NON MOLLARE MAI

NON MOLLARE MAI

“Allora Gesù…sgridò lo spirito immondo dicendogli: «Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non entrare mai più in lui»” (Marco 9:25). Dopo che Gesù ebbe pregato, il ragazzo cadde a terra come morto ma la Scrittura dice, “Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò, ed egli si alzò in piedi” (verso 27).

Riesci a immaginarti la gioia di questa scena? Quel ragazzo pulito e liberato dev’essere corso dal padre per abbracciarlo e il cuore del padre sarà stato ricolmo di gioia. Dio aveva sistemato tutto.

Dunque, perché lo Spirito Santo mosse Marco a includere questa storia nel suo evangelo? Credo che sia stato affinché ogni genitore da quel momento in poi potesse sapere che si può confidare in Dio per un’opera impossibile con i propri figli. Il Signore stava dicendo, “Io posso ristorare qualsiasi cosa e chiunque. Se solo crederai, ogni cosa sarà possibile per te, attraverso di Me”.

In tutto il mondo oggi migliaia di genitori cristiani soffrono perché i figli giacciono sotto la potenza del diavolo. Nella nostra congregazione, vedo il dolore di madri che prendono l’autobus per tutto lo stato per fare visita ai figli in carcere. Esse conoscono il dolore di dover sedere da una parte di un vetro spesso per guardare un ragazzo che, una volta, aveva uno spirito dolce. E ora e in prigione, sempre più indurito. Per anni lei ha pregato per lui, ma ora sta perdendo la speranza. Non crede che lo vedrà mai cambiare.

Forse pensi che il tuo marito non credente sia un caso disperato, che non verrà mai a Gesù. Oppure, forse hai arreso ogni speranza per tua moglie, che ti lascia la sera per andare a fare baldoria. Ma nessuno è andato troppo lontano che Dio non possa raggiungerlo. Conosco molto coniugi cristiani che oggi testimoniano, “Ho pregato per anni per il mio coniuge; poi un giorno, dopo aver perso ogni speranza, Dio è intervenuto. Egli ha salvato e liberato il mio amato!”

Non dobbiamo mai arrenderci con nessuno – perché il nostro Dio può fare ogni cosa. by David Wilkerson 

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DIO DELL’IMPOSSIBILE

DIO DELL’IMPOSSIBILE

Non basta semplicemente credere in Dio come il creatore, colui che ha fatto ogni cosa. Dobbiamo anche credere che Egli sia un Dio che anela compiere l’impossibile nelle nostre vite. La Bibbia lo rende molto chiaro: Se non crediamo questo di Lui, non confidiamo affatto in Lui.

Secondo me, nessuna quantità di consigli farà alcun bene se si dubita che Dio possa compiere un miracolo. Non fraintendermi – non sono contrario alla consulenza cristiana, ma è inutile consigliare qualcuno che non è pienamente convinto che Dio possa risolvere il suo problema, non importa quale esso sia.

Le coppie devono credere che Dio possa salvare il loro rapporto; altrimenti, il mio consiglio è vano. Le cose potrebbero sembrare loro assolutamente disperate; forse hanno accumulato anni di risentimento e amarezza, ma devono essere convinti che Dio possa compiere l’impossibile.

Dico chiaramente a queste coppie, “Sì, vi darò consulenza, ma prima devo chiedervi: credete veramente che Dio possa aggiustare il vostro matrimonio? Avete fede che a dispetto di quanto tutto sembri impossibile, Egli abbia la potenza di ristorare il vostro rapporto?”

Alcuni rispondono, “Ma tu non sai cosa ho passato col mio coniuge. Sono stato profondamente ferito. Il mio dolore va al di là di ciò che potresti mai immaginare”. Questo tipo di risposta mi dice che si sono bevuti la bugia del diavolo. Lui li ha convinti che la loro situazione sia disperata, ma Gesù ha parlato chiaramente ad ognuno dei Suoi figli: “Le cose impossibili agli uomini, sono possibili a Dio” (Luca 18:27).

In tutta la nazione, i cristiani si stanno arrendendo davanti ai loro problemi matrimoniali. Persino alcuni dei miei amici ministri stanno divorziando. Quando parlo con loro della situazione che vivono, mi rendo conto che non pensano che il loro matrimonio possa essere sanato. Non confidano che Dio possa compiere l’impossibile per loro.

Non crediamo veramente in Dio se non crediamo che Egli sia il Dio dell’impossibile! by David Wilkerson

DIO PUO’

DIO PUO’

Probabilmente ricorderai la storia della Genesi in cui Dio appare ad Abrahamo. Il patriarca sedeva alla porta della sua tenda nella calura del giorno, quando all’improvviso tre uomini apparvero davanti a lui, sotto un albero. Abrahamo andò loro incontro, preparò del cibo e s’intrattenne presso di loro.

Durante la loro conversazione, il Signore chiese ad Abrahamo dove fosse sua moglie, Sarah. Allora Dio disse qualcosa d’incredibile: “Ed ecco, Sara tua moglie avrà un figlio” (Genesi 18:10).

In quel momento, Sarah stava nella tenda ad ascoltare la loro conversazione e quando sentì ciò, rise al sol pensiero. “Impossibile”, pensò. Era decisamente oltre l’età per avere una gravidanza e Abrahamo era troppo anziano per concepire un figlio.

Eppure, quando Dio sentì la risata di Sarah, disse, “Perché mai ha riso Sara dicendo: “Partorirò io per davvero, vecchia come sono?”. Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per l’Eterno?” (versi 13-14).

Sto scrivendo questo messaggio oggi perché Dio pone la stessa domanda ai Suoi figli in questi tempi moderni: C’è qualcosa di troppo difficile per il Signore? Tutti noi dobbiamo affrontare le nostre situazioni difficili nella vita. E in mezzo ad esse, Dio chiede, “Pensi che il tuo problema sia troppo difficile per Me da sistemare? Oppure credi che io possa risolverlo per te, anche se pensi che sia impossibile?”

Gesù ci dice “Le cose impossibili agli uomini, sono possibili a Dio” (Luca 18:27).

Credi in questa parola da parte del Signore? Accetti che Egli possa compiere l’impossibile nel tuo matrimonio, nella tua famiglia, a lavoro, nel tuo futuro?

Siamo veloci a consigliare gli altri dicendo loro che Lui possa fare l’impossibile. Quando vediamo i nostri cari affrontare momenti difficili, diciamo loro, “Resisti e guarda in alto! Il Signore può – non smettere di confidare in Lui. Egli è il Dio dell’impossibile”.

Tuttavia, crediamo in queste verità per noi stessi? Mi chiedo. by David Wilkerson

DIO E’ DALLA NOSTRA PARTE

DIO E’ DALLA NOSTRA PARTE

Il maestoso Signore, che possiede tutta la potenza e la forza, è dalla nostra parte! È questo che Gesù ha sempre cercato di dimostrare ai Suoi figli. Egli dice, “Se puoi, comprendi la grandezza di Dio e il fatto che sia dalla tua parte!”

“Nel giorno che griderò a te, i miei nemici volteranno le spalle. Questo lo so, perché Dio è per me” (Salmo 56:9).

“L’Eterno è per me; io non avrò alcun timore; che cosa mi può fare l’uomo? L’Eterno è per me fra quelli che mi soccorrono, e io guarderò trionfante sui miei nemici” (Salmo 118:6-7).

Lo Spirito Santo ci ha donato il Salmo 124 come antidoto contro ogni timore e preoccupazione:

Se l’Eterno non fosse stato dalla nostra parte, dica pure Israele: «Se l’Eterno non fosse stato dalla nostra parte, quando gli uomini si levarono contro di noi, essi ci avrebbero inghiottiti vivi, tanto divampò la loro ira contro di noi;

allora le acque ci avrebbero sommerso e il torrente ci sarebbe passato sopra, allora le acque rigonfie ci sarebbero passate sopra». Benedetto sia l’Eterno, che non ci ha dati in preda ai loro denti. L’anima nostra è scampata come un uccello dal laccio dell’uccellatore; il laccio si è spezzato e noi siamo scampati. Il nostro aiuto è nel nome dell’Eterno, che ha fatto i cieli e la terra.

Dio vuole che diventiamo a prova di cattive notizie! “Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è fermo, fiducioso nell’Eterno. Il suo cuore è sicuro; egli non avrà paura alcuna, finché non guarderà trionfante sui suoi nemici” (Salmo 112:7-8).

“Quando ti coricherai non avrai paura…il sonno tuo sarà dolce. Non temerai lo spavento improvviso né la rovina degli empi quando verrà, perché l’Eterno sarà al tuo fianco e impedirà che il tuo piede sia preso in alcun laccio” (Proverbi 3:24-26).

Confida in Dio con tutto il tuo cuore. Essere liberi dal timore e dalla preoccupazione significa riposare fiduciosamente nel Signore degli Eserciti. Riposa in Colui che ti ha creato! by David Wilkerson

NON C’E’ TEMPO PER RILASSARSI

NON C’E’ TEMPO PER RILASSARSI

Alcuni di voi che leggono questa devotional hanno preso una vacanza dal “combattere il buon combattimento”. Il tuo cuore è stanco e ti sei detto, “Devo darmi una calmata o scoppio! Non amerò il Signore di meno e resterò fedele. Ma devo seguire il mio cuore e il mio cuore mi dice di rilassarmi”.

Amato, il tuo tempismo non potrebbe essere peggiore! Il rilassamento spirituale o l’arresa è l’ultima molla nella trappola del diavolo. Stai scegliendo la mezzanotte per andare in vacanza. “E questo tanto più dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:11-12).

Se la notte era avanzata e il giorno del Signore era vicino quando questo fu scritto, quanto più dev’esserlo adesso! Non può esserci relax nella guerra di questi ultimi giorni. “Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli, stando fermi nella fede” (1 Pietro 5:8-9). Satana non si rilasserà; incrementerà i suoi sforzi. Non osiamo dormire!

In tutto il Nuovo Testamento, Dio ci chiama ad essere vigili, ad essere svegli e coscienti e a indossare l’intera armatura. Non dobbiamo dormire come gli altri, ma dobbiamo ricercare e affrettare il giorno del Signore.

Rilassati in questa guerra e sei morto. Rilassati e verrai catturato nella trappola del diavolo. Quel richiamo a rilassarti viene direttamente dall’inferno! È il richiamo della sirena di Satana stesso. Stai allerta, perché è tempo di svegliarsi!

“Preservami dal laccio che mi hanno teso e dai tranelli degli operatori d’iniquità” (Salmo 141:9). by David Wilkerson

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

Hai mai avuto la sensazione che qualcosa manchi nelle tue preghiere, che in qualche modo non sono così profonde come dovrebbero essere? Dopo tutto, c’è una grande differenza tra la preghiera che è guidata dallo sforzo umano e la preghiera che essendo divina e vera fa presa su Dio. Per esempio, consideriamo il famoso riformatore Scozzese, John Knox, che in cima ad una montagna gridò: “Dio, dammi la Scozia o morirò!” Poco tempo dopo, la gente cominciò ad andare per le strade credendo in Dio.

Io voglio fare quel tipo di preghiera! Voglio qualcosa che vada oltre il semplice andare alla presenza di Dio ogni giorno con una lista: Dio, benedici la mia casa, benedici le mie finanze, benedici mia madre, benedici mio padre, benedici i miei figli. Voglio fare una preghiera che smuova gli uomini verso Dio; preghiere che riportino la Chiesa di Cristo Gesù alla vita! Voglio quel tipo di preghiera che Dio insegnò ad Ezechiele: “Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, e fa’ che rivivano!” (Ezechiele 37:9). Sono queste le preghiere che io voglio fare!

Vediamo nelle Scritture che i discepoli di Gesù avevano lo stesso desiderio. Un giorno mentre Gesù stava pregando, i loro cuori vennero scossi. “Gesù si trovava in un certo luogo a pregare e, quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»” (Luca 11:1).

Teniamo bene in mente che i discepoli non erano estranei alla preghiera. Avevano visto Gesù pregare e moltiplicare miracolosamente pane e pesci. Alcuni erano anche con Gesù mentre pregava sul monte e Lo videro completamente trasfigurato. Senza alcun dubbio i discepoli stessi pregarono mentre camminarono personalmente con Gesù. Tuttavia, questa volta avevano da apprendere qualcosa sulla preghiera. E posso immaginarmi i discepoli radunarsi e darsi le gomitate dicendo: “Dai, diglielo!” “No, diglielo tu!” Ci fu qualcosa nella preghiera di Gesù che rese evidente che la preghiera stessa era molto più profonda di quanto loro avessero sperimentato fino a quel momento.

“…uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre [nostro che sei nei cieli], sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno ; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra]; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno”». (Luca 11:1-4).

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. by Carter Conlon

I SUOI OCCHI SONO SUL PASSERO

I SUOI OCCHI SONO SUL PASSERO

Mentre passeggiavo per una strada di campagna nel New Jersey, feci una bella chiacchierata col mio Signore. “Signore, non posso vivere con timori e preoccupazioni di ogni sorta. Voglio affrontare qualsiasi cosa il futuro mi riservi con tranquillità, gioia e semplice fiducia!”

Lo Spirito Santo mi ha detto prontamente: “Una delle chiavi per essere liberi da ogni timore e preoccupazione si trova nella parola passeri. Ricorda che ti ho detto, ‘Eppure neanche uno di loro [passeri] cade a terra senza il volere del Padre vostro. Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (Matteo 10:29-30). Suona così elementare, così semplice – ma ciò che Gesù ci sta dicendo qui è molto profondo.

Nell’Antico Testamento, il Re Davide poteva vantarsi, “Egli mi ha liberato da ogni mio timore” (Salmo 34:4). In che modo Davide trovò una tale libertà dalla paura? Ricevendo la visione della grandezza di “Colui che ha fatto il cielo e la terra”. Quando Davide teneva lo sguardo sul Creatore di tutte le cose, scopriva quanto grande Dio fosse!

Voglio essere come Davide – l’esempio di un pastore che ha imparato come essere libero dal timore e dalle preoccupazioni, capace di condurre un popolo nella stessa libertà.

Ho fatto una ricerca sui passeri e ho iniziato a ricevere una rivelazione dell’immenso Dio Creatore di Davide, che s’interessa ad ogni minuscolo dettaglio della Sua creazione!

Passeri! Come tutti gli uccelli, i passeri sono stati fatti in modo meraviglioso. Le loro minuscole ossa sono forti ed equipaggiate in modo speciale per volare. La scienza moderna ancora non riesce a copiare l’intricato sistema alare che consente loro di migrare per una distanza di tre, quattromila chilometri. Ogni passero ha dalle 1.300 alle 2.600 piume. Quanto complesse e dettagliate sono! Il nostro Dio Creatore le ha disegnate perfettamente. Egli ha progettato ogni ossicino, ogni piuma – e conta ognuna di esse.

La maggior parte dei passeri costruisce il nido a terra e, ai tempi di Cristo, venivano intrappolati in delle reti nelle quali cadevano mentre preparavano il nido. A Gerusalemme, Gesù vide i passeri venduti allo spiedo, due per un soldo. Erano stati tutti presi con la rete, perché i giudei non potevano mangiare quelli che morivano spontaneamente.

Di questi uccelli, Gesù disse, “Nessuno di loro è stato intrappolato senza che Mio Padre lo sapesse”. Sapeva dove si trovasse ognuno di loro fino al momento in cui i loro piccoli polmoni emettevano l’ultimo respiro. Egli li nutriva. Conosceva ogni passero – persino quelli venduti per un soldo. by David Wilkerson 

SILENZIO

SILENZIO

Restare alcune ore in silenzio è arduo, un giorno intero…

SILENZIO

Tutti fanno rumore.
L’automobilista indisciplinato suona il clacson in modo spasmodico; il tifoso allo stadio mette a serio rischio le sue corde vocali, oltre che le arterie coronariche; nei bar si è troppo spesso “aggrediti” dal volume troppo alto della musica; ovunque andiamo sembra che più la sostanza manchi, più i decibel aumentino.

Finanche in chiesa, alcuni hanno perso la buona abitudine di mettersi in comunione con Dio e la prima cosa che fanno quando si siedono non è più pregare, ma parlare, a volte addirittura a voce alta.
Il silenzio. Dove trovarlo? Oggi, stanchi dei frastuoni della vita, ci si isola in uno spazio aspettando che il silenzio ci rinnovi e scacci il clamore delle interferenze.
Così, chi ha bisogno di tranquillità, finisce con il trascorrere il proprio fine settimana in campagna, per trovare un po’ di quiete.
Ma un’oasi di silenzio spesso la si ritrova nei pressi di un cimitero, di un ospedale, in una biblioteca.
Quanto rumore c’è attorno a noi!
Non si è più capaci di restare in silenzio e di meravigliarsi davanti ad un tramonto, di contemplare un’opera d’arte o ammutolire ad un evento unico: in forma compulsiva siamo sempre pronti a parlare, anche quando dovremmo solo tacere.
Restare alcune ore in silenzio è arduo, un giorno intero un’impresa impossibile.
Davanti ad un film avvincente dobbiamo fare le nostre considerazioni ad alta voce; quando, scoraggiati, diciamo di non voler parlare con nessuno, in realtà abbiamo un bisogno e un desiderio irrefrenabile di raccontarci agli altri. È difficile rimanere in silenzio. Provate a chiederlo a chi si opera alle corde vocali e deve restare in silenzio per almeno un mese, chiedete a loro quanto è difficile non proferire parola!
Un bimbo impiega due anni per imparare a parlare, un uomo impiega una vita per imparare a tacere.
L’invito che ci giunge da parte dello Spirito Santo è: “Sta’ in silenzio davanti al Signore, e aspettalo” (Salmo 37:7). Una antica versione della Bibbia, la Diodati, così traduce: “Attendi il Signore in silenzio”; un’altra versione in lingua corrente cita: “È buono aspettare Dio senza fare rumore”.

PUOI ASCOLTARE SOLO SE FAI SILENZIO
E tu, sei un buon ascoltatore? Troppo spesso non comprendiamo “l’altro” in quanto entrambi parliamo senza ascoltare. Se solo uno dei due tacesse!
Solo il silenzio apre il nostro orecchio alla voce che risuona nell’intimo di tutte le cose.
Dio è muto per chi parla sempre.
Del resto anche nelle parole dei nostri simili ci è dato di coglierne il senso profondo solo se sappiamo tacere.
Un autore cristiano ha detto: “Il silenzio non è mancanza di comunicazione; il silenzio fa parte del flusso di messaggi e informazioni che caratterizza la cultura della comunicazione. Nel silenzio ascoltiamo l’altro, diamo la priorità alla parola dell’altro. Il silenzio è un atteggiamento attivo. È il nostro silenzio che permette e dà spazio all’altro per parlare. Il silenzio rafforza il rapporto, il legame tra due persone. Nel silenzio riesco a capire chi è l’altro e proprio in questo trovo me stesso. Il silenzio mi permette di essere attento al contenuto della comunicazione. È il silenzio che ci aiuta a vedere… In fondo è nel silenzio che riesco a dare il giusto significato alla comunicazione e non essere solamente sommerso dal volume della stessa”.
Emblematica è la storia del piccolo Samuele: svegliato da Dio tre volte, seppur inizialmente convinto che fosse il sacerdote Eli a chiamarlo, riconoscerà la voce di Dio e dirà: “Parla, poiché il tuo servo ascolta” (cfr. I Libro di Samuele 3:10). Grazie ai suoi silenzi, Dio continuerà a parlare a Samuele per tutto l’arco della sua vita.
Ci sono momenti nei quali dobbiamo rimanere in silenzio per ascoltare la Sua voce. Lui ha buoni consigli per noi: “Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il Signore: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi” (Geremia 29:13).
Un teologo del secolo scorso riguardo al silenzio ha scritto: “Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola e facciamo silenzio prima di coricarci, perché l’ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola”.
Beati coloro che non hanno nessuna cosa da dire e resistono alla tentazione di dirla. Impariamo anche noi a dire: “Signore, parla, il tuo servo ti ascolta”.

PUOI CAPIRE SOLO SE FAI SILENZIO
Non tutti quelli che ascoltano capiscono. I figli, a volte, non comprendono perché hanno già deciso.
Abbiamo usato tante volte questa frase: “Te l’avevo detto”, oppure: “Se mi avessi ascoltato”, o ancora: “Fai sempre di testa tua”. Le parole sono cadute nel vuoto.
Quanto è importante, nel nostro rapporto con Dio, rimanere in silenzio per comprendere ciò che vuole dirci. Puoi non soltanto udire, ma capire, solo devi fare silenzio e mettere ogni cosa a tacere nella tua mente e nel tuo cuore.
Telefonini, computer, TV, radio: difficile trovare il silenzio. A volte anche in alcune chiese i culti risultano essere particolarmente rumorosi e i volumi così alti da stordire e procurare acufeni.
Abbiamo bisogno di silenzio per udire la voce di Dio, per comprendere la Sua Parola, i Suoi consigli.
Gesù spesso si isolava per pregare, voleva stare da solo con il Padre: tutti dormivano, ma Lui pregava. Il richiamo che troviamo nelle lettere indirizzate alle Chiese dell’Asia minore è più attuale che mai: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese”.

IL SILENZIO E LA FEDE
“Sta’ in silenzio davanti al Signore, e aspettalo”. Aspetta in silenzio l’intervento di Dio, in un silenzio che proclama fede.
Quando sorgono i problemi e Dio sembra insensibile al nostro grido, succede perché Egli tiene più al nostro carattere che al nostro comfort!
AspettaLo in silenzio! L’attesa è provata dal tempo, ma è il corridoio che conduce al miracolo! I vini più pregiati migliorano nel corso del tempo; un pranzo squisito non può essere preparato in un forno a microonde; i grandi e possenti alberi che si ergono maestosi non crescono in una sola notte, un prodigioso dipinto non si realizza in pochi minuti o con poche pennellate.
Le qualità dei buoni leader cristiani o delle persone che ammiriamo non sono state conquistate nel giro di poche ore, ma sono il risultato di innumerevoli esperienze.
Il carattere si forgia con lo scorrere della vita. Ma la verità è che a nessuno piace aspettare. Il più delle volte l’attesa è sgradevole, ancor di più se è accompagnata da un silenzio assordante.
Troppe persone sembrano convinte che il silenzio sia un vuoto da riempire ad ogni costo, anche se non c’è niente di importante da dire.
Così parliamo, telefoniamo, chattiamo, usiamo in modo compulsivo WhatsApp, Facebook e altri social network. Eppure nel silenzio, nell’attesa, nella fiducia, noi vediamo la gloria di Dio.
A Cana gli sposi restarono in silenzio, eppure Gesù operò il Suo primo miracolo.
A Nain, la donna affranta e ammutolita dal dolore per la perdita di suo figlio lo vide ritornare in vita.
Iairo, che era con Gesù, seppur raggiunto dalla notizia che sua figlia era morta, tacque, e fu subito incoraggiato a continuare ad avere fede, poiché sua figlia sarebbe tornata in vita.
Il silenzio è fede, è adorazione!
Mentre molti, presi dal panico, contattano velocemente quante più persone possibili in cerca di aiuto e sostegno, c’è chi ha compreso il valore del silenzio, scegliendo la parte migliore: ritrovarsi come Maria ai piedi di Gesù per ascoltare la Sua voce e adorarLo a prescindere dalle circostanze.
Nelle nostre vite rumorose, il silenzio è estremamente importante. È l’unico tempo in cui puoi davvero ascoltare quello che Dio ha da dirti. by Domenico Modugno. Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

LA FEROCE GUERRA DELLA FEDE

LA FEROCE GUERRA DELLA FEDE

Amato, ci troviamo in una feroce guerra, una lotta per la nostra fede che vale la vita o la morte. Satana è determinato a far naufragare e distruggere la fede degli eletti di Dio, e più forte sarà la tua fede, maggiori saranno i suoi attacchi.

Quando la fede viene fatta a pezzi o si perde, i credenti diventano deboli e si rivolgono all’idolatria e alla malvagità. Paolo avvertì riguardo coloro che avevano abbandonato la fede. Egli incaricò Timoteo di combattere il buon combattimento “avendo fede e buona coscienza, poiché alcuni, avendola rigettata, hanno fatto naufragio nella fede” (1 Timoteo 1:19).

Inoltre avvertì Timoteo, “Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni” (1 Timoteo 4:1). Insieme a Timoteo, Paolo avvertì la chiesa che Satana avrebbe cercato di rovesciare la fede di alcuni. “I quali si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni” (2 Timoteo 2:18).

Pietro si trovò sotto un feroce attacco di Satana contro la sua fede. La sua fede aveva così fatto infuriare l’inferno che il diavolo chiese il permesso di vagliarla per vedere se avrebbe resistito. “Il Signore disse ancora: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli»” (Luca 22:31-32).

Un cristiano dalla fede incrollabile viene segnato come “Nemico n. 1” nell’inferno e questo è il motivo: per la fede e per la potenza che essa rilascia, regni vengono soggiogati; nasce la giustizia; si ottengono le promesse di Dio; le bocche dei leoni vengono serrate; il fuoco satanico viene spento; e si sfugge dalla spada. Il fedele viene reso forte nella sua debolezza e diviene impavido in battaglia, mettendo in fuga l’esercito demoniaco. Questi fedeli resuscitano i morti e non si arrendono nemmeno sotto tortura. Con gioia sopportano scherni, battiture, lapidazioni e, se imprigionati, cantano.

La fede sostiene coloro che la posseggono! by David Wilkerson