QUANDO ARRIVA UNA BRUTTA GIORNATA

QUANDO ARRIVA UNA BRUTTA GIORNATA

Le mie brutte giornate arrivano quasi sempre mentre sono appartato col Signore, investigando la Sua Parola. Posso essere sopraffatto da un senso d’ignoranza nell’avvertire un enorme oceano di verità davanti a me, sapendo di non riuscire a comprenderlo per quant’è vasto.

Mi sento ancora più frustrato quando leggo i grandi scritti di predicatori che sono vissuto 300 anni fa. Finisco per gridare, “Oh, Signore, sono come un bambino nella mia comprensione in confronto a questi giganti spirituali. Loro vissero in un’epoca presumibilmente oscura, eppure come giovani scrissero di questioni che ancora afferro a fatica alla mia anziana età. Perché per me è così difficile capire?”

L’unica risposta che ricevo è quanto ascolto nelle parole di Paolo: “Non per opere, affinché nessuno si glori” (Efesini 2:9). Ogni potenza riposa in Dio, inclusa la potenza di comprendere la verità e conservare una vita integra. Questo grande tesoro è riposto in vasi di terra affinché tutta la gloria sia solo Sua.

Se le tue brutte giornate includono un attacco demoniaco alla tua fede, potresti essere tentato a pensare che non sei spirituale solo a causa di tali attacchi. Tuttavia niente potrebbe essere più lontano dalla verità.
Un uomo devoto mi chiamò in lacrime ed esplose, “Ho appena avuto il giorno peggiore della mia vita e non so che fare! Uno strano sentimento mi ha sopraffatto oggi e non riesco a scuotermelo di dosso. Fratello Dave, non so se c’è un Dio!”

Il giovane non aveva idea da dove provenissero i suoi sentimenti di dubbio ed era scioccato e ferito da quel terribile pensiero che si era insinuato nella sua mente. Confessò, “Non riesco ad avvertire la presenza di Dio. Ed ora non riesco a non dubitare che Egli esista. Cosa farò? Non voglio covare questi orribili pensieri!”

Gli dissi, “Non temere e non ti scoraggiare. Credimi, questo è un vecchio trucco del diavolo e a lui piace giocarlo a giovani credenti preziosi a Dio. Sta cercando di colpire la tua fede e di confonderti”.

Potei dire a quel giovane la stessa cosa che avevo detto a mio figlio Gary mentre attraversava un brutto periodo: “Escine fuori. Il tuo Padre celeste sa esattamente cosa stai passando e ti sosterrà in tutto questo. Ricorda, Dio ha promesso di non lasciarti mai. Continua soltanto a rivolgerti a Lui – solo per fede!” by David Wilkerson

HO APERTO LA PORTA DEL MIO CUORE A DIO

HO APERTO LA PORTA DEL MIO CUORE A DIO

E LUI NON SI è FATTO ATTENDERE

Mi chiamo Luigi, ho 34 anni e desidero raccontarvi come il Signore ha operato nella mia vita. Potrei riassumere in breve tutto citando un solo verso del Vangelo di Giovanni 3:16 “Poiche’ Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliolo, affinche’ chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”.
Ho trascorso un’adolescenza tranquilla, forse di quelle che molti giovani oggi invidiano. Ho sempre potuto godere della liberta’ che volevo senza che i miei genitori mi proibissero nulla. Frequentavo un gruppo di circa 50 ragazzi con cui mi divertivo in ogni modo. Oltre a questo ero insieme con una ragazza e sembrava che le cose filassero per il verso giusto. Non potevo lamentarmi di niente. Ma all’improvviso, all’eta’ di 26 anni, sprofondai senza nessun particolare motivo in una profonda crisi depressiva.
Sappiamo quanto oggi la depressione sia diffusa e mieta migliaia di vittime. e’ il male dell’era moderna, forse e’ dovuta al tran-tran della vita, allo stress, ma certamente alla mancanza di valori autentici nell’esistenza dell’uomo.
Sprofondai in un abisso che diveniva sempre piu’ buio: non uscivo piu’ di casa, mi rinchiusi in me stesso e cominciai a rifiutare il cibo. Mille le paure che mi attanagliavano: paura delle malattie, paura del domani… ero ridotto come una larva.
Mi rivolsi al medico di famiglia che mi imbotti’ di psicofarmaci. Cosi’ potevo dormire piu’ tempo possibile, trascorrendo a letto le mie giornate, legandomi sempre piu’ a tali medicinali, fino al punto di non poterne fare a meno, come una specie di droga.
Sono andato avanti cosi’ per 3 lunghi anni: tanti amici che avevo erano scomparsi. Mi restava solo la mia ragazza, che con molta pazienza mi e’ rimasta vicina, non lasciandomi mai, anche se io ero consapevole di non poterle dare nulla di me, in quello stato. Lei cercava in ogni maniera di farmi smettere di prendere quei medicinali: mi aiutava a ridurre le dosi, ma io non riuscivo a liberarmene del tutto e tornavo nuovamente ad assumerli come prima.
Un giorno incontrai dei vecchi amici, provenienti da situazioni legate alla tossicodipendenza. Potei notare come qualcosa in loro fosse cambiato, la loro vita infatti non era piu’ come prima perche’, mi dissero, avevano “accettato nel loro cuore Gesu’ come personale Salvatore” ed Egli aveva operato in loro.
Mi assicurarono che il Signore poteva fare qualcosa anche per me, farmi uscire dal tunnel della depressione e darmi una “nuova vita”, ma io ero scettico, stentavo a credere.
Una sera, mentre ero solo con i miei pensieri, mi tornarono in mente le parole di quei miei amici: “Il Signore e’ morto alla croce per i tuoi peccati e le tue malattie…”. Cosi’ mi avvicinai al letto e m’inginocchiai li’. Piangendo, chiesi al Signore di manifestarsi nella mia vita, di sciogliere quei legami che avevo, di purificarmi dai miei peccati e, all’improvviso, sentii in me una pace che non avevo mai provato prima.
Ricordo che quella sera mi addormentai senza prendere alcun medicinale, cosa che non era piu’ successa da tempo. Infatti, se a volte mi accadeva di non prendere le pillole, di notte mi svegliavo agitato ed ero costretto ad assumerle!
e’ vero, ho aperto la porta del mio cuore a Dio ed Egli non si e’ fatto attendere! e’ cosi’ che la mia vita e’ interamente cambiata!
Da quel giorno sono ormai gia’ passati sei anni e in questo tempo ho fatto il battesimo in acqua, a testimonianza del patto che ho fatto con il Signore, ed Egli mi ha battezzato col Suo Santo Spirito. Mi sono anche sposato con quella giovane ragazza che mi e’ rimasta vicino per tutto quel tempo, dopo che anche lei ha fatto un’esperienza con il Signore e L’ha accettato come personale Salvatore.
In Gesu’ ho trovato tutto: la vera pace, il vero amore! Egli e’ la mia fonte di vita, Colui che mi guida e mi tiene al sicuro!
Ho affidato ogni cosa a Lui, Egli mi sostiene tutti i giorni, mi dona la forza per vivere. Ho promesso a Lui di servirLo, di onorarLo e di ubbidirGli tutti i giorni della mia vita, sforzandomi di essere una “luce”, una “lettera aperta” per chi mi circonda, affinche’ anche gli altri possano conoscere quanto sia grande l’amore di Dio.
La cosa piu’ bella e’ che la pace di Dio, unica e ineffabile, non mi abbandona piu’ ed io riposo in essa, soprattutto quando affronto i problemi e combatto nelle avversita’.
Vorrei rivolgere un invito a quanti possono trovarsi in una situazione come quella che ho passato, nella depressione: non abbiate dei dubbi, ma abbiate fede in Dio! Accettate Gesu’ nel vostro cuore come vostro Salvatore, attendete con fiducia la Sua risposta ed Egli vi rispondera’! Dio vi benedica! by Luigi
Chiese Cristiane Evangeliche – Assemblee di Dio in Italia
di God bless you " Non deviare dal Mio sentiero " Inviato su Testimonianze

UN PONTE TRA TE E DIO

UN PONTE TRA TE E DIO

Che cosa devo fare per essere salvato?

Se ti chiedi: “Come posso essere salvato?” ti invito a consultare la massima autorita’ in materia, la Bibbia, per ottenere la risposta direttamente da Dio, che ne e’ l’Autore. Puoi leggere nella lettera di Paolo ai Romani, al capitolo 10, verso 13: “Chiunque avra’ invocato il nome del Signore sara’ salvato”.
Ti sembra cosa troppo semplice?
Per approfondire ed essere certi di non incorrere in qualche errore consultiamo il libro di Gioele, capitolo secondo, verso 32: “Chiunque invochera’ il nome del Signore sara’ salvato”.
Sono le stesse parole!
Per essere ancora maggiormente certi, leggiamo il Libro degli Atti degli Apostoli; nel secondo capitolo leggiamo l’affermazione di Pietro, al verso 21: “Chiunque invochera’ il nome del Signore sara’ salvato”.
Sicuramente il fatto che questa dichiarazione appaia per tre volte nella Bibbia significa che e’ molto importante.
In questa affermazione ci sono quattro elementi da considerare.

La salvezza e’ necessaria
La prima cosa da considerare e’ che chiunque ha bisogno di essere salvato.
Questo e’ chiaramente spiegato in tutta la Bibbia. La Parola di Dio afferma: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Lettera di Paolo ai Romani 3:23). L’uomo nella sua condizione naturale e’ separato da Dio a causa del peccato: e’ peccatore per natura e in pratica. Puo’ essere un peccatore raffinato, colto, perbene, rispettabile, ma rimane un peccatore che ha bisogno di ricevere il perdono da Dio per poter accedere al cielo. Questo vale per ogni persona al mondo, anche la piu’ buona.
A Nicodemo, uomo molto religioso, Gesu’ disse: “Dovete nascere di nuovo” (Vangelo di Giovanni 3:7).

Colui che salva e’ solo Gesu’
Seconda cosa da tenere presente e’ che Colui che puo’ e vuole salvare gli uomini e’ solo il Signore Gesu’ Cristo.
Egli si e’ caricato dei nostri peccati portandoli con Se’ sul legno della croce (Prima Lettera di Pietro 2:24). La Bibbia afferma che “Cristo mori’ per i nostri peccati secondo le Scritture” (Prima Lettera di Paolo ai Corinzi 15:3). Nessun uomo puo’ salvare da se’ la propria anima, e nemmeno quella di un altro, perche’ occorre solamente l’intervento di Gesu’: “Chiunque avra’ invocato il nome del Signore sara’ salvato”.

La semplicita’ della salvezza
La terza cosa da notare e’ la semplicita’. Anche un bambino puo’ comprendere che cosa bisogna fare. Tutto quello che c’e’ da fare: nient’altro che invocare il nome del Signore!
Una notte Gesu’, camminando sulle acque, si avvicino’ alla barca dei discepoli battuta dalle onde. Anche Pietro comincio’ a farlo, ma improvvisamente la sua fede venne meno e prese ad affondare. Pietro non ebbe il tempo di fare una lunga preghiera, semplicemente grido’: “Signore, salvami”, e cio’ basto’. La Bibbia racconta che “Gesu’ stese la mano e lo prese”. Oggi puo’ fare lo stesso per ciascuno di noi. Naturalmente nel nostro cuore ci deve essere fiducia in Lui. Bisogna credere che abbiamo bisogno di essere salvati e che solo Gesu’ Cristo potra’ farlo. Gesu’ disse: “Colui che viene a me, io non lo caccero’ fuori” (Vangelo di Giovanni 6:37). Bisogna agire per essere salvati, bisogna passare per Cristo Gesu’, perche’ “in nessun altro e’ la salvezza”! (Atti degli Apostoli 4:12).

Un ponte fra te e Dio
In un’oasi naturale c’e’ una passerella oscillante da utilizzare per passare da una parte all’altra di un torrente. Nella bella stagione non c’e’ acqua nel torrente, e la maggior parte dei visitatori preferisce passare per il letto del torrente asciutto piuttosto che oscillare sull’instabile ponticello anche se alcuni, particolarmente i piu’ giovani, trovano divertente comunque attraversarlo, lasciandosi cullare dal lento movimento causato dal loro passaggio.
Ma quando il torrente e’ in piena non ci sono alternative: l’unico modo sicuro per attraversare e’ passare per quel ponte oscillante. Anche se qualcuno all’inizio puo’ essere titubante, man mano che avanza acquista sempre piu’ fiducia nel fatto che il ponte sara’ in grado di sorreggerlo finche’ a giungera’ all’altra riva.
Questo agire ci parla degli elementi che concorrono alla salvezza delle anime. Cristo Gesu’ e’ il ponte per il quale bisogna passare, e’ necessario un primo passo di fede affidandosi a Lui, verra’ poi la certezza; se Lo seguiremo passo dopo passo, potremo giungere alla meta e raggiungere il cielo.
Qualcuno potrebbe dire: “Non ho abbastanza fede”. Perche’? Pensi forse che Gesu’ non sia in grado di salvarti? Non c’e’ bisogno di una cosi’ grande quantita’ di fede o di un atto di eroismo!
e’ sufficiente la fede per farti rivolgere a Lui in preghiera, chiedendoGli perdono per i tuoi peccati e credendo con tutto il cuore che Egli e’ in grado di salvare quanti chiedono questa salvezza con cuore sincero, secondo la promessa della Sua Parola: “Colui che viene a me io non lo caccero’ fuori” (Vangelo di Giovanni 6:37).

La salvezza e’ per chiunque…
Infine e’ necessario notare quanto sia meravigliosamente ricco di promesse il termine “chiunque”. Include il giovane, il vecchio, il ricco, il povero, il colto, l’ignorante, tutti. Non ha importanza dove sei o quello che hai fatto, se ti senti debole, solo… Se hai un bisogno puoi essere salvato invocando il nome del Signore. Lui sa tutto di te.
Gesu’ ti ama e desidera trasformare la tua vita. Se Lo lascerai operare nel tuo cuore, Egli lo fara’!
Se ti chiedi: “Come posso essere salvato?” la soluzione e’ molto vicino a te: invoca il nome del Signore Gesu’ Cristo, fallo subito, anche in questo momento!
Fallo con fede, appoggiati a Lui, e sarai salvato immediatamente.
Proverai la gioia della salvezza e avrai una dimora eterna nei cieli.
Non dimenticare quello che e’ scritto: “Chiunque invochera’ il nome del Signore sara’ salvato”! by Robert Cunningham
Chiese Cristiane Evangeliche – Assemblee di Dio in Italia

UN AVVENIRE E UNA SPERANZA

UN AVVENIRE E UNA SPERANZA

Leggendo e ascoltando notizie riguardanti gli avvenimenti degli ultimi tempi, non possiamo non rimanere scossi.

I continui suicidi e le manifestazioni di violenza e intolleranza sono la piu’ evidente testimonianza del disagio sociale che cresce di giorno in giorno.
La crisi economica ha privato molte persone della speranza di un futuro migliore, o per lo meno sostenibile, anche perche’ le tante promesse mai mantenute e le continue previsioni di ripresa disattese hanno prodotto disillusione e frustrazione. Dinanzi alle tante incertezze del presente ma anche del futuro, vi e’ un messaggio di speranza che proviene direttamente dal cuore di Dio, un messaggio che puo’ e vuole portare pace e forza in quanti sono stanchi e delusi.
e’ il messaggio che Cristo lascio’ ai Suoi discepoli e che e’ rivolto a ogni uomo e a ogni donna che vivono nella disperazione: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi daro’ riposo” (Vangelo di Matteo 11:28).
Si’, anche nei momenti difficili e’ possibile avere pace nel cuore ritrovando quella speranza perduta a causa delle avversita’: ascolta le dolci parole che Dio rivolge al tuo cuore “‘…Io so i pensieri che medito per voi’, dice il Signore, ‘pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza’” (Libro di Geremia 29:11).
Dio vuole darti un avvenire e una speranza e in cambio ti chiede semplicemente di affidarGli la vita donandoGli il cuore.
La Bibbia riporta storie di uomini che hanno attraversato momenti difficili. Giobbe, la cui pazienza e’ divenuta proverbiale, dall’oggi al domani si ritrovo’ a perdere tutto cio’ che possedeva; una prova dura che tuttavia lo condusse a realizzare in modo completo chi e’ Dio.
Giobbe, infatti, ebbe a dire “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l’occhio mio ti ha visto. Percio’ mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere” (Libro di Giobbe 42:5); Dio, dinanzi a quella bella confessione, abbondo’ Giobbe donandogli piu’ di quanto aveva prima (Il Signore benedi’ gli ultimi anni di Giobbe piu’ dei primi – Libro di Giobbe 42:12).
Se ancora hai soltanto sentito parlare di Dio senza pero’ averlo pienamente conosciuto, l’invito che ti voglio rivolgere e’ di andare a Lui per riceverLo nel tuo cuore.
Molti cercano Dio attraverso la religione, le pratiche ascetiche, le rinunce, i sacrifici personali, ma la Bibbia dichiara che c’e’ una sola via per arrivare a Dio: Cristo Gesu’. Egli ha pagato il prezzo per il perdono dei nostri peccati, Egli e’ “quella via nuova e vivente” che e’ stata inaugurata col sacrificio della propria vita sulla croce. Incamminati per questa via, come Giobbe vai a Dio per ravvederti e pentirti ed Egli diventera’ il tuo Padre celeste.
e’ scritto, infatti, che “a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioe’, che credono nel suo nome” (Vangelo di Giovanni 1:12) e in quanto Padre, Egli sapra’ provvedere quotidianamente ai tuoi bisogni, donandoti non solo una speranza, ma la piena certezza che Egli non ti lascera’ e non ti abbandonera’.
Non solo, questo passo di fede ti garantira’ un avvenire nel cielo, alla presenza di Dio; ai Suoi, infatti, Gesu’ dice: “Quando saro’ andato e vi avro’ preparato un luogo, tornero’ e vi accogliero’ presso di me, affinche’ dove sono io, siate anche voi” (Vangelo di Giovanni 14:3).
Egli ascese al cielo circa 2000 anni fa e vuole preparare un luogo anche per te, un luogo dove “Egli asciughera’ ogni lacrima dai loro occhi e non ci sara’ piu’ la morte, ne’ cordoglio, ne’ grido, ne’ dolore, perche’ le cose di prima sono passate” (Libro di Apocalisse 21:4).
Nel considerare queste promesse non ci resta che ringraziare “il Dio e Padre del nostro Signore Gesu’ Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo” (Lettera agli Efesini 1:3).
Certo, il mondo di oggi e’ confuso e le certezze vengono a mancare, ma “quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Libro di Isaia 40:31) perche’ sanno di poter contare sul sostegno di Colui che puo’ ogni cosa.
Su questa terra non ci resta che seguire il consiglio di Davide: “Confida nel Signore e fa’ il bene… trova la tua gioia nel Signore, ed egli appaghera’ i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agira’” (Libro dei Salmi 37:3-5) sapendo che il nostro “Dio provvedera’ splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze, in Cristo Gesu’” (lettera ai Filippesi 4:19). by Francesco Vito Molea. by Chiese Cristiane Evangeliche – Assemblee di Dio in Italia

UN COMPRATORE A CUI SFUGGIRE

UN COMPRATORE A CUI SFUGGIRE

“«Cattivo! Cattivo!» dice il compratore; ma, andandosene, si vanta dell’acquisto” (Libro dei Proverbi 20:14)

Il compratore del nostro testo ha tre caratteristiche: avvicinandosi al venditore disprezza la merce; e’ deciso a pagare il prezzo piu’ basso possibile; una volta fatto l’acquisto lo mostra come un trofeo di cui vantarsi. Ognuno di noi desidera fare affari; qualche volta siamo stati chiamati a comprare, altre volte a vendere.
La Parola di Dio ricorda acquisti e vendite fatti da vari personaggi: alcuni hanno fatto “un affare” e proprio per questo altri hanno avuto motivo di rimpiangere quello che avevano fatto.
Emblematica e’ la storia di Esau’, che per un misero piatto di lenticchie vendette a suo fratello Giacobbe i suoi diritti del primogenito. Poi pianse! Nella Bibbia leggiamo anche di Giuseppe che, divenuto vicere’ d’Egitto, comprese che era conveniente “comprare” il grano nei sette anni di grande abbondanza, per poi “venderlo” in modo vantaggioso durante i sette anni di carestia.
Il testo in esame ci mette in guardia contro i “cattivi affari”, perche’ se da un lato mostra un “compratore” che si vanta e ride, dall’altro ci fa immaginare un “venditore” che si dispera e piange.
La Bibbia ci dice che il Creatore ci chiama a fare “i migliori affari della nostra vita” avvicinandoci a Lui. Isaia, profeta d’Israele, parlando da parte di Dio, affermava: “O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!” (Libro di Isaia 55:1-2). Se confrontiamo Dio con qualsiasi altro “venditore”, Lo troveremo sempre il piu’ conveniente; nessuno se non Lui ci chiamera’ a “comprare senza pagare”, in quanto presso di Lui e’ possibile ricevere ogni cosa come dono della Sua grazia. Non solo il prezzo e’ il piu’ conveniente, ma i Suoi prodotti “vino e latte”, sono introvabili altrove. Si’, la salvezza, la vera vita, la speranza eterna ed ogni altra virtu’ si possono trovare solo presso di Lui. Altrove faremo solo “cattivi affari”.
Un uomo di Dio ha affermato: “Se non vuoi fare cattivi affari non entrare nella bottega del diavolo”. Nella veste del “venditore”, il diavolo e’ il meno conveniente “sulla piazza”; vende i prodotti peggiori a un prezzo altissimo.
La Parola di Dio esorta ogni persona a non farsi ingannare dal “breve piacere del peccato”, perche’ e’ ancora vero che “il salario del peccato e’ la morte” (lettera ai Romani 6:23), anche se oggi questo messaggio risulta piu’ che mai impopolare. Molte vite sono state ingannate da questo astuto “venditore” e dopo poco tempo dall’acquisto si sono scoperte vuote e disperate.
Tutte le sue promesse sono un inganno, la delusione e la disperazione caratterizzano l’esistenza di chi ha ceduto alle sue lusinghe.
Gesu’ ha affermato che l’avversario di Dio si propone sempre di “rubare, ammazzare e distruggere”: ecco perche’ con lui non faremo mai “buoni affari”, anzi ci conviene stare lontani dalla “sua bottega”.
Il testo mostra “un compratore a cui sfuggire”. e’ lui che ci cerca, che si reca nella “nostra bottega”, perche’ desidera comprare la nostra vita e pagarla il meno possibile. Se cediamo ai suoi inganni, mostrera’ a tutti “la merce acquistata” come un trofeo di cui vantarsi.
La sua arma piu’ efficace e’ il disprezzo: «Cattivo! Cattivo!».
Questo astuto acquirente sa che “il prezzo” scende quando “chi vende” perde di vista il valore della sua merce.
Oggi molti messaggi che arrivano alle nostre orecchie tendono a non farci stimare la nostra vita quanto dovremmo.
In tanti sono convinti che l’uomo non sia la creatura di Dio, fatta a Sua immagine, amata, destinata all’eternita’.
Alle sue orecchie qualcuno ha gridato «Cattivo! Cattivo!», convincendolo di essere frutto del caso, destinato a vivere solo una breve esistenza terrena, di cui non riesce a scorgere il senso, per poi finire i suoi giorni nell’oblio della morte.
Ecco perche’ l’uomo dice a se stesso e ai suoi simili, continuamente: “Mangiamo e beviamo, perche’ domani morremo”.
In questo modo l’uomo e’ stato svuotato di ogni scintilla divina ed e’ caduto in basso fino a dichiarare: “Non c’e’ Dio”. Quando questo messaggio viene accettato e vissuto come vero, “la svendita dell’esistenza umana” con tutti i suoi tristi risultati diventa evidente.
Il nostro mondo, con i suoi fallimenti familiari, sociali e personali, ne e’ una chiara testimonianza. Molti anni fa (e oggi la situazione non e’ cambiata) il profeta Isaia affermava che “la terra barcolla come un ubriaco, il suo peccato grava su lei”.
Le notizie che arrivano da ogni parte del mondo ci parlano di bambini sfruttati e abusati, donne violentate e uccise, amministratori e capi di nazioni disonesti e spietati, uomini immersi nella sfrenata e continua corsa “edonistica”, che promuove il piacere effimero e devastante delle droghe e di molto altro ancora. Tutto questo non deve e non puo’ lasciarci indifferenti, anzi deve portarci a riflettere e a reagire con fede per evitare di percorrere la stessa via, che, pur essendo “larga e spaziosa”, conduce alla morte eterna. Eppure il grido del “compratore spietato”, «Cattivo! Cattivo!», continua a riecheggiare dalle cattedre scolastiche e delle universita’, dai pulpiti delle chiese nominali, nei circoli culturali, nei salotti televisivi e in ogni altro luogo nel quale “la cultura umanistica” che caratterizza il nostro tempo la fa da padrona.
Cio’ rende piu’ che mai attuale la dichiarazione fatta dall’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani “…Dicendosi savi sono divenuti stolti…”, e in questa stoltezza gli uomini mostrano la loro incapacita’ di sfuggire a questo “compratore” che con le sue lusinghe vuole privare l’uomo della benedizione divina e portarlo nel baratro della perdizione eterna.
Ancora oggi esistono persone come Esau’ che scambiano il loro bene eterno con “il piatto di lenticchie” dell’illusione del peccato; ancora oggi Gesu’ e la Sua grazia sono svenduti a bassissimo prezzo da discepoli che, come Giuda Iscariota, non ne hanno compreso l’immenso valore; ancora oggi persone come Dema, che per un tempo hanno servito il Signore, arrivano a barattare “l’oro di Ofir della Grazia” con “la spazzatura del mondo”, rimanendo ingannati e ingannando intere generazioni che hanno avuto l’unica colpa di fermare gli occhi della loro fede su di loro e non sul glorioso Salvatore, che invece non viene mai meno.
Molti sono come in preda alla pazzia, che porta a rincorrere traguardi che mai raggiungeranno, se non si volgeranno verso il Dio del cielo. Il valore della vita dell’uomo e’ ben descritto nelle Parole che il Creatore indirizza alla Sua creatura, quando afferma: “Tu sei prezioso agli occhi miei ed io Ti amo” (Libro di Isaia 43:4).
Si’, la voce di Dio grida alle orecchie dell’uomo: «Prezioso! Prezioso!». Il cuore di Dio e’ tutto per la Sua Creatura; il Suo amore non verra’ mai meno; il Suo piano di grazia e’ il piu’ nobile; i Suoi pensieri sono pensieri di pace, intesi a dare un avvenire e una speranza; la Sua tenerezza e’ commovente e ogni Suo gesto e’ dolce fino a toccare le profondita’ dell’animo umano.
Questa voce, che e’ la voce di Dio, e’ l’unica che da’ il giusto valore all’uomo, lo descrive come il Suo “capolavoro” e gli ricorda che Lui, il Creatore, ha dato il Suo unico Figlio alla morte per salvare l’umanita’ dalle terribili conseguenze del peccato.
Il “compratore spietato” grida: «Cattivo! Cattivo!» e disprezza la vita dell’uomo. Alla croce, pero’, la potente voce di Dio ha gridato: «Prezioso! Prezioso!». A chi daremo fiducia?
Quale valore attribuiremo alla nostra esistenza terrena? Ci lasceremo ingannare, butteremo via questa opportunita’, oppure, per grazia di Dio, sfuggiremo al “compratore impietoso e malvagio” dando ascolto all’amorevole voce di Dio, che ci vuole nobilitare e valorizzare?
Nell’acquistare la nostra vita Gesu’ l’ha resa piu’ che mai preziosa: scegli anche tu per Gesu’ e non te ne pentirai mai.
Farai cosi’ “il migliore affare della tua vita”. Le conseguenze e i benefici saranno eterni! by Michele Mango
Chiese Cristiane Evangeliche – Assemblee di Dio in Italia

NON POSSIAMO PERMETTERCI LA NORMALITA’

NON POSSIAMO PERMETTERCI LA NORMALITA’

Alcuni lettori troveranno ciò che sto per dire esagerato, mentre per altri sarà un’ovvietà; in ogni caso, è un commento relativo alla chiesa che non vorrei dover fare. Ebbene, molti cristiani sono privi di forza.

Consideriamo come un tipico credente moderno vede la “normale” cristianità. Questa persona sarà un po’ egoista, leggermente materialista, vagamente consumista. Ogni giorno, molte delle sue scelte riguarderanno il miglioramento della propria vita. Tra queste scelte rientreranno anche quelle spirituali, come i gruppi di chiesa, i podcast che scaricherà e i seminari che seguirà.

Non c’è nulla di sbagliato in queste cose. Il Signore desidera che le nostre vite siano benedette. Ma, per alcuni cristiani, questi sono solo dei desideri mondani. Riguardano il rafforzamento di sé stessi, non del regno di Dio; tutto questo può sottrarre a un credente la vera forza del vangelo.

Secondo me, quella che oggi viene chiamata cristianità normale è un oltraggio a Dio. Non solo è senza forze, ma è anche priva di passione, di altruismo. In altre parole, è senza croce, dunque senza Cristo. Non fraintendetemi: sono certo della grazia di Dio e non caricherei mai nessuno di un peso inadatto; il fatto è che la chiesa deve fare un inventario spirituale per vedere se i nostri obiettivi “spirituali” ci portano più vicini al cuore di Dio o ci stanno solo facendo girare in tondo.

Lasciatemi porre una domanda, cosa pensate che sarebbe meglio per la vostra salute spirituale? andare in una chiesa che non predica molto il vangelo, che non insegna molto la parola di Dio e che non ha molto zelo per il suo regno? Una chiesa dove nessuno segue realmente i suoi comandamenti? O, forse, sarebbe meglio essere in una chiesa che esalta la parola di Dio, proclama il vangelo e ha posto per ogni tipo di credente?

Suggerisco umilmente che la seconda opzione potrebbe rivelarsi dannosa per la vostra salute spirituale. Perché? Gesù dichiara che a chi molto è dato, molto sarà richiesto. Per una persona la cui vita non ha molto a che vedere con le verità bibliche che gli sono state insegnate, il giorno del giudizio non sarà molto spaventoso.

Molti di noi devono ammettere una dura verità: è così, vogliamo conoscere le vie di Dio, ascoltare la verità del vangelo, ma vogliamo anche evitare di viverla. Tristemente, la cultura odierna incoraggia questo tipo di vita. È accettabile seguire dei sermoni e lodare, pur tornando a casa totalmente identici a prima.

Che cosa è successo a una vita di totale resa a Gesù? Che cosa è successo all’essere pronti a deporre le proprie vite a ragione del vangelo? Paolo disse della sua testimonianza: «la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza » (1 Corinzi 2:4). Se non stiamo vivendo una vita fortificata da Dio non è perché la grazia è senza forza. Dipende da noi.

Dio non ha smesso di dare forza al suo popolo nel 100 d.C. o nel 500 d.C. Gesù non ha mai detto: «Farete opere più grandi di queste, fino alla riforma». Paolo predicò il messaggio di un vangelo potente e voleva questa forza sul suo discepolo Timoteo per una precisa ragione:

«Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, (…) senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!» (2 Timoteo 3:1-5)

In questi passi Paolo sta parlando di frequentatori abituali ma li descrive come aventi solo “l’apparenza della pietà”. Questi cristiani non evitavano di andare alla sinagoga, leggere testi sacri o partecipare ad attività religiose. Eppure Paolo consigliava a Timoteo di “Allontanarsi da costoro”. Stava dicendo: «è pericoloso stare vicino a queste persone. Penserai che il loro modo di vivere sia accettabile. Possono sembrare buoni, ma Dio guarda al cuore, e vede solo malvagità e orgoglio».

Paolo disse che questi cristiani «cercano sempre d’imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità » (3:7). In pratica, ascoltavano gli insegnamenti del vangelo, ma non li ricevettero mai nel cuore. Questo li rese impotenti, secondo Paolo, perché «si opposero alla verità» (3:8).

Notiamo come Paolo comincia questo passaggio: «Negli ultimi giorni verranno tempi difficili» (3:1). Mette subito in chiaro che la “normale” cristianità non potrà durare per sempre, perché i tempi difficili inaridiranno una fede superficiale. Probabilmente sono il meno bravo a profetizzare di tutti i cristiani viventi, ma anche io posso vedere le difficoltà che stanno per arrivare. Quando l’economia globale traballa, l’americano medio affronta disastri finanziari e ci sono sempre più disordini politici, qualcosa sta per arrivare.

Cosa faranno la maggior parte dei cristiani quando le cose andranno veramente male? I nostri cuori sono davvero preparati per i tempi difficili? Prego che sapremo reagire come fece la chiesa negli Atti, dopo aver saputo dell’imminente carestia. Non hanno ammassato beni in previsione del disastro; invece, prepararono offerte per le chiese che avrebbero sofferto a causa della povertà.

Potresti pensare: «Questo non è molto responsabile». Eppure è ciò che cristiani in altre nazioni fanno ancora oggi. Ho visitato una chiesa in El Salvador, dove il reddito medio è di quattro dollari al giorno. Mi sono meravigliato nell’apprendere che la gente da due dei dollari che guadagna in beneficenza. Ho chiesto a molti di loro: «Perché dai così tanto?» Ognuno di essi mi ha risposto: «Perché Gesù ci ha detto di donare ai bisognosi». Io ho risposto: «Ma tu sei bisognoso». «Oh no,» mi hanno risposto, «Noi siamo benedetti, e vogliamo ricambiare benedicendo».

Questi non sono cuori che sono irreligiosi o superbi. Possiamo dire lo stesso di noi? Come cristiani statunitensi, saremmo desiderosi di benedire gli altri, pur avendo poco noi stessi? O ci ritireremmo nel momento di dare come abbiamo ricevuto?

Per la prima volta nella storia, meno della metà degli americani si definisce come credente di qualsiasi tipo. Sono ancora meno (circa il trenta per cento) le persone sotto i trent’anni. Molte di queste persone scelgono “nessuna” come preferenza religiosa. Si stima che entro un decennio questa generazione sarà completamente persa nel secolarismo e nell’irreligiosità. E la tolleranza verso i cristiani non potrà che ridursi.

Come dobbiamo comportarci? Lo scrittore di ebrei ci risponde così: «Ricordatevi di quei primi giorni, in cui, dopo essere stati illuminati, voi avete dovuto sostenere una lotta lunga e dolorosa» (Ebrei 10:32). Dio trasformò le sofferenze dei primi cristiani in un mezzo per mostrare la forza del vangelo.

«Talvolta esposti agli oltraggi e alle vessazioni (… ) accettaste con gioia la ruberia dei vostri beni, sapendo di possedere una ricchezza migliore e duratura. Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa! Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso. Perché: «Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l’anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita» (10:33-39).

Questo è un passaggio difficile da accettare, non c’è dubbio, ma contiene speranza: Parla di un tempo in cui le cose andranno tanto male che i credenti saranno tentati di abbandonare il messaggio di Dio. Eppure: «Noi non siamo di quelli che si tirano indietro (…) ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita».

Dio ci dice che in mezzo a questa oscurità crescente farà qualcosa di glorioso: sta preparando una chiesa per gli ultimi tempi, pronta a testimoniare la sua potenza nei momenti più bui. Questi credenti potranno pregare: «Signore, tu non fai distinzioni tra le persone. Quello che hai fatto per la chiesa primitiva degli Atti, fallo anche per noi. Dacci forza per testimoniare la tua verità».

Probabilmente non affronteremo mai le stesse prove dei credenti neotestamentari, ma Dio ci da comunque la forza vista nel nuovo testamento. Sicuramente affronteremo prove anche noi, perché non siamo immuni a ciò che sta accadendo nel mondo; ma le avversità produrranno in noi una forza mai vista.

Ecco perché non possiamo più permetterci di essere normali nella nostra fede. Pensiamo al crescente numero di non credenti di cui ho detto prima. Ognuno di loro rappresenta un’anima diretta all’inferno, qualcuno per cui Gesù è morto. Questi numeri sono sufficienti a convincerci che dobbiamo andare al di là della cristianità “normale”, per proclamare il vangelo di Cristo senza paura e ostacolo. Questo richiede la sua forza, che non possiamo ottenere da soli. Si riceve solo per grazia.

Ho parafrasato molte volte Leonard Ravenhill riguardo questo argomento, ma vale al pena ripetersi: «La cristianità moderna è tanto al di sotto del normale che se ogni cristiano cominciasse a comportarsi come un normale cristiano neotestamentario, sarebbe considerato anormale».

Dimmi un po’, stai solo udendo la parola di Dio senza metterla in pratica? Oppure c’è disparità tra il potere del vangelo di Cristo e il tuo cammino? Prega con me oggi: «Signore, sono stanco di accontentarmi di una cristianità normale. Infondi il tuo potere celeste nella mia poco interessante vita. Sono un vaso vuoto, riempimi e provami. Qualunque sia il costo, Signore, portami dove tu vuoi che io sia».

Prega così e vedrai la sua forza nella tua vita. Amen. by Gary Wilkerson