DIO, NON RIMEDIA MAI ALLE SITUAZIONI…NE HA IL PIENO CONTROLLO

DIO, NON RIMEDIA MAI ALLE SITUAZIONI…NE HA IL PIENO CONTROLLO

Caro amico/a,
a volte pensi che Dio tra mille affanni, nel controllare tutto ciò che accade nel mondo, corra a rimediare delle situazioni che forse Gli stavano sfuggendo di mano, oppure in altre circostanze è anche arrivato in ritardo e non ha potuto fare nulla… no, questa è la nostra grottesca caratteristica umana, …Dio è Dio!

Dio controlla ogni cosa! A Dio non sfugge nulla di ciò che accade a casa tua, nella tua città, nel tuo stato , nel tuo continente, nel mondo che ti circonda!

La Bibbia ci dice che Dio conosce perfettamente il numero dei capelli che hai;
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. (Matteo 10:30)

Dio ha il pieno controllo sulle forze della natura, sulle leggi dell’universo e ha il dominio ancora su di esse. Dio non ha dato ad altri il controllo di tutte le cose, ma Lui stesso ha il pieno controllo.

Nella Bibbia vediamo alcune persone che avevano i tuoi stessi pensieri:

Il fratello di Marta (Lazzaro), era morto e, secondo Marta; se Gesù anziché tardare fosse arrivato prima , Lazzaro non sarebbe morto… Leggiamo cosa dice Marta; Appena Maria fu giunta dov’ era Gesù e l’ ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». (Giovanni 11:32).
Questa non era una situazione sfuggita di mano a Gesù, questo era il piano di Dio. Cristo Gesù aveva tardato di proposito proprio perchè il miracolo da compiere sarebbe stato straordinario!

I servi di Iario (capo della Sinagoga), vennero a dire a Gesù di non scomodarsi più perchè la bambina ormai era morta… Mentr’ egli parlava ancora, venne uno dalla casa del capo della sinagoga, a dirgli: «Tua figlia è morta; non disturbare più il Maestro». (Luca 8:49)

Gesù aveva appena guarito e salvato  una donna dal flusso di sangue, questo sicuramente fu la causa di questo ritardo ma in realtà non c’era una reale urgenza perchè secondo Gesù la bambina dormiva! Or tutti piangevano e facevano cordoglio per lei. Ma egli disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». (Luca 8:52)

Gesù entrò in casa di Iario e risuscitò la bambina.

Dio non ha contrattempi o ritardi, Dio attribuisce il giusto tempo e la giusta priorità a tutte le situazioni, secondo i Suoi termini e secondo la Sua volontà.

Anche la morte di Gesù. è stata attribuita ad un tragico evento finale di un uomo che era venuto per fare del bene e invece alla fine è caduto nella trappola della morte. No! Il piano perfetto di Dio prevedeva la morte di Cristo Gesù sulla croce per il perdono dei peccati e la vittoria definitiva sulla morte! Il giorno e l’ora erano stati già stabiliti dal principio. In quel venerdì prima della pasqua, tutti i discepoli e gli apostoli che avevano seguito Gesù pensarono ad un grande fallimento, ma Dio aveva stabilito che arrivasse la domenica, dove il sepolcro fu aperto e il Signore risorto. Dall’apparenza di un grande fallimento, al compimento del grandioso piano di redenzione da parte di Dio; Cristo è risorto! Il peccato è stato sconfitto. Tutto questo sotto il pieno controllo di Dio!

«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. (Isaia 55:8)

Se pensi che Dio sta tardando, stai limitando Dio, Egli arriverà, ne un secondo prima , ne un secondo dopo, arriverà nel momento migliore per fare qualcosa di straordinariamente grande nella tua vita.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’ età presente». (Matteo 28:20). by ParoladiDio

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I CONSIGLI DELLA SAPIENZA

I CONSIGLI DELLA SAPIENZA

“Poiché la mia bocca esprime il vero, e le mie labbra abominano l’empietà. Tutte le parole della mia bocca son conformi a giustizia …” (Proverbi 8:7, 8)

Nei pareri e nelle opinioni di questo mondo spesso si tira a indovinare e si fanno ipotesi. Gli amici, mossi dalle migliori intenzioni, desiderano consigliarci nelle nostre scelte, anche in quelle meno importanti; tuttavia, a causa della limitazione della loro conoscenza, qualche volta possono rifilarci cattivi suggerimenti. I consigli sbagliati, per quanto dati in buona fede e con sincerità, hanno danneggiato molte vite. Qui, invece, troviamo un consiglio che è sempre assolutamente vero. Le parole che la Sapienza divina ci rivolge sono sempre infallibilmente giuste. Nella Bibbia c’è una guida nella cui conduzione possiamo porre assoluta fiducia in ogni circostanza. Qui c’è un consigliere i cui suggerimenti sono sempre affidabili e corretti. La Parola di Dio non sotterra il cuore dell’uomo sotto uno strato di critica rigorosa e puntigliosa, ma disciplina il carattere e opera cambiamenti radicali. Quanti si affidano completamente alla Parola di Dio, seguono i suoi consigli e ubbidiscono a tutti i suoi precetti possono essere certi della benedizione divina. Non si è mai sentito che la Bibbia abbia suggerito una strada che conducesse al disastro, alla perdita o al disonore. Essa guida sempre lungo sentieri giusti e sicuri, che hanno come invariabile destinazione il bene supremo e la benedizione di coloro che li percorrono. Ascoltiamo e ubbidiamo ai consigli della Sapienza!
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

LE BUGIE DEL NEMICO

LE BUGIE DEL NEMICO

Nei nostri momenti di prova e tentazione, Satana viene a noi portando le sue menzogne: “Sei circondato e non hai via di scampo. Servitori più grandi di te si sono arresi in circostanze non peggiori di queste. Ora è il tuo turno di lasciarti andare. Sei un fallimento, altrimenti non ti saresti trovato in questa circostanza. C’è qualcosa di sbagliato in te e Dio è sicuramente dispiaciuto”.

In mezzo alla sua prova, Ezechia riconobbe la sua incapacità. Il re si rese conto che non aveva la forza di mettere a tacere le voci che imperversavano contro di lui, perciò cercò l’aiuto del Signore. E Dio rispose mandando il profeta Isaia, che portò ad Ezechia questo messaggio: “Il Signore ha udito il tuo grido. Ora dì a Satana che è alle tue porte: ‘Sei tu che sarai abbattuto. Come sei venuto, così devi anche andartene’”.

Ezechia era quasi sul punto di cadere nella trappola del nemico. Il fatto è che se non resistiamo alle menzogne di Satana – se nella nostra crisi non ci volgiamo alla fede e alla preghiera, se non attingiamo forza dalle promesse di liberazione di Dio – il diavolo farà a pezzi la nostra fede vacillante ed intensificherà i suoi attacchi.

Ezechia attinse coraggio dalla parola che aveva ricevuto, e fu in grado di dire a Sennacherib senza mezzi termini: “Re malvagio, non hai maledetto me. Tu stai mentendo contro Dio stesso. Il mio Signore mi libererà. E siccome tu hai maledetto lui, ti ritroverai a combattere contro la sua ira!”.

La Bibbia ci dice che quella stessa notte Dio liberò Ezechia e Giuda in maniera soprannaturale: “Quella notte avvenne che l’angelo dell’Eterno uscì e uccise nell’accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini; quando la gente si alzò al mattino, ecco, erano tutti cadaveri” (2 Re 19:35).

I credenti oggi non si basano solo su una promessa ma anche sul sangue versato di Gesù Cristo. E in quel sangue troviamo la vittoria su ogni peccato, tentazione e battaglia che affrontiamo. Forse hai da poco ricevuto una lettera dal diavolo. Io ti chiedo: credi che Dio abbia la preconoscenza di anticipare ogni tua prova? Ogni tuo movimento folle? Ogni tuo dubbio e paura? Se sì, hai l’esempio di Davide davanti a te, che pregò: “Questo pover’uomo ha gridato, e il Signore lo ha liberato”. Farai anche tu la stessa cosa? by David Wilkerson

L’AMORE TRIONFA SULL’AMORE

L’AMORE TRIONFA SULL’AMORE

“Non temere; io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente, e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell Ades” (Ap 1:18) Era impossibile, dice Pietro, che il nostro Signore potesse essere trattenuto dalla morte (At 2:24)

 Essa costrinse Cristo a soffrire; ma le acque amare della sofferenza non potevano spegnere il suo amore. Egli era la propiziazione per i peccati di tutto il mondo. Quindi, ogni uomo, persino quelli che Lo trafissero, sono compresi nel Suo grande amore. Cristo morì, non soltanto per sconfiggere i peccato sacrificando Sé Stesso, ma anche per privare la morte dei suoi terrori. Nella morte, il nostro Signore Gesù distrusse sia il Diavolo che il suo potere; il principe di questo mondo è stato giudicato e privato del suo trono (Eb 2:14, 15; Giov. 12:31; 16:11). Non temiamo i misteri della morte. Cristo ci ha mostrato che rappresenta l’accesso ad un’altra vita. C’è il medesimo spirito, ma in un ambiente diverso. È una condizione dell’esistenza in cui si odono le stesse voci e vi è la medesima comunione umana. Durante i quaranta giorni in cui Gesù si trattenne sulla terra dopo la Sua risurrezione, Egli illustrò molti particolari della vita dopo la morte, che seppero illuminare il suo mistero. Morire significa essere con Lui, ed esser accolti nella grande moltitudine degli spiriti amorevoli (II Pietro 1:11). Non temiamo la solitudine della morte. L’anima che attraversa la valle oscura diventa consapevole del fatto che Qualcuno è al suo fianco: “sei con me”. La morte non può separarci, nemmeno per un momento, dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù nostro Signore. Gesù morì da solo; Egli si sentì abbandonato; ma a nessuno di noi viene richiesto di passare attraverso quella terribile esperienza; poiché Egli disse: “Ritornerò e vi riceverò presso di Me”. Non dobbiamo temere ciò che avviene dopo la morte. La maledizione e la condanna del peccato sono stati cancellati per sempre. “Chi è che condanna? È Cristo che morì, anzi, è risorto”. Quella che altri chiamano morte, noi la consideriamo nient’altro che sonno. Il nostro corpo giace esausto a motivo del lungo lavoro, in attesa di svegliarsi nella fresca mattina eterna in cui il nostro spirito sarà alla presenza della Sua gloria, senza colpa e ripieno di una gioia incontenibile (Gd 1:24).
Dio ti benedica! by eVangelo

FEDELTÀ CORRISPOSTA

FEDELTÀ CORRISPOSTA

“… Non v’è Dio che sia simile a te né lassù in cielo, né quaggiù in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro” (I Re 8:23)

La preghiera non consiste soltanto in richieste e in suppliche. Non dovremmo rivolgerci a Dio soltanto quando abbiamo bisogno di qualche Suo favore. Molta della vera preghiera consiste in adorazione e lode. Un figlio amorevole cerca sempre di esprimere il proprio amore e la propria fiducia al padre “Non v’è Dio che sia simile a te”. Molti adorano idoli, ma il nostro Dio non è come loro. Essi non vedono, non sentono, non amano, non si prendono cura di quanti li venerano. Il nostro Dio ama, e mantiene ciò che promette. La Sua Parola non viene mai meno, i Suoi impegni non sono mai disattesi, i Suoi patti non vengono infranti. Quale salda fiducia deriva dall’essere sicuri che l’Iddio nel quale confidiamo mantiene sempre la propria parola! Neppure una delle Sue promesse è mai andata a vuoto. C’è qualcos’altro che non dovremmo trascurare: non dobbiamo mai dividere i versetti biblici a metà. Dio mantiene quel che promette, ma ogni patto presuppone un’intesa fra due parti. Noi siamo chiamati a collaborare affinché si concretizzi il contenuto dell’accordo e per assicurarci quanto Egli ha promesso. È scritto: “Tu mantieni il patto verso [coloro] che camminano in tua presenza con tutto il cuore loro”. Questa è la parte dell’accordo che siamo chiamati a ottemperare; dovrebbe essere nostra cura mostrarci costantemente fedeli a Dio in tutte le vie che percorriamo. La nostra vita spirituale non si svolge in base a leggi stabilite dagli uomini, ma rimanda a un’adesione convinta ai propositi di Dio. Molti si accostano alla rivelazione cristiana facendo ampio ricorso a ciò che si nasconde sotto un discorso o un pensiero, eppure, l’unica cosa da mettere a fuoco è la nostra risposta alla proposta di Dio.
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

UNA LETTERA AUTOGRAFA

UNA LETTERA AUTOGRAFA

“Essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro ministerio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito dell’Iddio vivente” (II Corinzi 3:3)

La vita dell’apostolo Paolo fu contrassegnata dall’incessante opposizione da parte dei suoi nemici e dei suoi denigratori che seminavano discordia nelle chiese che egli aveva fondato in Europa. Quando visitò Corinto, lo esortarono a farsi accompagnare da lettere di raccomandazione da parte dei capi della chiesa. Con comprensibile indignazione egli dichiarò: “Perché dovrei portare delle lettere, quando i miei convertiti, datimi dal Signore, circolano ovunque, con la firma di Cristo su di loro?”. Certamente costoro rappresentavano una garanzia sufficiente per dimostrare che egli era stato incaricato dal Signore Stesso. Paolo descrive in maniera veritiera e intensa un discepolo di Cristo. Egli è una lettera autografa, l’Autore e Scrittore è il Signore Stesso: “una lettera di Cristo”. L’inchiostro è “lo Spirito dell’Iddio vivente”. La penna è l’insegnante o il predicatore del vangelo, “scritta mediante il nostro ministerio”. La carta è il cuore e la vita: “Non su tavole di pietra, ma su tavole che son cuori di carne”. Dovremmo essere credenti “a lettere maiuscole”, e per far questo non è necessario vivere molto tempo nella nostra società o immaginarci come protagonisti in uno spettacolo per individuare la nostra attitudine al discepolato. Il messaggio della nostra vita dovrebbe assomigliare a quei grandi tabelloni pubblicitari affissi per le strade che tutti i passanti possono leggere. Il merito di una lettera ben scritta consiste nel saper scrivere ciò che si desidera nel modo più conciso e chiaro possibile. Qualche volta dobbiamo impiegare un po’ di tempo prima di cogliere il significato principale espresso dal nostro corrispondente. Applichiamoci a rendere chiaro, conciso e inconfondibile il messaggio della nostra vita. Dobbiamo essere penne nella mano di Cristo: la bravura è unicamente di Dio, che ci rende ministri. La penna di Milton doveva soltanto essere ceduta nelle mani di sua figlia o ad uno scrivano, al quale il maestro cieco dettava le sue parole immortali. I messaggi che dobbiamo scrivere sul nostro cuore e sulle vite degli uomini non provengono da noi, ma da Cristo stesso. Se altri vengono usati più di noi, è soltanto perché risultano più adatti al ruolo da Lui prescelto.
Dio ti benedica!

IL VALORE DELLA VITA

IL VALORE DELLA VITA

“… un giorno ch’era uscito per andare da suo padre presso i mietitori disse a suo padre: ‘Oh! la mia testa! la mia testa!’ … Il servo lo portò via e lo recò a sua madre. Il fanciullo rimase sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi morì” (II Re 4:18-20)

Quel bambino era uscito da casa con gioia per dirigersi verso i campi, dove il padre e i suoi servi erano impegnati nella mietitura. Dopo poco tempo egli si era messo a gridare per il dolore. Il padre, ormai anziano e troppo indaffarato per prendersi cura del piccolo, fece mandare il fanciullo dalla madre attraverso un servo. La mamma, con la tenerezza e la cura particolare di tutte le mamme, prese il bambino dolorante sulle sue ginocchia, facendo tutto il possibile per alleviargli la sofferenza. Ma quando arrivò mezzogiorno il bambino morì tra le sue braccia. Quale cambiamento avvenne in quella casa nel giro di poche ore! Quando lasciamo il tavolo della colazione e ci separiamo dai nostri cari per i nostri impegni quotidiani, non abbiamo mai la certezza che il nostro allegro sorriso, prima di sera, non si trasformi in tristezza. Questo pensiero dovrebbe rendere i nostri rapporti famigliari più stretti e affettuosi: ogni ora che trascorriamo insieme a chi amiamo potrebbe essere l’ultima. La vicenda di questa antica famiglia di Shunem si è ripetuta in molte altre case, e non con un uguale esito felice. Per questo, mentre consideriamo un simile dolore, i nostri cuori sono toccati profondamente, e quella madre diventa cara a tutti noi. Non importa se è vissuta secoli fa; ella strinse fra le braccia suo figlio morto, il suo unico bambino, quello che aveva desiderato per tanti anni, e noi non possiamo rimanerne indifferenti. Per molti la vita è una faccenda di nessun conto, eppure la precarietà della condizione umana ci comporta il dovere di vivere con intensità e partecipazione ogni singolo istante.
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

LA GRANDE PREOCCUPAZIONE DI DIO

LA GRANDE PREOCCUPAZIONE DI DIO

In mezzo a questo “scuotimento” mondiale, qual è la più grande preoccupazione di Dio? Sono gli eventi del Medio Oriente? No. La Bibbia ci dice che lo sguardo di Dio è concentrato sui suoi figli: “Ecco, l’occhio dell’Eterno è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benignità” (Salmo 33:18).

Il nostro Signore è consapevole di ogni movimento sulla terra, di ogni essere vivente. Eppure il suo sguardo è concentrato soprattutto sul benessere dei suoi figli. Fissa i suoi occhi sui dolori e le necessità di ciascun membro del suo corpo spirituale. Per dirla in parole povere, qualunque cosa ci tocca, tocca anche Lui.

Per dimostrarcelo, Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28). Anche in mezzo alle grandi guerre mondiali, l’obiettivo primario di Dio non è sui tiranni. Il suo sguardo è focalizzato su ogni circostanza delle vite dei suoi figli.

Cristo dice nel versetto successivo: “Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (Matteo 10:29). Ai giorni di Cristo, i passeri erano la carne dei poveri e venivano venduti ciascuno a mezzo soldo. Eppure Gesù ha detto: “Nessuna di queste piccole creature cade a terra senza che il vostro Padre lo sappia”.

L’uso di Gesù del verbo “cadere” in questo verso intende qualcos’altro oltre alla morte del passero. Il significato aramaico è “posarsi leggermente a terra”. In altre parole, “cadere” qui indica ogni piccolo saltello che un uccellino può fare.

Cristo ci sta dicendo: “L’occhio del vostro Padre è sul passero non solo quando muore ma anche quando plana leggero a terra. Mentre il passero impara a volare, cade dal nido ed inizia a saltellare sul terreno. E Dio vede ogni piccola sua lotta. È preoccupato per ogni dettaglio della sua vita”.

Gesù poi aggiunge: “Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri” (10:31). Infatti, egli dice: “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (10:30). Per dirla in parole povere, Colui che ha creato e contato tutte le stelle – che ha monitorato ogni azione dell’Impero Romano, che tiene insieme le galassie nelle loro orbite – ha gli occhi fissi su di te. E Gesù ti chiede: “Non vali molto più per lui?”. by David Wilkerson

SOLO GESU’ SA’

SOLO GESU’ SA’

Solo Gesù sà…cosa attraversa il cuore, quando incrocia sul suo sentiero gli ostacoli dei pensieri…

Solo Gesù sà…il grido silenzioso dell anima, il sussurro interiore che resta senza suono amplificato al di fuori di sè stessi….

Solo Gesù sà…il racconto di ogni essere, la storia di ogni cuore, il libro aperto delle pagine di vite vissute….

Solo Gesù sà darci il percorso giusto per condurre i nostri pensieri nella verità, la sua luce renderà chiaro ogni dubbio, e

 salteremo gli ostacoli senza timore, ma pieni di speranza per raggiungere il traguardo finale…

Solo Gesù sà chinarsi su di noi e ascoltare il nostro grido, i nostri gemiti non gli sono nascosti, trasformerà nella nostra

 anima un grido di gioia e di vittoria…

Solo Gesù sà capovolgere la storia di ognuno di noi, trascrivendo le pagine della nostra vita

 quando gliela affidiamo, solo Lui sà…portarci a leggere il nostro buon fine!! by Gesùredeire

IL SOMMO PASTORE

IL SOMMO PASTORE

“Or l’Iddio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore, vi renda compiuti in ogni bene, onde facciate la sua volontà” (Eb 13:20, 21)

E’ di enorme conforto il fatto che il nostro Padre Celeste è “l’Iddio della Pace”. Egli è il Dio dello zaffiro fine, del bagliore della sera e delle cure materne. Possiamo affidarci a Lui per la Sua gentilezza e per la Sua pazienza. Le canne rotte non vengono calpestate sotto i Suoi piedi e il lucignolo fumante non viene soffocato. Non aver paura di Dio: Egli è il Dio della pace! Egli riportò alla vita il nostro caro Signore Gesù, il grande Pastore delle pecore. Quando il nostro Signore discese nella valle della morte, Egli affidò il Suo spirito nelle mani del Padre. Egli sapeva che il sentiero della vita si sarebbe aperto davanti a Lui. Sapeva che l’accoglienza del Padre Lo attendeva, e Dio non Lo deluse! Per quanto fosse sceso in basso, nell’Ades, le braccia eterne erano costantemente tese sotto di Lui; e Dio Lo risuscitò, avendo sciolto i legami della morte, poiché non era possibile che quest’ultima lo trattenesse. E Dio farci meno per il gregge? Ci sono molte pecore che si sono perse nei giorni oscuri e nuvolosi. Ogni pecora verrà posta al riparo e condotta nei pascoli verdeggianti e alle calme acque del paradiso? Sì, ognuna di loro! Il grande Pastore non sarebbe felice se mancasse una di quelle che il Padre Gli ha affidato (Giov. 10:28, 29). Ricorda la parabola del Buon Pastore che lasciò le novantanove per andare in cerca di quella perduta. Se sei venuto a Lui per tua volontà e scelta, sei compre nel dono che il Padre Gli ha fatto. Nella posizione che la Sua grazia ci ha conferito, siamo perfettamente al sicuro. Non soltanto in virtù della promessa di Dio, ma soprattutto perché è suggellata dal sangue della croce. Questo è il significato delle parole: “in virtù del sangue del patto eterno”. Osserva la parola eterna, che ci riporta al lontano passato, in questo patto venne stipulato. Possiamo pertanto credere che i nostri nomi sono scritti nel Libro della Vita dell’Agnello ucciso prima della fondazione del mondo (Ap. 13:8; 21:27). Ma siamo salvati per salvare altri! È così che rendiamo sicura nostra chiamata e la nostra elezione! (II Pietro 1:10).
Dio ti benedica! by eVangelo