SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

SOLTANTO DIO E’ DEGNO DI FIDUCIA

“Se camminiamo in mezzo alle difficoltà, tu mi ridai la vita; tu stendi la mano contro l’ira dei miei nemici e la tua destra mi salva” (Salmo 138:7)

Nei suoi ultimi anni di vita, una timorata donna di Dio, ricordata sopratutto per l’impegno profuso per salvare la vita di molti ebrei dai nazisti, spesso iniziava la propria testimonianza presentando all’uditorio un pezzo di stoffa ricamato.
Mostrava prima la bellezza della parte finemente lavorata, con fili variopinti che formavano un bellissimo disegno; la paragonava al piano di Dio per la nostra vita.
Poi girava la stoffa, e ne esibiva la parte aggrovigliata e confusa, spiegando come, molto spesso, noi consideriamo la vita e le cose che ci accadono da un punto di vista puramente umano.

Infine recitava la poesia del tessitore: “La mia vita non è altro che un tessuto che si stende fra me e il mio Dio. Non sono io che scelgo, ma Lui, che le lavora per rendermi stabile. Spesso Egli tesse il colore, e io, con ridicolo orgoglio, dimentico che Dio vede la parte superiore ed io quella inferiore. Soltanto quando il telaio si fermerà e la spola cesserà di librarsi tra i fili, allora il Signore capovolgerà la stoffa e mi illustrerà il Suo disegno. I fili scuri sono necessari, nelle mani di chi ricama, quanto i fili d’oro e d’argento nel disegno che Egli ha preparato”.

La sfida del cristiano è avere fiducia quando tutto ciò che lo circonda somiglia a un caotico groviglio. L’apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi dalla prigione, riprende lo stesso concetto: “E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”(1:6).
Da che parte del ricamo ci troviamo oggi? Le parole di un inno, riprendendo questo salmo dicono: ” Quando non possiamo vedere il Suo piano, quando non comprendiamo e tutto è buio davanti a noi, possiamo fidarci dell’amore del Suo cuore. Dio è saggio e non sbaglia mai. Egli compirà e completerà il Suo piano in noi”. by George O. Wood – Tratto da: ” Un Salmo per Oggi”.

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LA “TRAPPOLA D’AMORE” DI SATANA

LA “TRAPPOLA D’AMORE” DI SATANA

Quando la chiesa mondiale del diavolo infine proclamerà il proprio messaggio in tutta la terra, milioni di cristiani tiepidi saranno sedotti. Essi ragioneranno, “Questa unione di tutte le chiese dev’essere una cosa buona. I suoi capi parlano così tanto di Gesù. Chiunque parli così tanto di Gesù deve avere una fede cristiana legittima”.

Non potrebbero sbagliarsi di più. Il mantra stesso dell’unione diabolica voluta da Satana sarà, “Gesù, Gesù, Gesù”. Oggi, i capi evangelici si chiedono già, “Perché tutti questi gruppi non possono essere uno in Gesù? Dopo tutto, i giudei riconoscono Gesù come un profeta. I musulmani Lo vedono come un uomo buono e un grande insegnante. Persino i sikh e gli induisti rispettano Gesù”.

Lascia che mi fermi un attimo per chiarire una cosa: sono grato per l’unità nazionale sorta dalla tragedia dell’11 Settembre del 2001. Sono grato che americani di diversi credi siano stati in grado di unirsi come una nazione unita e ho pregato che quell’unità restasse ancora dopo la fine del lutto.

Ma l’unione delle religioni che stiamo per vedere coinvolgerà qualcosa di totalmente diverso. Ciò che prevedo fa parte della profezia di Gesù, “Molti mi diranno in quel giorno, ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?’” (Matteo 7:22).

Quasi tutte le religioni compiono esorcismi e alcune chiese vantano grandi successi nell’esorcizzare demoni, ma molte di queste chiese compiono i propri esorcismi, insegnamenti e buone opere in un nome diverso da quello di Gesù. Come Cristo sottolineò, queste persone diranno nel giorno del giudizio, “Signore, abbiamDo fatto tutto questo nel Tuo nome. Eravamo il Tuo popolo”. “E allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità” (7:23).

Gesù dirà loro, “Io non vi conosco e sicuramente voi non conoscete Me. Io ero il vivente Figlio di Dio ma voi avete detto a tutti che fossi solo un uomo, avete cercato di svuotare la potenza del Mio vangelo. Avevate il Gesù sbagliato. Ora, dipartitevi da Me, poiché non avete alcuna parte nel Mio Regno”. by David Wilkerson

PIENAMENTE PREPARATI

PIENAMENTE PREPARATI

Voglio essere un soldato che sia pienamente preparato per il campo di battaglia. So che la vittoria viene conquistata molto prima che inizi la battaglia. È vinta nel centro di reclutamento, nell’addestramento e nella formazione. Quando il nemico giungerà a me all’improvviso, avrò bisogno di tutte le munizioni disponibili, e quelle munizioni vengono fornite dalla potente Parola di Dio che nascondo nel mio cuore. Così, la prossima volta che il diavolo mi attacca, sono certo di avere delle riserve alle quali attingere. Avrò vinto la battaglia da solo con Dio, prima di scendere nel campo di battaglia.

Sei un soldato impegnato e credi che Dio ti stia equipaggiando anche adesso? Se è così, allora stai adempiendo a tre requisiti:
1. Sei un diligente lettore della Parola di Dio.

Nello studiare la Scrittura, inizi a comprendere quanto Dio ti ami. Se non sei convinto del Suo amore assoluto, non sarai in grado di gestire alcuna crisi incombente e ti convincerai del Suo amore solo divorando la Sua Parola.

2. Coltivi intimità quotidiana con Dio, attraverso un tempo di preghiera di qualità.

Il nostro Signore vuole che gridiamo a Lui nel momento della crisi, ma la preghiera durante le nostre avversità non basta. Dobbiamo ricercare nostro Padre anche nei momenti buoni. La nostra fede non è destinata ad essere solo situazionale. Deve provenire da un rapporto costante col Signore.

3. Confidi che Dio non permetterà che affronti alcuna prova senza creare un modo per fartela sopportare.

Se una grande prova dovesse sopraggiungere, non devi preoccuparti se sarai forte o cederai. Nostro Padre dona la grazia quando essa è necessaria e se hai sviluppato un rapporto stretto e intimo con Lui, Egli spanderà la Sua grazia duratura su te quando ne avrai bisogno.

Dio ti invita ad entrare nel Suo riposo – oggi.

“Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28). by David Wilkerson

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

ENTRARE NEL RIPOSO DI DIO

Per entrare nel riposo di Dio, dobbiamo rinunciare ai nostri sforzi e al nostro sudore. Soltanto la fede ci da accesso a questo riposo perfetto: “Noi infatti, che abbiamo creduto, entriamo nel riposo” (Ebrei 4:3). Con parole semplici, dobbiamo disporre i nostri cuori a credere che Dio sia fedele a liberarci in ogni circostanza, a prescindere da quanto sembri impossibile.

“Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch’egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue” (Ebrei 4:10). Quando siamo nel riposo di Cristo, non cerchiamo più di indossare una maschera coraggiosa in tempi di avversità. Non ostentiamo una falsa accettazione della nostra crisi e non ci preoccupiamo di poter cedere alla paura e iniziare a mettere in discussione l’amore di Dio. In breve, la nostra “mentalità da opere” ha cessato di motivarci. Ora abbiamo imparato a confidare semplicemente nel Signore.

In che modo sviluppiamo tale fiducia? Cerchiamo il Signore in preghiera, meditiamo la Sua Parola e camminiamo in obbedienza. Obietterai, “Ma queste cose sono opere”. Non sono d’accordo. Sono atti di fede. Se osserveremo tali discipline, confidiamo che lo Spirito Santo sia all’opera in noi, edificando una riserva di forza per il momento del bisogno. Forse non avvertiamo il potenziamo di Dio all’opera dentro di noi, o la Sua potenza che viene edificato in noi, ma quando arriverà la prossima prova, queste risorse celestiali si manifesteranno in noi.

Questo è il motivo primario per cui cerco il Signore diligentemente – digiunando, pregando, studiando, cercando di obbedire ai Suoi comandamenti per la potenza dello Spirito Santo. Non è perché sono un ministro che vuole dare il buon esempio. Faccio queste cose perché so di avere ancora molte prove davanti a me. Finché servirò il Signore, il diavolo non mi darà mai tregua. Affronterò guerre intense, attacchi a sorpresa e, nonostante tutte le vittorie e la pace già sperimentate, avrò sempre bisogno delle risorse del cielo che mi aiutino a resistere. by David Wilkerson

VIVERE NEL RIPOSO DI DIO

VIVERE NEL RIPOSO DI DIO

Mia moglie Gwen aveva solo trentaquattro anni la prima volta che scoprirono un cancro in lei. Restammo devastati dalla notizia. Ci eravamo appena trasferiti a New York per iniziare un ministero con le gang di strada. Ora, mentre camminavo per le strade predicando ai membri delle bande e ai drogati, dovevo ricacciare indietro lacrime di angoscia e timore. Ma il Signore mi rassicurava sempre, “Sono fedele, David. Non abbandonerò te né i tuoi cari”. Dio camminò con me nella spaventosa avversità del cancro e in tutte quelle che seguirono.

Tuttavia, il Signore non vuole che la nostra vittoria sia semplicemente l’esperienza di una volta sola. Il suo obiettivo per noi non è quello di emergere da una crisi dicendo, “Grazie, Dio, ho conservato la fede in tutto questo”. Sì, magari ce l’hai fatta stavolta, ma come la vittoriosa Israele al Mar Rosso, alla fine arriverà un’altra prova e potrebbe trattarsi di una prova di tutt’altro tipo.

Vivere nel riposo di Dio è uno stile di vita. Egli vuole che manteniamo la Sua pace e certezza in tutte le nostre prove, sapendo che il nostro sommo sacerdote è toccato dai sentimenti delle nostre infermità.

Non fraintendermi: non sto parlando di raggiungere un qualche tipo di nirvana. Molti insegnanti New Age affermano che l’unico modo per sopportare le crisi a venire è di indurire il tuo cuore ora e uccidere tutto il tuo amore. In breve, se solo smetti di preoccuparti degli altri, non sarai ferito. Dunque, devi farti d’acciaio contro le calamità della vita.

Dio però non si è mai glorificato quando i Suoi servi si sono intorpiditi. Non è questo il Suo riposo, piuttosto, riguarda l’imparare a confidare nella Sua promessa di essere fedele verso noi in ogni cosa.

Sono padre di quattro figli e nonno, e posso dirti onestamente che non c’è stato mai un momento in cui sia riuscito a restarmene da un lato a guardare la mia progenie soffrire senza voler partecipare a quella sofferenza con loro. In momenti del genere, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per guarirli e liberarli. Ti chiedo: quanto più il nostro Padre celeste ci ama, cammina con noi nelle prove e brama guarire le nostre ferite?

“Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a coloro che gliele chiedono” (Matteo 7:11). by David Wilkerson

UN LUOGO DI PERFETTO RIPOSO

UN LUOGO DI PERFETTO RIPOSO

Esiste un luogo in Cristo in cui non esiste alcuna ansietà per il futuro. In questo luogo, non c’è paura di qualche improvvisa calamità, dell’afflizione, della disoccupazione. Non c’è timore dell’uomo, di fallire, di perdere la propria anima. Questo è un luogo di totale certezza nella fedeltà di Dio. Lo scrittore agli Ebrei lo definisce un luogo di riposo perfetto.

Fu offerto un riposo perfetto come questo ad Israele, ma il dubbio del popolo e la sua incredulità li esclusero dal riposo di Dio: “Quelli a cui prima fu annunziata la buona novella non vi entrarono a motivo della loro incredulità” (Ebrei 4:6). Gli israeliti vissero nella paura e nel terrore costante, sempre in attesa della prossima crisi. Come risultato, rimasero desolati nelle loro prove.

Se Israele fosse entrata in questo riposo, l’opera di Dio nel Suo popolo sarebbe stata completa. Ma poiché non entrarono, il Signore continua a cercare in ogni generazione un popolo che lo faccia: “Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio” (Ebrei 4:9).

Dio ci sta dicendo, “Quest’offerta di riposo è per voi – oggi. Esiste ancora un luogo in Me in cui ogni dubbio e timore non esiste più. È un luogo in cui sarai preparato per qualsiasi cosa debba accadere”. Dunque, la Sua Parola ci esorta, “Perciò, poiché rimane ancora una promessa di entrare nel suo riposo, abbiamo timore perché qualcuno di voi non ne resti escluso” (Ebrei 4:1).

Oggi migliaia nel popolo di Dio non sanno nulla di questo riposo in Cristo. Quando leggono le terribili notizie nei quotidiani – racconti di tragedie, calamità, morti – vengono inondati di paura e terrore. La loro preghiera costante è, “Oh, Dio, ti prego non prendere uno dei miei cari. Non potrei mai affrontare un dolore simile”.

Tuttavia, se sei nel riposo del Signore, non soccomberai a tale paura. Non andrai nel panico né andrai in pezzi quando sarai colpito da una crisi inaspettata. E non perderai la speranza, accusando Dio di aver causato i tuoi problemi. Sì, sopporterai il dolore comune ad ogni essere umano, ma nella tua anima sarai nel riposo, perché saprai che Dio ha il controllo di tutto ciò che ti riguarda. by David Wilkerson

LA POTENZA PROTETTRICE DI DIO

LA POTENZA PROTETTRICE DI DIO

Il mondo brama vedere la testimonianza della potenza protettrice di Dio e continuerà a chiederci fino al ritorno di Gesù, “Oh, cristiano, vedo che servi Dio fedelmente. Digiuni, preghi e testimoni della Sua gloria e potenza, eppure ora sei nella prova. Dimmi, il tuo Dio ti ha sostenuto in quest’avversità? Qual è la tua testimonianza ora che sei nella fossa dei leoni?”

Puoi immaginarti la gioia di Dario quando udì la voce di Daniele gridare, “Allora Daniele disse al re: «O re, possa tu vivere per sempre! Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le bocche dei leoni, ed essi non mi hanno fatto alcun male” (Daniele 6:21-22). Daniele era vivo e stava bene, eppure non credo che questo servo devoto abbia dormito quietamente quella notte. Non era un superuomo, non più di quanto non lo siamo noi oggi e il nostro Dio non si aspetta che agiamo innaturalmente quando affrontiamo tali crisi. I nostri sentimenti di trepidazione in questi momenti sono normali.

Penso che Daniele vegliò e pregò tutta la notte. Ogni volta che un leone sbadigliava e digrignava i denti, Daniele deve aver silenziosamente pregato, “Confido ancora, Signore. Credo che chiuderai la bocca di quell’animale”. Si tenne stretto alla sua fede e la Scrittura ci dice, “E non si trovò su di lui alcuna lesione, perché aveva confidato nel suo Dio” (Daniele 6:23).

Un uomo confidò in Dio davanti agli occhi degli uomini e un intero regno ne fu influenzato. La Bibbia afferma: “Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra…Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tremi e si tema davanti al Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che sussiste in eterno. Il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio non avrà mai fine. Egli libera, salva, e opera segni e prodigi in cielo e sulla terra; è lui che ha liberato Daniele dal potere dei leoni” (Daniele 6:25-27).

Comprendi ciò che Dario qui stava dicendo? Stava esaltando Dio, non solo per i Suoi prodigi naturali, ma perché aveva liberato Daniele dalla morte. Questo re pagano aveva bisogno di vedere un solo credente che credesse davvero in ciò che predicava e, in risposta, dichiarò, “Ho visto un uomo che ha mantenuto una testimonianza del suo Dio. Non ha mai dubitato. E il Signore l’ha liberato dalla potenza dell’inferno”. by David Wilkerson

RIPOSA IN LUI

RIPOSA IN LUI

Sotto pressione, la maggior parte di noi rimugina sui propri bisogni: “Se solo avessi questa cosa. Se solo potessi lavorare su quella debolezza”. Ma Gesù ci dice di non fissarci sui nostri bisogni, piuttosto su Colui che provvede. “Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano, non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?” (Matteo 6:25-27).

Nell’Antico Testamento, quando la situazione sembrò impossibile al re Asa, Egli si concentrò su Colui che provvede, non sul problema. Quando il regno fu circondato da un nemico imponente, privo di ogni speranza, Asa pregò, “Signore, non so cosa fare, ma il mio sguardo è fisso su di Te” (cfr. 2 Cronache 14:9-12).

Gesù ci mostra che dobbiamo rendere grazie in mezzo alle nostre situazioni. Affrontare le folle affamate con soli pochi pani e pesci, Gesù rese grazie a Dio: “Poi Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì” (Giovanni 6:11).

Gesù ringraziò il Padre prima che il bisogno venisse soddisfatto – e ne seguì un miracolo: “E, dopo che furono saziati, Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Raccogliete i pezzi avanzati perché niente si perda’. Essi dunque li raccolsero e riempirono dodici cesti con i pezzi di quei cinque pani d’orzo avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, avendo visto il segno che Gesù aveva fatto, disse: ‘Certamente costui è il profeta, che deve venire nel mondo’” (6:12-14).

La tua situazione non dipende dalle tue risorse – ma da quelle di Dio. “Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria” (Filippesi 4:19).

Forse hai pianto fino all’estremo per il tuo bisogno. Ora non è il momento di ripassare tutti i tuoi fallimenti; piuttosto, è tempo di ricordare a te stesso la bontà di Dio. È tempo di smettere di agitarti per il tuo immenso bisogno e rendergli invece grazie. È tempo di attingere forza dalla tua famiglia spirituale quando non ne hai per te stesso. Stai certo che il tuo Dio sta per mostrare la Sua grandezza nella tua vita. Credici – e trova riposo in Lui! by Gary Wilkerson