SIGNORE SALVAMI

SIGNORE SALVAMI

Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, grido’: Signore, salvami! E Gesu’, stesa subito la mano, lo afferro’ e gli disse: O uomo di poca fede, perche’ hai dubitato?” (Matteo 14:30-31)

Questo passo del vangelo di Matteo lascia stupiti! Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci aveva suscitato entusiasmo eccezionale nel popolo al punto che la folla voleva proclamare re Gesu’.
Ma questo episodio di Gesu’ che cammina sul mare e’ altrettanto straordinario!
Il racconto ci mette a conoscenza del proposito di Gesu’ di far partire da soli i discepoli alla volta dell’altra sponda, infatti, il testo dice: “Li obbligo’”.
Gesu’ sapeva che ad un certo punto i Suoi discepoli si sarebbero trovati ad affrontare una grande difficolta’. Essi dovevano imparare ancora molte cose: gia’ si erano allontanati dalla riva di qualche miglio quando una tempesta inaspettata li colse di sorpresa, e proprio quando Gesu’ era lontano! Erano stati obbligati da Gesu’ a raggiungere l’altra sponda e ora… ecco il risultato!
In quei momenti non era il caso di fare discussioni, visto il vento contrario e l’impossibilita’ d’issare la vela, era necessario remare per guadagnare l’approdo.
Questo difficile momento vissuto dai discepoli somiglia a certi passaggi della nostra vita.
Leggiamo che la barca “era sbattuta dalle onde”, non solo rollava forte, era sbattuta! Miei cari nel Signore, quante volte ci siamo trovati a essere sbattuti dalle onde delle difficolta’, dalle malattie, delle difficolta’ economiche, dai marosi dell’ instabilita’ del lavoro, onde alte che ci hanno fatto piangere e gridare a Gesu’: “Signore, salvaci!”
Forse stai passando in mezzo a una tempesta che non hai cercato, stai subendo i colpi di marosi che mai avresti creduto di dover affrontare e, come i discepoli, stai ubbidendo al Signore. Ti trovi dove il Maestro ti ha chiamato a vivere, eppure stai attraversando una tempesta!
I discepoli erano esperti marinai e, allo stesso modo, possiamo anche essere persone con esperienza, ma talvolta le tempeste sono troppo forti anche per quelli molto esperti! Che cosa fare? Tornare indietro? I discepoli non la pensarono cosi’!
Lottarono fino alla quarta vigilia, fino a notte fonda con tutte le loro forze.
Lo stesso facciamo anche noi: affrontando le tempeste della vita, lottiamo con le nostre forze confidando nel soccorso divino… Non aspettiamo miracoli, se prima non abbiamo messo il nostro impegno e non abbiamo usato le nostre risorse!
I discepoli remarono per alcune miglia per arrivare nel posto indicato da Gesu’, lottarono con tutte le loro forze. Ecco un buon esempio: non si arresero, non tornarono indietro, ma proseguirono. Ecco l’indicazione, facciamo anche noi la stessa cosa: proseguiamo, confidando nel soccorso divino!
Qualcuno dira’: “E Gesu’? Dov’e’ Gesu’?” Gesu’ e’ vicino alla barca, Gesu’ sta arrivando; prima che le forze si esauriscano, il Salvatore verra’! Che sollievo quando arriva Gesu’!
Forse i discepoli si aspettavano che la tempesta si placasse con la stessa velocita’ con la quale era arrivata; la particolare orografia del territorio dava luogo a bruschi mutamenti meteorologici, ma intanto la barca era sbattuta dalle onde, nessuno si aspettava il soccorso con quelle modalita’. Gesu’ che cammina sul mare: chi l’avrebbe mai pensato? Eppure il soccorso arriva puntuale in maniera incredibile!
Immaginiamo la scena. Gesu’ si avvicina tra le onde, la paura, le grida, ma ecco che l’apostolo Pietro risponde alle rassicurazioni di Gesu’ con una richiesta: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua”.
Certo che Pietro ne aveva di fantasia!
Ci sorprende ancora la risposta di Gesu’: “Vieni”.
Forse io mi sarei accontentato del soccorso, delle rassicurazioni, della presenza del Salvatore, l’apostolo Pietro al contrario vuole che Gesu’ gli dia l’ordine di camminare sul mare! Gesu’ premia sempre la fede.
Non c’e’ dubbio che in quel momento scendere dalla barca e andare verso Gesu’ richiedesse tanta fede, il problema era mantenerla costante.
La stessa cosa credo succeda a noi, quando abbiamo slanci audaci che devono fare i conti con le difficolta’ oggettive, con la paura. Dio sia ringraziato per il “pronto soccorso”! Se stai affrontando delle difficolta’, non temere, Gesu’ e’ vicino; se hai fede per fare qualcosa di particolare, non distogliere lo sguardo dal Signore; se hai paura, Gesu’ non permettera’ che i problemi ti soverchino, la Sua mano ti afferrera’.
Mi piace la preghiera di Pietro, breve, precisa: “Signore, salvami!. Piu’ grande e’ il pericolo piu’ forte sara’ l’invocazione.
Alcuni anni fa durante la notte un dolore fortissimo mi sveglio’, capii che era una cosa seria, a stento arrivai alla macchina ma non riuscii a scendere all’arrivo in ospedale, il dolore era fortissimo. Dissi al medico che non ero piu’ in grado di sopportare in silenzio, lo avvertii che di li’ a poco avrei alzato la voce… non immaginava per quale scopo, per invocare il Signore con tutte le forze! Dopo l’intervento mi confido’ che avevo tutte le ragioni per gridare forte. Rischiai di morire quella notte, ma Dio mi soccorse! Io gridai al Signore, senza paura, e Gesu’ stese la mano! I medici non mi volevano operare, volevano trasferirmi in elicottero in un presidio ospedaliero piu’ attrezzato, ma io gridai forte: “Signore, salvami”. Bastava solo una manciata di minuti in piu’ e sarei affondato. Ma Gesu’ e’ il nostro soccorso.
Gesu’ soccorse Pietro immediatamente, senza aspettare che sprofondasse tra le onde.
Caro lettore, miei cari, Gesu’ salva, Gesu’ stende la mano a tutti coloro che Lo invocano, Egli e’ Salvatore. Che la preghiera dell’apostolo sia di esempio per tutti coloro che vivono situazioni difficili: “Signore, salvami!”. Se credi di sprofondare, grida al Salvatore e sarai soccorso, salvato, al sicuro, tra le braccia di Colui che sostiene tutto con la parola della Sua potenza. by Daniele Vitale. © – 1988 Assemblee di Dio in Italia
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