Gesù”. Oggi, i capi evangelici si chiedono già, “Perché tutti questi gruppi non possono essere uno in Gesù? Dopo tutto, i giudei riconoscono Gesù come un profeta. I musulmani Lo vedono come un uomo buono e un grande insegnante. Persino i sikh e gli induisti rispettano Gesù”.

Lascia che mi fermi un attimo per chiarire una cosa: sono grato per l’unità nazionale sorta dalla tragedia dell’11 Settembre del 2001. Sono grato che americani di diversi credi siano stati in grado di unirsi come una nazione unita e ho pregato che quell’unità restasse ancora dopo la fine del lutto.

Ma l’unione delle religioni che stiamo per vedere coinvolgerà qualcosa di totalmente diverso. Ciò che prevedo fa parte della profezia di Gesù, “Molti mi diranno in quel giorno, ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?’” (Matteo 7:22).

Quasi tutte le religioni compiono esorcismi e alcune chiese vantano grandi successi nell’esorcizzare demoni, ma molte di queste chiese compiono i propri esorcismi, insegnamenti e buone opere in un nome diverso da quello di Gesù. Come Cristo sottolineò, queste persone diranno nel giorno del giudizio, “Signore, abbiamDo fatto tutto questo nel Tuo nome. Eravamo il Tuo popolo”. “E allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità” (7:23).

Gesù dirà loro, “Io non vi conosco e sicuramente voi non conoscete Me. Io ero il vivente Figlio di Dio ma voi avete detto a tutti che fossi solo un uomo, avete cercato di svuotare la potenza del Mio vangelo. Avevate il Gesù sbagliato. Ora, dipartitevi da Me, poiché non avete alcuna parte nel Mio Regno”. by David Wilkerson

PIENAMENTE PREPARATI

PIENAMENTE PREPARATI

Voglio essere un soldato che sia pienamente preparato per il campo di battaglia. So che la vittoria viene conquistata molto prima che inizi la battaglia. È vinta nel centro di reclutamento, nell’addestramento e nella formazione. Quando il nemico giungerà a me all’improvviso, avrò bisogno di tutte le munizioni disponibili, e quelle munizioni vengono fornite dalla potente Parola di Dio che nascondo nel mio cuore. Così, la prossima volta che il diavolo mi attacca, sono certo di avere delle riserve alle quali attingere. Avrò vinto la battaglia da solo con Dio, prima di scendere nel campo di battaglia.

Sei un soldato impegnato e credi che Dio ti stia equipaggiando anche adesso? Se è così, allora stai adempiendo a tre requisiti:
1. Sei un diligente lettore della Parola di Dio.

Nello studiare la Scrittura, inizi a comprendere quanto Dio ti ami. Se non sei convinto del Suo amore assoluto, non sarai in grado di gestire alcuna crisi incombente e ti convincerai del Suo amore solo divorando la Sua Parola.

2. Coltivi intimità quotidiana con Dio, attraverso un tempo di preghiera di qualità.

Il nostro Signore vuole che gridiamo a Lui nel momento della crisi, ma la preghiera durante le nostre avversità non basta. Dobbiamo ricercare nostro Padre anche nei momenti buoni. La nostra fede non è destinata ad essere solo situazionale. Deve provenire da un rapporto costante col Signore.

3. Confidi che Dio non permetterà che affronti alcuna prova senza creare un modo per fartela sopportare.

Se una grande prova dovesse sopraggiungere, non devi preoccuparti se sarai forte o cederai. Nostro Padre dona la grazia quando essa è necessaria e se hai sviluppato un rapporto stretto e intimo con Lui, Egli spanderà la Sua grazia duratura su te quando ne avrai bisogno.

Dio ti invita ad entrare nel Suo riposo – oggi.

“Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28). by David Wilkerson

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

Per entrare nel riposo di Dio, dobbiamo rinunciare ai nostri sforzi e al nostro sudore. Soltanto la fede ci da accesso a questo riposo perfetto: “Noi infatti, che abbiamo creduto, entriamo nel riposo” (Ebrei 4:3). Con parole semplici, dobbiamo disporre i nostri cuori a credere che Dio sia fedele a liberarci in ogni circostanza, a prescindere da quanto sembri impossibile.

“Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch’egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue” (Ebrei 4:10). Quando siamo nel riposo di Cristo, non cerchiamo più di indossare una maschera coraggiosa in tempi di avversità. Non ostentiamo una falsa accettazione della nostra crisi e non ci preoccupiamo di poter cedere alla paura e iniziare a mettere in discussione l’amore di Dio. In breve, la nostra “mentalità da opere” ha cessato di motivarci. Ora abbiamo imparato a confidare semplicemente nel Signore.

In che modo sviluppiamo tale fiducia? Cerchiamo il Signore in preghiera, meditiamo la Sua Parola e camminiamo in obbedienza. Obietterai, “Ma queste cose sono opere”. Non sono d’accordo. Sono atti di fede. Se osserveremo tali discipline, confidiamo che lo Spirito Santo sia all’opera in noi, edificando una riserva di forza per il momento del bisogno. Forse non avvertiamo il potenziamo di Dio all’opera dentro di noi, o la Sua potenza che viene edificato in noi, ma quando arriverà la prossima prova, queste risorse celestiali si manifesteranno in noi.

Questo è il motivo primario per cui cerco il Signore diligentemente – digiunando, pregando, studiando, cercando di obbedire ai Suoi comandamenti per la potenza dello Spirito Santo. Non è perché sono un ministro che vuole dare il buon esempio. Faccio queste cose perché so di avere ancora molte prove davanti a me. Finché servirò il Signore, il diavolo non mi darà mai tregua. Affronterò guerre intense, attacchi a sorpresa e, nonostante tutte le vittorie e la pace già sperimentate, avrò sempre bisogno delle risorse del cielo che mi aiutino a resistere. by David Wilkerson