UN COMPRATORE A CUI SFUGGIRE

UN COMPRATORE A CUI SFUGGIRE

“«Cattivo! Cattivo!» dice il compratore; ma, andandosene, si vanta dell’acquisto” (Libro dei Proverbi 20:14)

Il compratore del nostro testo ha tre caratteristiche: avvicinandosi al venditore disprezza la merce; e’ deciso a pagare il prezzo piu’ basso possibile; una volta fatto l’acquisto lo mostra come un trofeo di cui vantarsi. Ognuno di noi desidera fare affari; qualche volta siamo stati chiamati a comprare, altre volte a vendere.
La Parola di Dio ricorda acquisti e vendite fatti da vari personaggi: alcuni hanno fatto “un affare” e proprio per questo altri hanno avuto motivo di rimpiangere quello che avevano fatto.
Emblematica e’ la storia di Esau’, che per un misero piatto di lenticchie vendette a suo fratello Giacobbe i suoi diritti del primogenito. Poi pianse! Nella Bibbia leggiamo anche di Giuseppe che, divenuto vicere’ d’Egitto, comprese che era conveniente “comprare” il grano nei sette anni di grande abbondanza, per poi “venderlo” in modo vantaggioso durante i sette anni di carestia.
Il testo in esame ci mette in guardia contro i “cattivi affari”, perche’ se da un lato mostra un “compratore” che si vanta e ride, dall’altro ci fa immaginare un “venditore” che si dispera e piange.
La Bibbia ci dice che il Creatore ci chiama a fare “i migliori affari della nostra vita” avvicinandoci a Lui. Isaia, profeta d’Israele, parlando da parte di Dio, affermava: “O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!” (Libro di Isaia 55:1-2). Se confrontiamo Dio con qualsiasi altro “venditore”, Lo troveremo sempre il piu’ conveniente; nessuno se non Lui ci chiamera’ a “comprare senza pagare”, in quanto presso di Lui e’ possibile ricevere ogni cosa come dono della Sua grazia. Non solo il prezzo e’ il piu’ conveniente, ma i Suoi prodotti “vino e latte”, sono introvabili altrove. Si’, la salvezza, la vera vita, la speranza eterna ed ogni altra virtu’ si possono trovare solo presso di Lui. Altrove faremo solo “cattivi affari”.
Un uomo di Dio ha affermato: “Se non vuoi fare cattivi affari non entrare nella bottega del diavolo”. Nella veste del “venditore”, il diavolo e’ il meno conveniente “sulla piazza”; vende i prodotti peggiori a un prezzo altissimo.
La Parola di Dio esorta ogni persona a non farsi ingannare dal “breve piacere del peccato”, perche’ e’ ancora vero che “il salario del peccato e’ la morte” (lettera ai Romani 6:23), anche se oggi questo messaggio risulta piu’ che mai impopolare. Molte vite sono state ingannate da questo astuto “venditore” e dopo poco tempo dall’acquisto si sono scoperte vuote e disperate.
Tutte le sue promesse sono un inganno, la delusione e la disperazione caratterizzano l’esistenza di chi ha ceduto alle sue lusinghe.
Gesu’ ha affermato che l’avversario di Dio si propone sempre di “rubare, ammazzare e distruggere”: ecco perche’ con lui non faremo mai “buoni affari”, anzi ci conviene stare lontani dalla “sua bottega”.
Il testo mostra “un compratore a cui sfuggire”. e’ lui che ci cerca, che si reca nella “nostra bottega”, perche’ desidera comprare la nostra vita e pagarla il meno possibile. Se cediamo ai suoi inganni, mostrera’ a tutti “la merce acquistata” come un trofeo di cui vantarsi.
La sua arma piu’ efficace e’ il disprezzo: «Cattivo! Cattivo!».
Questo astuto acquirente sa che “il prezzo” scende quando “chi vende” perde di vista il valore della sua merce.
Oggi molti messaggi che arrivano alle nostre orecchie tendono a non farci stimare la nostra vita quanto dovremmo.
In tanti sono convinti che l’uomo non sia la creatura di Dio, fatta a Sua immagine, amata, destinata all’eternita’.
Alle sue orecchie qualcuno ha gridato «Cattivo! Cattivo!», convincendolo di essere frutto del caso, destinato a vivere solo una breve esistenza terrena, di cui non riesce a scorgere il senso, per poi finire i suoi giorni nell’oblio della morte.
Ecco perche’ l’uomo dice a se stesso e ai suoi simili, continuamente: “Mangiamo e beviamo, perche’ domani morremo”.
In questo modo l’uomo e’ stato svuotato di ogni scintilla divina ed e’ caduto in basso fino a dichiarare: “Non c’e’ Dio”. Quando questo messaggio viene accettato e vissuto come vero, “la svendita dell’esistenza umana” con tutti i suoi tristi risultati diventa evidente.
Il nostro mondo, con i suoi fallimenti familiari, sociali e personali, ne e’ una chiara testimonianza. Molti anni fa (e oggi la situazione non e’ cambiata) il profeta Isaia affermava che “la terra barcolla come un ubriaco, il suo peccato grava su lei”.
Le notizie che arrivano da ogni parte del mondo ci parlano di bambini sfruttati e abusati, donne violentate e uccise, amministratori e capi di nazioni disonesti e spietati, uomini immersi nella sfrenata e continua corsa “edonistica”, che promuove il piacere effimero e devastante delle droghe e di molto altro ancora. Tutto questo non deve e non puo’ lasciarci indifferenti, anzi deve portarci a riflettere e a reagire con fede per evitare di percorrere la stessa via, che, pur essendo “larga e spaziosa”, conduce alla morte eterna. Eppure il grido del “compratore spietato”, «Cattivo! Cattivo!», continua a riecheggiare dalle cattedre scolastiche e delle universita’, dai pulpiti delle chiese nominali, nei circoli culturali, nei salotti televisivi e in ogni altro luogo nel quale “la cultura umanistica” che caratterizza il nostro tempo la fa da padrona.
Cio’ rende piu’ che mai attuale la dichiarazione fatta dall’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani “…Dicendosi savi sono divenuti stolti…”, e in questa stoltezza gli uomini mostrano la loro incapacita’ di sfuggire a questo “compratore” che con le sue lusinghe vuole privare l’uomo della benedizione divina e portarlo nel baratro della perdizione eterna.
Ancora oggi esistono persone come Esau’ che scambiano il loro bene eterno con “il piatto di lenticchie” dell’illusione del peccato; ancora oggi Gesu’ e la Sua grazia sono svenduti a bassissimo prezzo da discepoli che, come Giuda Iscariota, non ne hanno compreso l’immenso valore; ancora oggi persone come Dema, che per un tempo hanno servito il Signore, arrivano a barattare “l’oro di Ofir della Grazia” con “la spazzatura del mondo”, rimanendo ingannati e ingannando intere generazioni che hanno avuto l’unica colpa di fermare gli occhi della loro fede su di loro e non sul glorioso Salvatore, che invece non viene mai meno.
Molti sono come in preda alla pazzia, che porta a rincorrere traguardi che mai raggiungeranno, se non si volgeranno verso il Dio del cielo. Il valore della vita dell’uomo e’ ben descritto nelle Parole che il Creatore indirizza alla Sua creatura, quando afferma: “Tu sei prezioso agli occhi miei ed io Ti amo” (Libro di Isaia 43:4).
Si’, la voce di Dio grida alle orecchie dell’uomo: «Prezioso! Prezioso!». Il cuore di Dio e’ tutto per la Sua Creatura; il Suo amore non verra’ mai meno; il Suo piano di grazia e’ il piu’ nobile; i Suoi pensieri sono pensieri di pace, intesi a dare un avvenire e una speranza; la Sua tenerezza e’ commovente e ogni Suo gesto e’ dolce fino a toccare le profondita’ dell’animo umano.
Questa voce, che e’ la voce di Dio, e’ l’unica che da’ il giusto valore all’uomo, lo descrive come il Suo “capolavoro” e gli ricorda che Lui, il Creatore, ha dato il Suo unico Figlio alla morte per salvare l’umanita’ dalle terribili conseguenze del peccato.
Il “compratore spietato” grida: «Cattivo! Cattivo!» e disprezza la vita dell’uomo. Alla croce, pero’, la potente voce di Dio ha gridato: «Prezioso! Prezioso!». A chi daremo fiducia?
Quale valore attribuiremo alla nostra esistenza terrena? Ci lasceremo ingannare, butteremo via questa opportunita’, oppure, per grazia di Dio, sfuggiremo al “compratore impietoso e malvagio” dando ascolto all’amorevole voce di Dio, che ci vuole nobilitare e valorizzare?
Nell’acquistare la nostra vita Gesu’ l’ha resa piu’ che mai preziosa: scegli anche tu per Gesu’ e non te ne pentirai mai.
Farai cosi’ “il migliore affare della tua vita”. Le conseguenze e i benefici saranno eterni! by Michele Mango
Chiese Cristiane Evangeliche – Assemblee di Dio in Italia

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