DOLCEZZA NELLA PROVA

DOLCEZZA NELLA PROVA
 
 “… Oh, fossimo pur morti per mano dell’Eterno nel paese d’Egitto, quando sedevamo presso le pignatte della carne e mangiavamo del pane a sazietà! …” (Esodo 16:3)
È triste quando permettiamo alle delusioni della vita di abbatterci. Il problema essenziale del credente, mentre si trova nel mondo, non è quello di fuggire dalle difficoltà, ma di mantenere uno spirito dolce in mezzo alle esperienze più tristi. Quando la neve si sciolse dopo un rigido inverno, osservai una piantina che svettava verso il cielo azzurro e caldo. I suoi petali delicati trasmettevano un’immagine serena e piacevole; sembrava quasi che quella pianta avesse trascorso i freddi mesi invernali in una serra. Quel fiore dal colore tenue era l’espressione di una vitalità vigorosa, che sfidava le difficoltà dell’ambiente circostante. Sotto la grande coltre di neve, quella tenera pianta era rimasta protetta, comoda e calda, pronta a sbocciare in uno slancio vitale al primo inizio di primavera. Questa è un’immagine del modo in cui ogni vita cristiana dovrebbe passare attraverso il rigido inverno delle avversità, eppure spesso non corrisponde a come la maggior parte dei credenti sopporta le contrarietà della vita. A volte devi spostarti dalla fresca ombra e dalle acque zampillanti di Elim verso il calore opprimente del deserto; devi sperimentare prove, perdite e dolori. Assicurati sempre di mantenere, anche in queste circostanze, un cuore dolce e semplice come quello di un bambino, pieno di fiducia e di speranza. Quando l’inverno passerà e giungerà la primavera, come sempre accade anche dopo i periodi più rigidi, riemergerai illeso, con una vita arricchita e con una gioia e un’esuberanza più grandi. Il segreto di una vita vittoriosa è una fiducia incrollabile in Dio. Esistono elogiatori devoti la cui voce puoi percepire soltanto nella “buona stagione”. Ci sono credenti il cui amore per il Signore è circoscritto ai periodi felici. Altri, serrati nella nostalgia, recriminano un passato spesso idealizzato e, così facendo, mettono in scena un cristianesimo malinconico e lamentoso. Bene, spicchiamo un salto oltre il bordo di tutti i nostri rimpianti e fissiamo lo sguardo su ciò che il Signore ha ancora in serbo per noi.  © – 1988 Assemblee di Dio in Italia
Annunci

DIO NON HA RIGUARDO ALLA QUALITA’ DELLE PERSONE

DIO NON HA RIGUARDO ALLA QUALITA’ DELLE PERSONE

“Dio non ha riguardo alla qualità delle persone (Atti 10:34)

Caro amico che leggi, sai che Dio non ha nessun pregiudizio nei tuoi riguardi?
Dio non è un uomo, che possa essere condizionato dalla personalità o dall’apparenza esteriore delle persone.
Ogni essere umano (indistintamente dal colore della pelle o dalla nazionalità, maschio o femmina, bello o meno bello, povero o ricco, giovane o anziano ecc…) è speciale davanti a Lui.
Caro lettore, egli ama anche te, a prescindere da tutti i difetti o pregi che tu possa avere.
La bibbia afferma che il desiderio di Dio è che tutti siano salvati (Vangelo di Giovanni 3:16), quindi anche tu.
L’opera di redenzione compiuta dal Gesù Figliuolo di Dio per l’intera umanità non esclude proprio nessuno.

Caro amico, sai che ci sono persone che hanno fede nel Signore e vivono secondo gli insegnamenti della Parola di Dio? Essi però non sono persone prescelte da Dio, non sono dei “raccomandati” né dei fortunati, non sono giunti a conoscere Dio grazie alla loro sapienza, ma semplicemente hanno aperto il cuore al messaggio di salvezza per mezzo del vangelo, la buona notizia giunta direttamente dal cielo nella persona di Gesù.
Tra i tanti salvati ci sono anche io che ti sto scrivendo: mi chiamo Gino e il Signore mi ha accolto nella sua grande famiglia (la sua Chiesa) perdonando i miei peccati.

Dio ha un piano meraviglioso di salvezza per te, un progetto che potrebbe iniziare proprio ora al presente e sino all’eternità, se tu permetterai al Signore di operare nella tua vita confidando non nei tuoi meriti o su una tua presunta giustizia. Altresì non dar retta a quei pensieri che ti portano a pensare che tu sei “troppo peccatore” (pensa che il primo salvato da Gesù fu un ladrone, crocifisso accanto a lui a causa delle sue malefatte).
Ti ripeto: Dio non ha riguardo alla qualità delle persone. Il Signore vuole operare potentemente nella tua vita, Gesù ha sacrificato la sua vita proprio per salvarci e darci la vita eterna.

Entra ora, senza indugiare, per la porta della Grazia, cosi come sei (con tutto il tuo passato e il tuo presente), ed il Signore come ha promesso nella sua Parola ti dichiara: “colui che viene a me, non lo caccerò fuori…” (Vangelo di Giovanni 6:37)  Adiossola.it

LA VITA ARRESA

LA VITA ARRESA

“Arresa”. Cosa ti dice questa parola? In termini letterali, arrendersi significa “cedere qualcosa ad un’altra persona”; significa inoltre abbandonare qualcosa a te concessa. Ciò potrebbe includere i tuoi possedimenti, la tua forza, i tuoi obiettivi, persino la tua vita stessa.

I cristiani oggi sentono parlare molto sulla vita arresa, ma cosa significa esattamente? La vita arresa è l’atto di restituire a Gesù la vita che Egli ti ha concesso. Significa abbandonare il controllo, i diritti, il potere, la direzione, tutto ciò che fai e dici. Significa consegnare la tua vita nelle Sue mani, fare ciò che Gli è gradito.

Gesù stesso visse una vita arresa: “perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni 6:38). “io non cerco la mia gloria” (8:50). Cristo non fece mai nulla da Sé stesso. Egli non mosse un passo, non proferì parola senza ricevere istruzione dal Padre. “Non faccio nulla da me stesso; ma che parlo queste cose, secondo che il Padre mi ha insegnato … poiché io del continuo faccio le cose che gli piacciono” (8:28-29).

L’arresa totale di Gesù al Padre è un esempio di come tutti noi dovremmo vivere. Tu dirai, “Gesù era Dio in carne. La sua vita era arresa prima ancora che venisse sulla terra”. Però la vita arresa non è imposta a nessuno, Gesù incluso.

“Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo” (Giovanni 10:17-18).

Gesù ci stava dicendo, “Non commettete errori. L’atto di arrendere me stesso è totalmente in mio potere. Io scelgo di deporre la mia vita,e non lo faccio perché qualche uomo me l’ha chiesto; nessuno mi prende la vita. Mio Padre mi ha dato il diritto e il privilegio di deporre la mia vita, e mi ha anche dato la scelta di allontanare questo calice ed evitare la croce. Ma io scelgo di farlo, per amore e per la piena arresa a Lui”.

Il nostro Padre celeste ha dato a tutti noi lo stesso diritto: il privilegio di scegliere una vita arresa. Nessuno è costretto a cedere la propria vita a Dio, il nostro Signore non ci fa sacrificare le nostre volontà restituendo a Lui le nostre vite. Egli ci offre gratuitamente una terra promessa, piena di latte, miele e frutta, ma noi possiamo scegliere di non entrare il quel luogo di abbondanza.

La verità è che possiamo avere di Cristo quanto vogliamo. Possiamo entrare nelle Sue profondità quanto decidiamo di farlo, vivendo pienamente secondo la Sua Parola e la Sua direzione. by David Wilkerson

SENTIMENTI OPPORTUNI

SENTIMENTI OPPORTUNI

“Il Signore trasse Giobbe della sua cattività, dopo ch’egli ebbe fatta orazione per i suoi amici” (Giobbe 42:10; Vers. Diodati)

Molte persone che cercano di consolare gli altri, in realtà, non fanno che mettere spine su teste doloranti. Alcuni hanno l’abitudine di spargere sale su ferite aperte, moltiplicando il racconto delle disgrazie altrui o delle proprie, quasi che il dolore di altri potesse lenire quello dei poveri malcapitati. Nessun’arte richiede un tocco più delicato di quella del consolatore. Le mani della maggior parte delle persone sono troppo rudi perché siano poste su cuori sofferenti. Nessuna meraviglia, quindi, che Giobbe considerasse i suoi amici come consolatori inopportuni e maldestri, e che egli non si sentisse subito di pregare per loro. Ma, fin quando egli non lo avesse fatto, la benedizione di Dio non poteva scendere su di lui. In questo versetto è contenuta una lezione per noi. Qualcuno può averci ferito o rattristato, e forse noi non siamo pronti a perdonare. Mentre rimaniamo in questa attitudine, teniamo chiuse e lontane da noi le benedizioni divine. La preghiera di Giobbe per i suoi amici dimostrò che il suo animo era ben disposto nei loro confronti, e che li aveva perdonati. Soltanto allora la grazia carezzò il suo cuore.Quando possiamo pregare per qualcuno che ci ha fatto un torto, agendo male o rivolgendoci frasi sgarbate, siamo nella condizione di ricevere la benedizione di Dio. Dopo aver pregato per i suoi amici, Giobbe era pronto ad uscire dal proprio dolore per aiutare gli altri. In lui non primeggiava più l’emblema dell’uomo giusto che era stato iniquamente oltraggiato e insultato. Nel momento in cui si congedava l’uomo risentito poteva affacciarsi nuovamente il sorridente volto di Dio. Non possiamo trovare conforto rimanendo nell’oscurità del nostro dolore, rimasticando i soliti argomenti fino a precipitare nel vittimismo. Prima di trovare la luce della consolazione di Dio, dobbiamo dimenticare noi stessi e iniziare a servire gli altri, cercando il loro bene. La recriminazione che a volte custodiamo con tanta cura e il cruccio che alimentiamo con ragioni sempre nuove sono comunque una forma di egoismo e di amor proprio. Questi sentimenti, qualsiasi forma possano assumere, ci priveranno inesorabilmente della benedizione di Dio.
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

LA SCUOLA DELL’AMORE DI DIO

LA SCUOLA DELL’AMORE DI DIO

“Il Signore corregge colui ch’Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch’Egli gradisce” (Eb 12:6) La prosperità terrena non è un segno di particolare amore da parte del cielo; né i dolori e gli affanni sono un segno di disapprovazione divina, anzi spesso è vero il contrario. L’amore di Dio brama sinceramente la nostra beatitudine eterna, non semplicemente la nostra consolazione. E’ volto a raggiungere quell’obiettivo, ed è abbastanza forte da sopportare ogni travisamento e correggerci per mettere in sintonia il nostro spirito con una melodia più sublime. Poi viene ad istruirci, e noi entriamo come alunni nella scuola dell’amore di Dio. Lasciamo da parte le nostre nozioni teoriche ma prepariamoci a qualsiasi lezione che in concreto ci provenga dall’afflizione; rassicuriamo il nostro cuore della tenacità dell’amore di Dio, al punto da confidare in Lui malgrado la correzione che sta esercitando verso di noi. Guardiamo avanti a quel momento in cui ci verrà spiegato ogni singolo atto di disciplina della nostra vita, con un sorriso che lascerà estasiata la nostra anima, e costringerà il dolore e i sospiri a fuggire via per sempre.
Dio ti benedica!

PRESENZA INVISIBILE

PRESENZA INVISIBILE

“… io non lo scorgo. Ma la via ch’io batto ei la sa; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l’oro” (Giobbe 23:9, 10)

Dio è invisibile. Sappiamo che Egli sta operando intorno a noi, e osserviamo i Suoi movimenti, ma i nostri occhi non Lo scorgono. Non possiamo toccarLo. Non possiamo vedere il Suo volto. Tuttavia sappiamo che, anche se non è visibile ai nostri occhi, Egli ci vede sempre, e conosce costantemente le nostre vie, dove siamo, cosa facciamo, quali sono le circostanze in cui ci troviamo e le esperienze che stiamo affrontando. Questa consapevolezza è preziosa per la mente e per il cuore del credente. Ogni autentico figliolo di Dio ha ben chiaro il concetto che il nostro Signore non è solo un giusto Giudice ma una sorgente inesauribile d’amore“Egli sa”. Una sera Gesù ordinò ai discepoli di passare all’altra riva del lago; Egli non li avrebbe accompagnati. Durante la notte si scatenò una tempesta, e i discepoli erano soli. Si trovavano in grande difficoltà. Possiamo immaginarli, mentre si guardavano a destra e a sinistra, davanti e dietro, alla ricerca del loro Maestro. In quel momento, sebbene invisibile ai loro occhi, Gesù li stava osservando teneramente dalla sommità della montagna. Conosceva bene ogni loro mossa e il percorso che stavano seguendo nell’oscurità del lago. Nella nostra esperienza può accadere di perdere di vista Dio. Può succedere che non riusciamo a vederLo e che Egli sembri addirittura sottrarsi alla nostra ricerca. A volte pensiamo che il Signore non risponda al nostro grido e che non venga in nostro soccorso quando Lo chiamiamo. È un conforto prezioso, in questi momenti, sapere che Egli conosce la via che percorriamo, dove ci troviamo e quale prova stiamo sperimentando. Non siamo mai fuori della portata del Suo sguardo. “Egli sa” sempre, e questo ci basta. Facciamo in modo che la nostra vita scorra tranquilla tra gli argini sicuri di questa fede certa.
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

APPOGGIARSI A DIO

APPOGGIARSI A DIO

“Chi è tra voi che tema l’Eterno?… Benché cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome dell’Eterno, e s’appoggi sul suo Dio!” (Is 50:10) “Nelle tempeste più violente”, diceva un vecchio marinaio, “c’è soltanto una cosa da fare: mettere la barca in una certa posizione e tenercela”. Questo vale anche per noi, cari credenti. A volte, come Paolo, possiamo imbatterci in una violenta tempesta in cui non vediamo più il sole né le stelle; allora c’è solamente una cosa da fare. La ragione non ci è di nessun aiuto. Dalle esperienze passate non ricaviamo alcuna luce. Persino la preghiera non ci procura consolazione. Rimane un’unica via di scampo: mettere l’anima nella giusta posizione e tenercela. Dobbiamo appoggiarci al nostro Dio; e, accada quel che accada – venti, onde minacciose, correnti contrarie, tuoni, fulmini, scogli minacciosi – qualsiasi cosa possa accadere, dobbiamo legarci al timone e tenere ferma la nostra fiducia nella fedeltà del Signore, nelle promesse del Suo patto e nel Suo eterno amore in Cristo Gesù.
Dio ti benedica!

CUORE AMOREVOLE

CUORE AMOREVOLE

“Contenderebbe egli meco con la sua gran potenza? No! invece, mi presterebbe attenzione” (Giobbe 23:6)

Giobbe era certo che in Dio avrebbe trovato un amico al quale confidare i suoi problemi. Stava imparando a conoscere la vera natura di Dio, e aveva saggiato alcuni aspetti del Suo carattere. Evidentemente il Redentore si era già rivelato a lui come amico, perché, qualche capitolo prima, Giobbe dichiara: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d’un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma!” Non possiamo dire quanto Giobbe conoscesse del carattere di Dio. Certamente credeva che se avesse potuto presentarsi davanti al suo Signore avrebbe trovato in Lui un amico. Noi che viviamo nella piena luce dell’Evangelo sappiamo che Dio è il nostro migliore e più sincero amico. Sappiamo che Egli è nostro Padre e che non dobbiamo temere di presentarGli le nostre richieste. Egli non è contro di noi. Dio non usa la Sua potenza per annientarci, ma per farci del bene. Egli dà ascolto al nostro grido e ci ama. Nessun cuore materno fu mai altrettanto pieno d’amore per il proprio figlio come il cuore del Signore nei nostri confronti. Sappiamo che i Suoi pensieri per noi sono buoni e portatori di pace. Vogliamo che la nostra fede sia costruita con materiali preziosi prelevati dalla rivelazione di Dio, attingendo a piene mani all’esempio e alla testimonianza di quanti fedelmente ci hanno preceduto. Desideriamo che la nostra vita cristiana respiri l’atmosfera prodotta dallo Spirito di santità.
© – 1988 Assemblee di Dio in Italia

PRENDERE LE REDINI IN MANO

PRENDERE LE REDINI IN MANO

“Noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore, e preso per elmo la speranza della salvezza” (I Tessalonicesi 5:8) Fede, amore, speranza – questi tre elementi formano l’armatura difensiva dell’anima; e rendono possibile l’autocontrollo. Come un palombaro che viene calato in fondo all’oceano con il suo scafandro, l’uomo che ha il cuore corazzato dalla fede e dalla carità, e il capo coperto dall’elmo della speranza, può essere calato nel mare più tempestoso della mondanità e della tentazione, e tuttavia camminare al sicuro e respirare l’aria che proviene da un mondo superiore. La fede ti metterà in comunicazione con tutta la potenza di Dio. L’amore ti metterà in guardia contro ogni sorta di tentazioni mostrandoti tutta la loro malvagità. La speranza distoglierà i tuoi occhi dalle mille luci che si agitano intorno a te, e ti aiuterà a fissarli sulla gloria celeste. In questo modo avrai in mano le redini della tua vita e sarai in grado di regnare sulla tua natura in maniera completamente nuova, se soltanto confiderai nel Signore e Lo amerai fissando i tuoi desideri sulle cose di sopra. Sarai capace di governare te stesso quando ti lascerai governa re da Cristo.
Dio ti benedica!

DIO TI GRADISCE

DIO TI GRADISCE

Lo Spirito Santo diede a Davide una rivelazione che è la chiave per ogni liberazione. Davide poteva dire: “Il motivo per cui Dio mi ha liberato da tutti i miei nemici, da ogni mio dolore e dalle potenze infernali, è che io sono prezioso per Lui. Il mio Dio mi gradisce!” “e mi trasse fuori al largo; egli mi liberò perché mi gradisce” (Salmo 18:19). Hai bisogno di liberazione? Dalla concupiscenza, la tentazione o la prova? Da un problema mentale, spirituale o fisico? La chiave per la tua vittoria è in questo verso. Dio ti gradisce. Sei prezioso per Lui!

Nel Cantico dei cantici, il Signore dice della Sua sposa: “Come sei bella e come sei leggiadra, o amore mio, con tutte le tue delizie!” (Cantico dei cantici 7:6). In questo verso, tre dei termini ebraici in questo verso sono sinonimi: bella, significa “prezioso”; leggiadra, indica “piacere”; e delizie. Questi termini descrivono i pensieri di Gesù nei confronti della Sua sposa come Lui la vede. Egli la guarda e dice: “Quanto sei bella, dolce e amabile. Sei preziosa per me, amore”. In risposta, la sposa proclama fiera: “Io sono del mio diletto, e il suo desiderio è verso di me” (7:10). Il significato qui è: “Egli mi corteggia con piacere. Egli mi insegue perché sono davvero preziosa per Lui”. Questi stessi pensieri si trovano sparsi in tutti i Salmi: “L’Eterno prende piacere in quelli che lo temono, in quelli che sperano nella sua benignità” (Salmo 147:11). “perché l’Eterno si compiace nel suo popolo; egli corona di salvezza gli umili” (149:4).

Posso cercare di convincerti del diletto che Dio prova in te dicendoti: “Sei prezioso per il Signore”. Ma potresti pensare: “Che dolce, ma è solo un pensiero carino”. No, questa verità è molto più di un pensiero carino. È la chiave per la tua liberazione da ogni battaglia che infuria nella tua anima. È il segreto per entrare nel riposo che Dio ti ha promesso. Finché non ti aggrapperai ad essa, finché non diventerà un fondamento di verità nel tuo cuore, non sarai in grado di resistere alle prove della vita.

Isaia ebbe una rivelazione del grande diletto di Dio in noi. Egli profetizzò: “O Israele, non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni. Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà” (Isaia 43:1-2).

Isaia non parlava di fiumi o di un fuoco fisico. Egli stava parlando di ciò che le persone attraversano spiritualmente e mentalmente. Israele era in schiavitù in quel periodo; le loro acque erano le prove, il loro fuoco erano le tentazioni, i loro fiumi erano le avversità. Erano tutti tentativi di Satana di distruggere e sopraffare il popolo di Dio. Le parole di Isaia erano un messaggio di pura misericordia verso Israele. Il popolo era in cattività a causa della propria stupidità e stoltezza; ma Dio inviò loro un profeta dal cuore rotto, il quale disse: “Dio vuole che vi dica che appartenete a Lui”.

Proprio in questo momento, potresti trovarti in mezzo a delle acque burrascose. Potresti sentirti sopraffatto da una prova o da una tentazione che ti minaccia e ti consuma. Devi capire da questi esempi biblici che il Signore non sempre calma le acque; Egli non sempre impedisce che le inondazioni giungano, non sempre spegne gli incendi. Tuttavia, Egli promette: “Io camminerò con te attraverso tutto questo. Questa prova, questa circostanza non ti distruggerà. Perciò, prosegui il cammino. Ne uscirai dall’altra parte con me al tuo fianco!” by David Wilkerson