ATTENZIONE: PERICOLO CONTAMINAZIONE

ATTENZIONE: PERICOLO CONTAMINAZIONE

“Oggi la vita e’ piu’ difficile, i giovani sono sottoposti a maggiori pressioni, piu’ numerose sono le tentazioni”. Non e’ difficile ascoltare simili argomentazioni, ma davvero in questa generazione e’ cosi’ difficile distinguersi dagli altri?

Corre il VI secolo a.C. e il re Nabucodonosor fa deportare uomini di Giuda a Babilonia, capitale del suo regno. Fra questi ci sono dei giovani di stirpe reale, destinati ad essere istruiti nella scienza dei Caldei, per diventare dei vassalli al servizio del re nelle province di origine e dipendenti da Babilonia, secondo la cultura caldea.
Daniele al tempo dell’esilio e’ molto giovane, ma ha gia’ una determinazione spirituale tanto forte che, d’accordo con i suoi tre amici Hanania, Mishael e Azaria, decide di non contaminarsi con le vivande del re e di astenersi dalle carni offerte in sacrificio agli dei pagani. Dio onora la loro rettitudine e la loro posizione; cosi’ dopo una prova di dieci giorni i quattro giovani ebrei trovano grazia presso l’economo del re (l’eunuco) e poi presso tutta la corte.
Interrogati da Nabucodonosor, danno prova di maggior saggezza dei loro compagni (che invece hanno preso parte ai banchetti reali), tanto da essere ammessi al servizio del re; in appresso e’ loro affidato il comando della provincia di Babilonia e Daniele diventa addirittura primo ministro, dando testimonianza di Dio presso i potenti re del suo tempo per tutti i 70 anni della deportazione di Giuda.
Questa breve narrazione ci porta ad una chiara considerazione: “Contaminarsi” e’ qualcosa da evitare; il nostro spirito e il nostro corpo possono essere attaccati da molteplici elementi e realta’ in grado di variarne l’integrita’ e la purezza. Esistono quindi diversi tipi di contaminazione; per meglio comprenderli, osserviamoli attraverso la lente d’ingrandimento per eccellenza, la santa parola di Dio.

La contaminazione della mente
“Di insegnar loro la letteratura e la lingua caldea” (Daniele 1:4)
La contaminazione giungeva a questi giovani anche a livello intellettuale, attraverso la cultura babilonese, la quale era molto complessa ed articolata e comprendeva tra le altre narrazioni epiche e mitologiche, cronache storiche e annali reali, inni e preghiere, riti e trattati di divinazione, testi di magia, raccolte di proverbi e precetti, opere sapienziali e poemi romanzeschi che affrontavano con notevole originalita’ il problema della sofferenza umana.
I giovani cristiani di oggi, che vivono in questo mondo sempre piu’ licenzioso e provocante. si trovano in una condizione simile a quella dei quattro giovani della nostra storia; infatti, la mente e’ esposta frequentemente a stimoli e tentazioni che corrompono e contaminano:
Tanti giovani lasciano che la loro mente sia facilmente contaminata senza opporre resistenza, soffocando, di fatto, la voce del Signore. La contaminazione puo’ celarsi anche in ambienti che subdolamente si definiscono cristiani, ma noi siamo chiamati a nutrirci della parola di Dio che promuove la fede e a crescere con la sana dottrina (II Corinzi 2:17).
Noi abbiamo imparato a offrire il nostro culto a Dio con riverenza e timore, senza frastuono e disordine, isterismi e scurrilita’.

La contaminazione del corpo
“Il re assegno’ loro una razione giornaliera dei cibi della sua tavola e dei vini che egli beveva; e ordino’ di istruirli per tre anni dopo i quali sarebbero passati al servizio del re” (v.5).
Non contaminarsi con vivande e bevande del re aveva diverse motivazioni importanti, poiche’ era un costume pagano gettare parte delle vivande e bevande come segno di devozione verso il proprio dio, giacche’ era cibo consacrato agli dei; inoltre le vivande erano sicuramente sofisticate e quindi contenenti sostanze che la legge vietava.
Non sono pochi purtroppo quei giovani che contaminano i loro corpi senza preoccuparsi delle conseguenze morali e fisiche attraverso scelte sbagliate e azioni contrarie allo Spirito di Dio.
Per evitare di contagiare la nostra anima con gli elementi mondani e della mondanita’, faremmo bene a non lasciarci attrarre da esse fino ad innamorarcene, perche’ dopo sarebbe molto difficile staccarsi da esse: “Non amate il mondo ne’ le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non e’ in lui” (Giovanni 2:15).
Attenzione alle amicizie mondane, perche’ anch’esse sono una forma di contaminazione.
È comunque vero che siamo invitati ad avere buone relazioni con tutti (Romani 12:18 – Galati 6:10).
È corretto affermare che il nostro rapporto con Dio e’ spirituale, ma lo e’ altresi’ sostenere che deve essere vissuto anche per mezzo del nostro corpo, il quale deve risultare santo al Signore, infatti: “Non sapete che il vostro corpo e’ il tempio dello Spirito Santo che e’ in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi” (I Corinzi 6:19).
Se il nostro corpo e’ veramente offerto a Dio, non siamo piu’ proprietari ma solo amministratori.

La contaminazione dello spirito
Una volta che la contaminazione giunge alla mente e spinge l’uomo a manifestarsi attraverso gli atti del corpo, immancabilmente lo spirito e’ macchiato di peccato.
Infatti, ogni atto che non onora Iddio ci rende schiavi, subordinati ad un’altra volonta’.
Gli amici di Daniele non si contaminano, non adorano la statua d’oro (Daniele 3:5). Quando il re domanda quale sara’ il dio che li liberera’ dalle sue mani, essi rispondono: “Il nostro Dio che noi serviamo” (3:17).
Daniele stesso, al decreto del re che stabilisce di rivolgere qualsiasi richiesta o preghiera solo a lui (6:7), risponde continuando a pregare e a rendere grazie e supplicazioni al suo Dio “come soleva fare per l’addietro”.
Nonostante tutto cio’ egli e’ gettato comunque nella fossa dei leoni, ma puo’ in seguito dire: “Il mio Dio ha mandato un suo angelo…” (v. 20:21).

La nostra mente e’ come un grande recipiente che non si riesce mai a colmare. Essa e’ per sua natura continuamente alla ricerca di nuovi stimoli e di nuovi impulsi. Bisogna imparare a saperla ben gestire per evitare di esserne gestiti, affinche’ le nostre scelte e le nostre decisioni non siano frutto di cio’ che abbiamo (volontariamente o inconsciamente) assorbito durante le esperienze a contatto con il mondo dove viviamo.
Il re Nebucadnetsar obbliga e stabilisce come devono nutrirsi (materialmente e spiritualmente) Daniele e i suoi compagni, cercando di renderli schiavi, privi di qualsiasi liberta’. Daniele nel suo intimo dinanzi a tanto malessere prende una santa risoluzione: quella di non contaminarsi, perche’ sapeva che la sua vita apparteneva Dio. Oggi v’e’ un altro re che allo stesso modo, vuole propinarci “subdole contaminazioni” una sorta di “liberta’ vigilata” ovvero una falsa liberta’.
L’unica, inimitabile, vera liberta’ e’ offerta da Cristo: “Conoscerete la verita’, e la verita’ vi fara’ liberi. Se dunque il Figliuolo vi fara’ liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:32,36). by Giovanni Villari. © – 1988 Assemblee di Dio in Italia

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