NON PORTARE DA SOLO IL TUO PESO…

NON PORTARE DA SOLO IL TUO PESO…

NON PORTARE DA SOLO IL TUO PESO...

Capita anche a te di sentirti quasi schiacciato da un peso particolare che stai portando, da una situazione personale che affligge i tuoi giorni?

Sappi che non sei il solo, anche ad altri è accaduto e accade ancora oggi. Spero che alcune considerazioni tratte da un esempio contenuto nella Bibbia possano esserti di aiuto e di incoraggiamento a fare la cosa giusta: non portare da solo il tuo peso! Vorrei presentarti Qualcuno che lo porterà per te! Neemia aveva ricevuto una gran brutta notizia e lui stesso scrisse: “Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza. Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo” (Libro di Neemia 1:4). Dopo l’iniziale dolore, Neemia fece quello che fanno molti credenti quando ricevono una brutta notizia: si rivolse al Signore in preghiera! Pregare, per Neemia, era il modo migliore per affrontare la situazione. Caro lettore, desidero tu sappia che pregare è sempre la prima e la migliore cosa da fare. Forse non hai le abilità sufficienti o le risorse necessarie per affrontare il tuo problema. Come fare? Hai bisogno dell’aiuto di Dio, rivolgiti a Lui, che risponde alle preghiere. La vita propone molti pesi e tutti dobbiamo confrontarci con le difficoltà che incontriamo ogni giorno. Un peso è qualcosa di negativo, qualcosa per cui non proviamo gioia. Ma Gesù disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Vangelo di Matteo 11:28). Davide aveva conosciuto l’amore e l’aiuto di Dio ed era per questo che lo lodava, dicendo: “Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza” (Salmo 68:19). Consideriamo alcuni pesi che Cristo ci propone di portare per noi.

IL PESO DEL PECCATO

Il peccato è quel peso che opprime e lacera l’intero essere umano. Ti priva della gioia e della serenità, non ti permette di godere di qell’amore vero che altrimenti potresti vivere. Il peccato deturpa emotivamente, interiormente. Forse potrai anche nascondere agli altri la tua condizione di peccato, ma questa, realmente, ti lacera dal di dentro. Il peccato rovina e distrugge psicologicamente. Toglie il sonno, toglie la capacità di fare il bene e la tua mente è martellata da pensieri negativi che ti opprimono. Il peccato presenta sempre un conto troppo alto da pagare, ma la buona notizia oggi è che puoi liberarti dal peso del peccato, perché Gesù è morto per questo. L’antidoto al peccato è disponibile e si chiama “perdono”. Questo può essere provveduto solo dal Signore Gesù. Sta scritto: “In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia” (Lettera agli Efesini 1:7). “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome” (Atti degli Apostoli 10:43).

IL PESO DELLA COLPA

Purtroppo alcuni, anche dopo essere venuti al Signore, dopo averGli chiesto perdono e aver abbandonato il peccato, continuano egualmente a rimanere schiacciati dal senso di colpa. Questo è un peso che schiaccia e priva della gioia della salvezza, della comunione fraterna e del servizio. Satana si diverte nel ricordarci i peccati del passato, alimentando così il senso di colpa, mentre Dio dimentica i peccati perdonati. Dio dice: “Io, io sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati” (Libro di Isaia 43:25). Il peso della colpa fa male e distrugge. Questo peso se lo è caricato sulle spalle Gesù, alla croce del Calvario. Egli è colui che ha pagato per la tua colpa. L’apostolo Paolo aveva realizzato liberazione dal peso della colpa e poteva dire: “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione” (Seconda lettera ai Corinzi 5:19).

IL PESO DELLE PREOCCUPAZIONI

La vita non sempre va come vorremmo e a volte il peso delle preoccupazioni si presenta, togliendoci la pace. Preoccupazioni per il lavoro, per la famiglia, per i figli, per i genitori, per la chiesa, per la casa… Certamente non dobbiamo sfuggire alle nostre responsabilità e dobbiamo fare quello che ci compete, quanto è nelle nostre possibilità affinchè le cose vadano nel modo migliore. Dopo di che, dobbiamo vivere in pace e continuare a riposare su Gesù che dice: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete… E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?… Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose… Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Vangelo di Matteo 6:25-34). L’apostolo Pietro dice quello che dobbiamo fare: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (Prima lettera di Pietro 5:7).

IL PESO DELLE FERITE INTERIORI

Il dolore interiore è una condizione che coinvolge tutti. Possiamo soffrire a causa di male che subiamo noi, che patiscono altri o che è fatto da noi. Che cosa fai quando il tuo cuore è rotto? Quando il dolore ti sommerge? Ti chiudi nel guscio? Ti isoli nella caverna? Tu che hai provato, funziona? Non credo. C’è un altro rimedio, un’unica soluzione: permetti al Signore di curare la tua anima, di lenire il tuo dolore. Davide era un “professionista” del dolore ed egli si rivolgeva a Dio: “Abbi pietà di me, o Signore, perché sono tribolato: l’occhio mio, l’anima mia, le mie viscere si consumano di dolore” (Salmo 31:9). Spesso i dolori sono derivanti dalle nostre scelte sbagliate, dalle nostre azioni avventate. Altre volte ci addoloriamo perché vediamo soffrire le persone che amiamo. Altre volte ancora perché ci è successo qualcosa di spiacevole, siamo stati privati di un affetto, di una persona cara… Certo il dolore fa male, ma non permettere che ti devasti. Se sei vivo, è perché Dio ha qualcosa da fare in te e attraverso di te e, forse, il meglio deve ancora venire. Dio vuole “dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria” (Libro di Isaia 61:3). Oggi hai l’occasione di deporre i tuoi pesi ai piedi del Signore. Lui vuole aiutarti, alleggerirti. Da solo non ce la potrai fare, ma con Gesù tutto è possibile. Che ogni lettore possa seguire il consiglio dello scrittore dell’Epistola agli Ebrei: “Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio” (12:1-2).

Angelo Gargano. by Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

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